Si prospettano grandi manovre nel comparto del ciclo dei rifiuti in una delle principali multiutility italiane. Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza, il fondo inglese 3i è al lavoro per avviare la cessione del 25% che detiene in Herambiente, la controllata del gruppo Hera attiva nel waste management. L’investment firm avrebbe affidato un incarico a Rothschild, con l’obiettivo di valorizzare la partecipazione acquisita ormai quasi 10 anni fa nel 2016.
Il processo è alle battute iniziali, ma secondo numerose fonti di mercato dovrebbe richiamare a sé un nutrito gruppo di soggetti finanziari. Come spesso accade in questo tipo di dossier, non è però escluso che si facciano avanti anche soggetti strategici. Del resto l’area ambiente di Hera (appunto Herambiente), che include i servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, ha generato nel 2024 un mol di 367 milioni, in crescita del 3,8% rispetto ai 353,4 milioni del 2023. La grossa fetta arriva dai servizi di trattamento e recupero dei rifiuti (305,8 milioni), mentre i servizi ambientali di raccolta e spazzamento hanno contribuito al mol di gruppo per 61,2 milioni.
Bisognerà capire se il processo di riassetto potrà coinvolgere o meno anche Hera. Secondo indiscrezioni, il gruppo avrebbe affidato un incarico all’advisor Lazard per vagliare alcune possibilità. Non arrivano conferme in merito ai potenziali piani del gruppo energetico guidato dal presidente esecutivo Cristian Fabbri, ma tra gli operatori di mercato c’è chi non esclude che Hera possa valutare di rilevare parte o tutta la quota che 3i cederà.
Esclusa, invece, qualsiasi ipotesi che la multiutility possa alienare anche una piccola parte della propria partecipazione. Per Hera il business ambiente non ha un’importanza solo finanziaria. Questa area è uno dei fiori all’occhiello del gruppo, garantendogli la leadership in Italia per numero di rifiuti trattati e anche un primato a livello europeo in termini di know-how tecnologico. Prova ne siano i progetti lanciati negli ultimi mesi e gli accordi siglati. Si pensi alla creazione di Fib3r, l’innovativo impianto che ricicla materiali compositi in carbonio realizzato a Imola, oppure all’accordo con Fincantieri per costituire una newco che gestisca quasi 100 mila tonnellate l’anno di scarti industriali prodotte nei cantieri, realizzando un nuovo sistema integrato di gestione rifiuti. (riproduzione riservata)