Il vettore marittimo tedesco Hapag Lloyd ha annunciato l'ingresso nel gruppo genovese Spinelli con la prossima acquisizione di una quota di minoranza pari al 49%. La quota passata di mano deriva dal fondo d'investimenti Icon Infrastructure (assistito da Citibank) che ha ceduto il proprio 45% rilevato nel 2015, e dalla famiglia Spinelli che tramite la Spininvest ha a sua volta ceduto un altro 4%. L'affare potrà essere chiuso nei prossimi mesi dopo l'ottenimento delle consuete autorizzazioni da parte dell'autorità antitrust. Secondo quanto risulta a MF Shipping&Logistica per il suo 45% Icon chiedeva intorno ai 200 milioni di euro, mentre Spinelli per il 4% avrebbe incassato circa 7 milioni. Société Generale ha agito per il gruppo armatoriale tedesco in qualità di M&A advisor.
Attualmente Hapag Lloyd è in mano per il 30% a Kühne Holding (gruppo facente capo al magnate svizzero Klaus-Michael Kuehne, appena salito al 15% di Lufthansa), per un altro 30% alla compagnia di navigazione cilena Csav, il 13,9% è della Città - Stato di Amburgo tramite una società pubblica (la Hamburger Gesellschaft für Vermögens und Beteiligungsmanagement), il 12,3% è in mano a Qatar Holding Germany Gmbh, il 10,2% fa capo al fondo sovrano dell'Arabia Saudita, mentre il restante 3,6% costituisce il flottante in borsa.
Per il porto di Genova, come sottolineato più volte da Paolo Emilio Signorini, presidente della locale Autorità di sistema portuale, è un segnale chiaro ed evidente dell'appeal delle banchine liguri contese dai maggiori gruppi internazionali dell'armamento e del terminalismo. Da un punto di vista operativo l'operazione significa, oltre a un ulteriore radicamento di Hapag Lloyd a Genova, scalo per il quale il vettore rappresenta oggi il primo cliente in termini di container movimentati in import-export, anche un ulteriore passo verso la progressiva e crescente integrazione verticale dei global carrier che dal mare (le navi) stanno sempre più spostando il pallino degli investimenti anche a terra (terminal portuali, treni, logistica, autotrasporto e società di spedizioni). Nel caso di Spinelli i tedeschi hanno rilevato anche una quota del Genoa Port Terminal, del Salerno Container Terminal (ad oggi ancora controllato dalla famiglia Gallozzi, un'altra delle poche che resiste allo strapotere dei grandi investitori), del Terminal Rinfuse Genova, di un'enorme flotta di camion per il trasporto di container, di inland terminal e servizi di riparazione e deposito container.
Per Hapag Lloyd, che fino a pochi anni fa evitava espressamente di investire nei terminal, si tratta del terzo investimento in porti del Mediterraneo nel recente passato: il primo è stato a Tanger Med in Marocco, poi in Egitto nel porto di Damietta (dove sorgerà un nuovo terminal in partnership con Contship Italia) e ora in Liguria dove raggiunge altri tre primari player attivi nel trasporto marittimo di container. In precedenza infatti, erano già sbarcati sulle banchine di Vado Ligure il gruppo Maersk e i cinesi di Cosco (comproprietari del nuovo terminal Vado Gateway), mentre a Genova e a La Spezia (rispettivamente al 100% in Terminal Bettolo e al 40% nello Spezia Container Terminal) è presente il gruppo Msc. Quest'ultimo controlla poi il 50% del terminal Lorenzini di Livorno, il 100% del Roma Container Terminal a Civitavecchia, il 100% di Conateco a Napoli, il 100% di Medcenter Container Terminal a Gioia Tauro, il 50% di Terminal Intermodale Venezia a Marghera e il 50% di Trieste Marine Terminal. Ad Hapag Lloyd nei mesi scorsi era stato proposto anche l'ingresso (sempre con una quota di minoranza) nel Terminal Darsena Toscana di Livorno, oggi controllato dai fondi Infravia e Infracapital.
In termini di presenze di peso sullo scenario competitivo delle banchine italiane, il gruppo Psa di Singapore gioca la parte del leone con i terminal di Pra' e del Sech a Genova a cui si aggiunge il Vecon a Marghera, mentre Contship Italia è attivo come socio di maggioranza a Spezia (nel La Spezia Container Terminal), mentre è in minoranza nel capitale del Salerno Container Terminal e del Terminal Container Ravenna (controllato dal Gruppo Sapir). Fra i nuovi entranti spiccano Yilport al San Cataldo Container Terminal di Taranto, Hhla a Trieste nel Hhla Plt Italy e il gruppo Grendi con il terminal Mito di Cagliari.
Chi invece in Italia ancora non è presente nonostante un network internazionale molto vasto e consolidato nel terminalismo portuale sono i gruppi Dp World (che pure starebbe guardando con interesse banchine da acquisire soprattutto in Liguria) e Hutchison, che alcuni anni fa si è ritirata dal Taranto Container Terminal dove era socia di To Delta, attuale concessionario al 50% di Trieste. (riproduzione riservata)