La crisi militare nel Mar Rosso e la scelta delle compagnie di navigazione che trasportano container di circumnavigare l'Africa è costata cara ai porti italiani dell'Adriatico, mentre sembra in qualche modo aver favorito una ripresa dei traffici sulle banchine dell'alto Tirreno. È quanto emerge dal report dedicato all'impatto della crisi nel Canale di Suez sul settore del trasporto marittimo appena pubblicato dal Centro Studi Fedespedi.
Una delle informazioni più originali e interessanti è quella riguardante i traffici di container movimentati dai maggiori porti italiani dalla quale emerge che Genova (+1,15), La Spezia (+8,9%) e Salerno (+5,1%) nei primi tre mesi del 2024 hanno visto crescere il numero di box imbarcati e sbarcati, mentre Trieste (-17,3%), Venezia (-12%) e Ravenna (-15,8%) sembrano aver pagato il prezzo più alto per lo spostamento del baricentro delle rotte commerciali Asia-Europa dal canale di Suez allo Stretto di Gibilterra. Fra gli altri scali maggiori italiani si registrano poi flessioni anche a Napoli (-2,8%) e a Savona (-18,4%).
L'analisi spiega che «sui porti italiani, oltre alla crisi di Suez, ha pesato l'andamento poco brillante del commercio estero, che ha fatto registrare, nei primi due mesi del 2024 rispetto allo stesso bimestre del 2023, una modesta crescita delle esportazioni (+0,6%) e una decisa contrazione delle importazioni (-10,4%)».
Il report pubblicato dal Centro Studi della Federazione nazionale degli spedizionieri prende in esame gli effetti della crisi di Suez sul settore del trasporto marittimo nei sei mesi dal suo scoppio. L'analisi evidenzia, in particolare, la riduzione dei passaggi dal canale di Suez (-50% nelle prime settimane del 2024) determinata dalla scelta delle compagnie di navigazione di optare per il passaggio per il Capo di Buona Speranza. I valori dei noli marittimi delle rotte verso il Mediterraneo hanno registrato un aumento del 44% rispetto ai valori medi del 2023. Allo stesso modo la necessaria riprogrammazione delle tratte ha avuto conseguenze negative sul livello di servizio in termini di giorni medi di ritardo e soprattutto di percentuale di navi arrivate in linea con la data prestabilita (54,6% il tasso di puntualità di aprile 2024 rispetto al 62,2% dell'aprile 2023). (riproduzione riservata)