Con il Watch D2, Huawei conferma il focus sui dispositivi indossabili e sulle tecnologie a supporto della salute, portando la misura della pressione arteriosa in condizioni reali di mobilità anche su base continuativa. La caratteristica distintiva di Watch D2, infatti, è la presenza di cuscinetto gonfiabile nel braccialetto collegato a una micro-pompa nella cassa dell’orologio, che consente in questo modo la misurazione della pressione arteriosa in modo analogo a uno sfigmomanometro digitale, e non tramite algoritmi per l’interpretazione dei segnali raccolti dai sensori ottici impiegati per il rilevamento della frequenza cardiaca. Watch D2 riesce inoltre non solo a misurare la pressione arteriosa diastolica e sistolica in modo preciso e puntuale, ma è anche in grado di misurarla in modalità continua nel corso delle 24 ore a intervalli di 15-30 minuti, test normalmente definito holter pressorio, con certificazione Europea CE per la conformità al regolamento sui dispositivi medici.

Nel corso della prova, la misurazione della pressione con Watch D2 si è dimostrata semplice e veloce: basta premere un’icona sul display touch dell’orologio e portare poi la mano vicino alla spalla opposta, per fare in modo che il dispositivo sia all’altezza del cuore mentre si effettua la misurazione. Come con uno sfigmomanometro digitale, il bracciale si gonfia sino a stringere leggermente il polso per poi sgonfiarsi alla fine della misurazione, che può essere letta direttamente sul display dell’orologio e viene tramessa all’app Huawei Health per smartphone insieme a tutti gli altri dati. La tecnologia scelta da Huawei, al contrario di quella ottica adottata da brand come Samsung, oltre a essere intrinsecamente più precisa non necessita inoltre di una calibrazione periodica tramite il confronto con uno sfigmomanometro digitale, a tutto vantaggio della praticità.

Nonostante le funzionalità e la presenza della pompa per gonfiare il bracciale, Watch D2 è poco più spesso di uno smartwatch sportivo, mentre il cinturino è solo un po’ rigido rispetto a quelli in nylon e dotato di una chiusura metallica a clip. Il cinturino, specialmente con il caldo, è meno confortevole rispetto a quelli in maglia di nylon, che consentono anche una regolazione millimetrica tramite il velcro, ma non si discosta troppo da quelli in elastomero ed è, in ogni caso, incredibilmente più confortevole di uno sfigmomanometro digitale, specialmente durante il riposo per il test di misurazione continua nella ventiquattrore. Huawei ha inserito nella confezione un bracciale in carta per misurare accuratamente la circonferenza del polso e regolare di conseguenza, tramite dei piccoli fermi, il bracciale gonfiabile al cinturino vero e proprio, operazione necessaria per assicurare misurazioni precise.
Il software avverte comunque con un apposito messaggio di errore il proprietario se il cinturino è stato regolato male, o se il braccio non è stato messo nella posizione corretta. La misurazione della pressione avviene rapidamente e in maniera molto più silenziosa e comoda rispetto a uno sfigmomanometro digitale da polso o da braccio, di giorno ma soprattutto di notte, periodo di tempo però essenziale per la verifica della pressione nelle 24 ore con almeno sette misurazioni notturne valide oltre alle 20 nel corso del giorno secondo le linee guida internazionali.
Huawei ha messo a punto anche una modalità di reportistica efficace e di semplice lettura, che può essere esportata e condivisa con il proprio medico.
Oltre alla pressione arteriosa, Watch D2 riesce a monitorare in modo efficace tutti gli altri parametri vitali fondamentali, a partire dal battito cardiaco in tempo reale ed eventuali aritmie compresa la fibrillazione atriale, altra patologia particolarmente insidiosa, oltre che potenzialmente grave, in quanto asintomatica. Watch D2 riesce inoltre a effettuare un elettrocardiogramma a una derivazione, esportabile anche in formato Pdf, e monitorato il sonno con distinzione tra le fasi, e le anomalie nella respirazione durante il riposo. Completo anche il monitoraggio delle attività sportive e la frequenza cardiaca durante l’allenamento, che ha però mostrato in un paio di casi valori in tempo reale troppo elevati rispetto al dato biometrico corretto. (riproduzione riservata)