Il successo raccolto dai pc due in uno capeggiati dal Surface di Microsoft, utilizzabili tanto come un normale notebook quanto come un tablet, con tanto di penna digitale per prendere appunti, ha spinto molti a rinunciare a Moleskine e blocchi di appunti cartacei a favore dei più flessibili e potenti strumenti elettronici. Un trend che produttori come reMarkable e da ultimo Huawei hanno cavalcato proponendo dispositivi basati su display a inchiostro liquido al posto dei tradizionali pannelli multitouch di tipo Lcd od Oled.
Con MatePad, Huawei conferma la propria strategia di espandere il proprio portafoglio di prodotti ben oltre gli smartphone e gli stessi pc di tipo tradizionale. Il nuovo dispositivo si presenta infatti come sottile taccuino elettronico basato su un display e-ink touch da 10,3 pollici, che offre quindi un comfort di lettura e un'esperienza d'uso diversa dai tablet con schermo lcd, eliminando completamente il problema dell'affaticamento della vista dopo molto tempo speso davanti a un display retroilluminato. Un'esperienza molto simile a quella dei lettori di ebook Kindle di Amazon, che non a caso continuano a trovare milioni di affezionati a un'esperienza di lettura simile a quella di un vero libro stampato. Nella confezione del MatePad, venduto a 499 euro, Huawei ha inserito anche una custodia che si aggancia magneticamente al retro del tablet, e una penna elettronica per prendere appunti, che si aggancia anch'essa magneticamente al lato del dispositivo, gestendo inoltre la ricarica automatica come avviene sugli iPad e Surface di ultima generazione.
Nel corso della prova entrambi i meccanismi di aggancio magnetico si sono rivelati comodi ma non esenti da rischi di caduta dei dispositivi, dato che la forza dei magneti non è molto elevata. Molto efficace invece il sistema di protezione basato sul lettore di impronte digitali integrato nel pulsante di accensione, posto nel lato superiore destro del MatePad e facilmente raggiungibile con il dito. Le caratteristiche del display di tipo e-ink hanno confermato il comfort per gli occhi, tanto che Huawei ha integrato un'app per la lettura e l'acquisto di libri in formato digitale.
L'uso della M-Pencil di seconda generazione si è invece rivelato meno confortevole di altri sistemi, per via della necessità di esercitare una forza più marcata sullo schermo rispetto non solo alle penne digitali per iPad e Surface, ma anche a una tradizionale penna e sfera su un blocco di carta. L'app per prendere appunti simula, oltre a una penna a sfera, anche una matita e una penna stilografica, che hanno richiesto però nel corso della prova una forza ancora maggiore, a spese non solo del comfort ma anche della precisione nel tratto, che vanifica i 4.096 livelli di pressione gestiti dal M-Pencil. La gomma virtuale è gestita in modo differente rispetto ad altri sistemi, e richiede di selezionare la funzione di cancellazione per poi tracciare un contorno intorno alla parte da eliminare, per dover poi selezionare nuovamente la penna per tornare a prendere appunti. Possibile esportare direttamente dal programma gli appunti in formato Pdf per condividerli tramite e-mail, dal momento che Huawei ha integrato nella dotazione software di MatePad anche un programma per gestire la posta elettronica.
MatePad è infatti basato sul sistema operativo proprietario di Huawey, HarmonyOS, lo stesso che il produttore cinese sta integrando su tutti i dispositivi prodotti, da smartphone e orologi sino a televisori e accessori per la domotica. Per chi dispone di uno smartphone Huawei, è infatti possibile collegare MatePad al proprio account semplicemente inquadrando un codice QR dalla camera del proprio telefono per poi utilizzare servizi comuni come la piattaforma cloud di Huawei per lo scambio dei file. Purtroppo non sono supportati nativamente sistemi cloud multi-piattaforma e molto diffusi come Microsoft OneDrive o Google Drive, oltre naturalmente all'impossibilità di gestire software per gli appunti diffusi come Microsoft OneNote, anche a causa delle prestazioni molto limitate dell'hardware. Oltre alla veliocità di aggiornamento tipica degli schermi e-ink, decisamente più lenta rispetto a quella istantanea di lcd e oled, anche il processore adottato è decsiamente meno potente di quelli integrati su iPad e Surface, capaci di supportare al meglio ogni genere di applicazione oltre, naturalmente, a quelle che consentono di prendere appunti in formato digitale. (riproduzione riservata)