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I bond societari hi-tech sono a rischio
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I bond societari hi-tech sono a rischio

di Al Cattermole*
21 gennaio 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 07:19

Le grandi società tecnologiche emergono tra i principali emittenti di obbligazioni investment grade, ma ciò non implica che la tecnologia stia diventando un rischio sistemico per l’ecosistema. Tuttavia,il rischio di credito all’interno del settore sta diventando più eterogeneo e disperso

A prima vista il mercato delle obbligazioni corporate investment grade sembra essere in fase di cambiamento. Le grandi società tecnologiche figurano oggi in modo più prominente tra i principali emittenti rispetto a solo pochi anni fa, sollevando interrogativi sul fatto che il rischio tech stia traboccando dal mercato azionario e si stia silenziosamente insinuando in quella che molti continuano a considerare un’allocazione difensiva.

Gli alti livelli di cassa dei colossi tecnologici

Guardando oltre la superficie emerge però un quadro più sfumato. La tecnologia rappresenta ancora solo circa il 6,5% dell’universo investment grade Usa, una quota che segna un aumento di appena una frazione di punto percentuale negli ultimi anni. In altre parole, il settore tech è diventato più visibile, ma non materialmente più dominante a livello di indice. Il punto in cui la storia diventa più interessante non riguarda tanto la concentrazione settoriale, quanto il comportamento del settore.

Per gran parte dell’ultimo decennio, i grandi emittenti tech sono stati considerati dagli investitori obbligazionari quasi come un cash-plus. Bilanci solidi, consistenti posizioni di cash net e modelli di finanziamento prudenti facevano sì che l’esposizione al settore tech nei portafogli investment grade fosse ampiamente percepita come a basso rischio e sostanzialmente priva di criticità.

Il cambio di paradigma

Oggi, questa assunzione viene messa alla prova. L’accelerazione della spesa in conto capitale legata all’intelligenza artificiale segna un chiaro punto di svolta. Sempre più spesso, le grandi società tecnologiche - un esempio recente è Oracle - scelgono di finanziare investimenti speculativi o semi-speculativi attraverso i mercati del debito, anziché fare affidamento esclusivamente su emissioni azionarie o sui flussi di cassa interni.

Dal punto di vista creditizio, si tratta di un cambiamento significativo. Il capex finanziato a debito introduce maggiori rischi di esecuzione, aumenta la leva finanziaria e accresce nel tempo la probabilità di pressioni sui rating, soprattutto in un settore in cui i futuri vincitori e vinti del ciclo di investimenti in AI sono ancora tutt’altro che definiti.

La recente volatilità degli spread creditizi

La recente volatilità degli spread su singoli nomi tecnologici mette in evidenza questo cambiamento. Emittenti a lungo considerati tra i crediti più sicuri del mercato hanno registrato improvvise ricalibrazioni dei prezzi, mentre gli investitori rivalutano la disciplina della struttura del capitale e la resistenza futura dei flussi di cassa. Un movimento di questo tipo sarebbe stato difficile da immaginare quando il settore tech era visto come un’ancora di stabilità all’interno dei portafogli investment grade.

Tecnologia: non un rischio sistemico, ma una sfida crescente di selezione del credito

È importante sottolineare che questa evoluzione non implica che la tecnologia stia diventando un rischio sistemico per l’universo investment grade. Banche, utility, sanità e assicurazioni restano componenti di gran lunga più rilevanti dell’indice e, anche in presenza di un aumento significativo delle emissioni tecnologiche, tale gerarchia non verrebbe messa in discussione. Tuttavia, ciò significa che il rischio di credito all’interno del settore sta diventando più eterogeneo e disperso.

Nel contesto attuale la domanda per gli investitori investment grade non è quindi se la tecnologia sia diventata troppo grande all’interno dell’indice, bensì se essi siano adeguatamente attrezzati per navigare un settore che si comporta in modo più ciclico, più intensivo in termini di capitale e più sensibile al credito rispetto al passato.(riproduzione riservata)

*portfolio manager

Mirabaud Asset Management



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