Circa 2.300 miliardi di dollari andati in fumo in un mese. L’equivalente, per farsi un’idea, dell’intero valore di mercato di SpaceX. Tanto hanno perso in termini di capitalizzazione i Magnifici 7 (Amazon, Alphabet, Apple, Microsoft, Meta, Nvidia e Tesla) nel mese di giugno 2026 secondo i calcoli di Cnbc.
Il gruppo delle sette mega cap, che da sole valgono più o meno un terzo dell’indice S&P 500 (sempre a livello di capitalizzazione), ha ceduto circa il 10% a giugno. Questa, almeno, è la media del Cnbc Magnificent 7 Index, che traccia l’andamento complessivo dei titoli, ma alcune società stanno soffrendo più di altre.
Amazon e Meta, ad esempio, in un mese hanno perso il 12%, Microsoft quasi il 19%. Alphabet ha contenuto il calo al 7%, Nvidia al 6%. Le vendite sulle azioni tecnologiche si sono intensificate in corrispondenza di eventi che sono tornati ad alimentare la paura di una bolla speculativa o della fine del trend dell’AI, tra cui le voci su un possibile rinvio della quotazione in borsa di OpenAI.
«Il sell-off tecnologico non è necessariamente la fine del ciclo: gli utili restano reali, il trend regge», segnalano gli analisti di Pharus. «Ma i segnali strutturali che si accumulano disegnano un contesto in cui la compiacenza è il rischio principale. Restare investiti, sì. Ma con gli occhi aperti e senza dimenticarsi che i rischi esistono».
Gli investitori attendono la prossima stagione delle trimestrali, che si aprirà tra qualche settimana, per capire se i maxi investimenti in AI stanno iniziando a portare ritorni concreti. Nel complesso le big tech prevedono di spendere oltre 700 miliardi di dollari per potenziare AI e cloud nel 2026.
Gli eventi delle ultime settimane hanno spinto alcuni esperti a chiedersi se il concetto di Magnifici 7 non sia ormai superato. Gli analisti di Jp Morgan Am, ad esempio, hanno notato un cambiamento di focus dai cosiddetti «hyperscaler» (società piene di cassa che possono investire centinaia di miliardi) alle società della filiera. Soprattutto al livello della produzione di chip.
Anche un’analisi di Ofi Invest Am ha messo in evidenza l’ascesa di gruppi che producono questi oggetti ad altissimo contenuto tecnologico, indispensabili per le applicazioni di AI. In particolare, gli analisti hanno individuato tre titoli, rinominati i «Magnifici 3 asiatici»: la taiwanese Tsmc (+1% nell’ultimo mese) e le coreane Samsung Electronics e SK Hynix.
«Tsmc vanta un market share schiacciante per quanto riguarda la produzione di chip e altri supporti fisici», osserva Ofi Invest Am. «Samsung Electronics (+5% a un mese) mette assieme unità di memoria avanzate e design che l’hanno portata a triplicare la capacità produttiva e a stabilire un nuovo record nella capitalizzazione di mercato. Infine, SK Hynix (+14%) si è imposta come il sovrano della memoria a banda larga e il suo registro ordini è esaurito fino al 2027». (riproduzione riservata)