Nel mondo legale è la fusione dell’anno. Perché dal 1° luglio l’unione tra Hogan Lovells e Cadwalader Wickersham & Taft darà vita al secondo studio per dimensioni di Washington, tra i primi dieci a Londra e tra i maggiori 25 a New York. A nascere è una piattaforma globale presente in America, Europa, Medio Oriente e Asia con oltre 3 mila avvocati e 900 partner. Il fatturato combinato si aggira sui 3,6 miliardi di dollari, ma non sono solo i numeri a spiegare le ragioni di un progetto basato su logiche industriali. Il punto di forza di Hogan Lovells sono i settori regolamentati mentre Cadwalader è focalizzato sul finance.
«I clienti sono sempre più alla ricerca di studi legali con una profonda specializzazione settoriale e una piattaforma realmente globale in grado di supportarli nelle operazioni transfrontaliere più complesse nelle economie del G20», spiega Miguel Zaldivar, ceo di Hogan Lovells. «La nostra integrazione con Cadwalader risponde a questa crescente domanda. Ci fonderemo con lo studio legale più antico di Wall Street, che rafforzerà la nostra offerta nel fund finance, nella finanza strutturata, nel banking e nei mercati dei capitali».
Le due law firm insomma si completano l’una con l’altra. Anche la governance sarà integrata, visto che la gestione finirà in mano ai partner di entrambi gli studi. Quattro soci di Cadwalader (Angela Batterson, Holly Chamberlain, Stuart Goldstein e William Mills) entreranno nell’International Management Committee, composto da 21 membri, e due di loro (Batterson e Chamberlain) faranno parte del board di 13 componenti. La leadership rimarrà a Hogan Lovells e dopo la fusione, approvata da più del 90% dei soci, New York diventerà il quinto motore dello studio con Washington, Londra, Germania e il blocco Francia-Italia-Spagna.
«È importante sottolineare che non prevediamo cambiamenti nelle nostre attività europee e continueremo a investire e a rafforzare la nostra presenza nel Vecchio Continente», sottolinea Zaldivar. «L’Italia rappresenta un mercato chiave in questa piattaforma. La fusione consentirà di potenziare la nostra capacità di assistere i clienti locali con ambizioni internazionali, così come quelli globali che investono nel vostro Paese grazie a competenze transfrontaliere più solide in ambito finanziario».
In Italia Hogan Lovells ha sedi a Milano e Roma con più di 200 avvocati, tra cui 34 partner. I numeri sono in miglioramento: nel 2025 il fatturato è salito a 77 milioni (+30%) e le attività di export sono aumentate del 70% anche grazie ai 70 professionisti entrati negli ultimi due anni. «Questi dati testimoniano la solidità e la qualità del nostro percorso di crescita in Italia, senza precedenti per uno studio internazionale sul mercato legale nazionale», commenta il country managing partner Patrizio Messina.
«Anche il primo quadrimestre del 2026 si è chiuso con un incremento dei ricavi di oltre il 30%, cosa che assieme all’attuale pipeline ci consente di guardare con fiducia alle previsioni di fine anno». Un’altra spinta arriverà dalla fusione. «Questa piattaforma permetterà a clienti italiani di avere un accesso facilitato al mercato americano», spiega Messina. «Mentre quelli di Cadwalader con interessi nel nostro Paese e in Europa potranno ricevere un’assistenza legale ancora più completa e integrata grazie alla presenza radicata di Hogan Lovells nel Vecchio Continente». (riproduzione riservata)