Secondo il ministero della Salute libanese nel sesto giorno di guerra sono 102 le persone morte in Libano in seguito agli attacchi dell’esercito israeliano (Idf). Beirut «sta vivendo un nuovo incubo, ma nessuna delle parti può imporre una soluzione permanente con la forza», ha commentato la coordinatrice speciale Onu per il Libano, Janine Hennis, su X, in risposta all’ordine israeliano di evacuazione del territorio meridionale del paese dei Cedri.
Nel frattempo l’Europa coincia a reagire al conflitto: Francia, Italia e Grecia hanno deciso di «coordinare l’invio di mezzi militari a Cipro (dopo l’attacco a una base britannica nell’isola nei giorni scorsi, ndr) e nel Mediterraneo orientale e di collaborare per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso».
Il presidente Emmanuel Macron ha contattato la premier Giorgia Meloni telefonicamente. Contestualmente il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato l’invio di altri quattro jet militari Typhoon in Qatar a supporto di un contingente della Royal Air Force già presente nel Golfo.
Secondo il Washington Post il presidente americano Donald Trump ha offerto «ampia copertura aerea» ai curdi iraniani contro il regime degli ayatollah. La testata statunitense afferma che l’amministrazione Trump ha iniziato a contattare l'opposizione interna di Teheran come potenziali alleati per fomentare una rivolta contro il regime.
L’esercito iraniano avrebbe lanciato dei droni contro basi statunitensi a Erbil, in Iraq, dove trova specialmente un complesso consolare americano. Poco prima, era stato diffuso il comunicato del governo iracheno in cui si affermava che «l’Iraq respinge l’uso del proprio territorio come base per attacchi contro i paesi vicini o minacce alla loro sicurezza». Il Kurdistan iracheno è già stato obiettivo delle forze iraniane contro quelli che Teheran ha definito «gruppi separatisti» curdi.
Nel frattempo, a Montecitorio è stata approvata con 179 voti favorevoli, 100 contrari e 14 astenuti la richiesta di aiuti da parte dei Paesi del Golfo.
Il futures sul Brent sono prezzati a 83,5 dollari al barile (+2,7%), quelli sul Wti scambiano a 77 dollari (+3,3%).
L’Italia non verrà penalizzata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz per tutto marzo, almeno. A dirlo Agostino Scornajenchi, ad di Snam, secondo il quale «abbiamo scorte al 45%, il 10% sopra la media Ue», perciò «potranno esserci problemi di prezzi, ma non di forniture».
Nel frattempo, la Cina ha chiesto alle proprie raffinerie di sospendere le esportazioni di diesel e di benzina. Lo riporta Bloomberg nei minuti in cui le forze iraniane hanno accusato Usa e Israele di aver preso di mira i civili, oltre ad aver generato caos sui mercati globali, destabilizzato le valute ed eroso «il potere d’acquisto della gente comune in tutto il mondo».
Sempre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica iraniano sostiene di aver inflitto danni ingenti a 20 obiettivi militari statunitensi in Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti.
A parlare è stato anche il segretario generale della Nato Mark Rutte: l’Iran, ha detto Rutte, è «vicino» a diventare una minaccia per l’Europa. Di qui l’endorsement del numero uno dell’Alleanza Atlantica nei confronti del presidente americano Donald Trump, per l’eliminazione delle capacità nucleari e missilistiche di Teheran.
Mentre a Tel Aviv sono risuonate le sirene di allarme e i cittadini si sono messi al riparo, dopo che l’Idf ha annunciato l’arrivo di missili dall’Iran, le forze dei pasdaran hanno colpito un aeroporto civile di Nakhchivan, in Azerbaigian, vicino al confine iraniano: un drone si è schiantato contro il terminal, un altro nei pressi di una scuola in un villaggio vicino. Fonti locali riportano il ferimento di due persone, mentre le autorità azere si riservano «il diritto di adottare misure di ritorsione appropriate».
Al via intanto l’informativa di Tajani e di Crosetto alla Camera. Davanti al Parlamento il ministro degli Esteri ha parlato di un «rischio concreto di allargamento del conflitto». Secondo Tajani, «sono 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente» nelle aree interessate al conflitto.
Sul fronte del petrolio, Brent in rialzo a 82 dollari al barile (+1,2%), mentre il Wti segna un ulteriore apprezzamento a 75,7 dollari al barile (+1,4%).
Verso le ore 9:15 italiane del sesto giorno di guerra le forze militari iraniane affermano di aver colpito una petroliera statunitense nel Golfo con un missile e che la nave sarebbe «attualmente in fiamme». Nessuna conferma indipendente, per ora. Intanto, vengono riportate esplosioni nei cieli del Qatar e del Bahrein. Bombardata anche la periferia occidentale di Teheran, dopo che Israele ha annunciato nuovi attacchi «su larga scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano» in tutta la capitale.
Nella notte è stata colpita una petroliera al largo del Kuwait, provocando una fuoriuscita di greggio in mare.
Nel frattempo le forze armate iraniane affermano di non aver lanciato nessun missile verso la Turchia, di cui il regime rispetterebbe «la sovranità». La dichiarazione dello Stato Maggiore si riferisce al missile intercettato ieri dalle difese aeree della Nato, che avrebbe attraversato lo spazio aereo turco.
La premier Meloni, in un’intervista di questa mattina a Rtl 102.5, si è detta «preoccupata» e al lavoro per «impedire che la speculazione faccia esplodere anche ingiustamente i prezzi dell’energia e «dei generi alimentari». Nella notte, intanto, sono atterrati all’aeroporto di Ciampino a Roma 192 cittadini italiani provenienti dagli Emirati - un volo da Abu Dhabi e uno da Dubai.
I futures sul Brent scambiano a 84,1 dollari al barile, con un rialzo del 3,34%. In una settimana, il benchmark sul greggio è salito del 18,7%. Il Wti arriva a 77,4 dollari al barile (+3,8%), con rialzo settimanale del 18,8%. Il gas al Ttf di Amsterdam si aggira intorno ai 54 euro al megawatt/ora (+11%). (riproduzione riservata)