L’ultimo aumento di prezzo per il servizio di streaming musicale comunicato da Spotify, che passerà da settembre da 10,99 a 11,99 euro al mese per il piano Premium individuale e da 17,99 euro a 20,99 euro al mese per il piano Family, è stato giustificato dalla società come necessario per “continuare a innovare i nostri prodotti e le nostre funzionalità e offrirti la migliore esperienza possibile”. Una spiegazione che non trova però riscontro nella realtà, dal momento che Spotify offre da tempo una qualità dei brani decisamente inferiore a quella della concorrenza, e sembra invece più orientata a coprire i costi di investimenti effettuati che non hanno trovato i riscontri sperati dal management, come quelli sui podcast. Prima di accettare tacitamente l’abbonamento con il relativo aumento, è quindi utile provare i servizi offerti dalla concorrenza, specialmente dal momento che tutti offrono un mese di prova gratuito che permette di valutare la qualità e i vantaggi offerti, che oltre al coding superiore comprendono in alcuni casi anche l’audio spaziale. Anche i sistemi di creazione delle playlist, storico punto di forza di Spotify, sono ormai decisamente efficaci negli altri servizi, che in alcuni casi hanno saputo integrare meccanismi di intelligenza artificiale in modo intelligente.
Apple Music. A un costo mensile di 10,99 euro per il piano individuale e 16,99 euro per quello Family, più convenienti quindi di Spotify, Apple Music offre un catalogo di oltre 100 milioni di brani in qualità lossless, ovvero compressi con una frequenza di campionamento di 48 KHz e algoritmi che salvaguardano la qualità di riproduzione dei brani a livelli paragonabili a quelli dei cd musicali pur contenendo la dimensione dei file. Molti brani sono poi offerti con una qualità ancora superiore, Hi-Res lossless, che ha una frequenza di campionamento compresa tra 48 e 192 KHz per garantire una qualità musicale elevatissima, che si appressa specialmente con la musica classica, jazz o in genere i brani con molti strumenti musicali e voci. In questo caso, come in quello dei brani codificati con Dolby Atmos, è necessario avere dispositivi compatibili con questi standard per poter fruire della qualità superiore offerta. Dolby Atmos consente infatti di fruire dell’audio posizionale, o spaziale, che immerge letteralmente l’ascoltatore in una sala da concerto virtuale in cui ogni strumento o voce ha una propria posizione virtuale, percepibile quando si muove la testa. Un livello qualitativo quindi decisamente superiore a quello offerto da Spotify.
Apple Music offre inoltre all’interno del prezzo dell’abbonamento Apple Music Classical, un’app separata che offre non solo oltre 5 milioni di brani musicali di musica classica in formato lossless, e decine di migliaia in HiRes lossless e Dolby Atmos, ma anche menu di ricerca dedicati agli appassionati di questo genere musicale che permettono di cercare i brani desiderati per compositori, periodi, generi, direttori d’orchestra, orchestre, solisti, ensemble e coristi.
Amazon Music Unlimited. A un costo mensile di 10,99 euro o 17,99 euro per la versione Family, Amazon Music Unlimited offre un catalogo di oltre 100 milioni di brani musicali in qualità lossless, o HD, superiore quindi a quella standard offerta da Spotify. Ben 7 milioni di brani sono inoltre in qualità Ultra-HD, ovvero campionati a una frequenza di 192 KHz e capaci quindi di rendere ogni sfumatura musicale con i dispositivi di riproduzione compatibili. Amazon Music Unlimited offre inoltre migliaia in audio posizionale compatibili con gli standard Dolby Atmos e 360 Reality Audio, lo standard adottato da Sony per la propria gamma di cuffie e auricolari come le nuove cuffie Sony WH-1000XM6.
YouTube Music Premium. A un costo mensile di 10,99 euro o 17,99 euro per la versione Family, YouTube Music Premium offre un catalogo di oltre 100 milioni di brani musicali in qualità standard. Tra i plus offerti la possibilità di passare velocemente dall’ascolto del brano al video su dispositivi come smartphone, tablet e pc, oltre a poter ascoltare la riproduzione anche con il display spento o in background, e poter creare e scaricare playlist per l’ascolto offline. (riproduzione riservata)