Il primo semestre 2026 di Hera mostra un balzo di profitti e investimenti. La multiutiliy italiana registra infatti un utile netto rettificato di pertinenza dei soci di 227,6 milioni di euro (+15,8%) al 30 giugno, nonostante una flessione dei ricavi (-3%).
La società beneficia della crescita di tutte le filiere con la divisione Reti -infrastrutture del ciclo idrico, distribuzione gas ed energia elettrica, teleriscaldamento - che genera da sola un margine lordo di 284,9 milioni (+5,8%). I segmenti Energia e Ambiente presentano un mol rispettivamente di 236,9 milioni (+ 15,3%) e 178,6 milioni (+1,8%).
Il fatturato di gruppo si attesta a 6,49 miliardi contro i 6,65 miliardi del primo semestre 2025 (-3%). Il calo, spiega la società, si deve principalmente alla riduzione dei volumi nei mercati di ultima istanza e Consip.
Il margine operativo lordo (mol) raggiunge 715,5 milioni (+7,5%) e il rapporto tra mol e ricavi sale all’11% dal 10% dei primi sei mesi del 2025. Anche il risultato operativo netto registra un’accelerazione, a quota 386,5 milioni (+14,7%), con un utile netto adjusted pari a 245,8 milioni (+13,5%).
«Nel 2026 il gruppo ha conseguito risultati economico-finanziari in ulteriore miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante un contesto macroeconomico caratterizzato da persistenti elementi di incertezza», osserva Orazio Iacono, amministratore delegato di Hera. «L’utile netto di pertinenza degli azionisti adjusted si è attestato a 227,6 milioni, in crescita del 15,8%, confermando la capacità del gruppo di convertire la crescita operativa in redditività netta».
Nei primi sei mesi dell’anno Hera ha investito 652,5 milioni, il 56% in più rispetto al primo semestre 2025. Di questi, 142 milioni sono stati destinati alle acquisizioni di Sostelia e Sea. Come effetto degli investimenti, l’indebitamento finanziario netto si porta a 4,25 miliardi dai 3,94 miliardi di fine 2025. Agli investimenti si accompagna un roi (Return on Investment) del 9,4%.
«L’intensificazione degli investimenti, sia organici e sia per m&a, è stata supportata dalla solida generazione di cassa operativa, superiore ai 700 milioni nel primo semestre», aggiunge l’ad. «La solidità della struttura patrimoniale è confermata da un rapporto tra indebitamento finanziario netto e mol pari a 2,75 volte, valore che incorpora gli effetti della distribuzione dei dividendi e che evidenzia ampio spazio per ulteriori opportunità di crescita». (riproduzione riservata)