Prosegue la tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran, pausa che ha fatto retrocedere il prezzo del petrolio sotto i 90 dollari. Il presidente americano Donald Trump ha detto di credere in una svolta nei negoziati, ma è anche pronto a un nuovo massiccio attacco.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato alla Casa Bianca per il suo incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha da poco concluso il suo colloquio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Si tratta del loro ottavo incontro dall’inizio del secondo mandato di Trump, ma del primo da quando gli Stati Uniti e Israele hanno avviato un conflitto contro l’Iran nel mese di febbraio. Nel loro ultimo incontro, meno di tre settimane prima dell’inizio di quella guerra, Netanyahu aveva cercato di convincere Trump a unirsi allo stato ebraico nell’attacco contro la repubblica islamica. I due leader dovrebbero discutere del conflitto in corso con l’Iran, della presenza israeliana nel sud del Libano e degli sforzi per ampliare gli Accordi di Abramo, ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca.
Dopo che Donald Trump ha annunciato che risarcirà le navi danneggiate durante la guerra con i beni congelati dell'Iran, il portavoce del Comando Centrale delle forze armate iraniane di Katham al Anbiya, Ebrahim Zolfaghari, citato dalla Fars, ha dichiarato: «Mentre avvertiamo il criminale presidente degli Stati Uniti delle conseguenze di questa azione illegale, annunciamo a tutte le aziende e i Paesi che accolgono con favore la proposta di Donald Trump e utilizzano i beni congelati dell’Iran a questo titolo, che d’ora in poi le forze armate iraniane non permetteranno a nessuna delle loro navi di attraversare lo Stretto di Hormuz».
«Questo è un buon momento per l’Iran per fare un accordo». Lo ha detto Donald Trump, in un’intervista a Fox. Il presidente statunitense ha poi minacciato nuovamente Pickaxe Mountain. «So esattamente cosa sta succedendo lì. La distruggeremo in caso di mancato accordo», ha detto, riferendosi ai bunker nucleari.
L’Iran sa che non avrà mai un’arma nucleare. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox sottolineando che se non ci sarà un accordo con Teheran «finiremo il lavoro. In due ore non avranno più ponti e in 24 ore non avranno più centrali. Mi piacerebbe evitare di colpire ponti e centrali».
Il tentativo di creare una coalizione internazionale guidata da Stati Uniti e Regno Unito per riaprire lo Stretto di Hormuz sembra essere finito in un vicolo cieco. Nonostante i colloqui tra il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth e l’omologo britannico Wes Streeting, il maxi-vertice previsto a Londra è stato posticipato più volte fino a sparire dall’agenda per mancanza di una «quadra» politica.
Al centro dello stallo ci sono le diverse visioni sulla gestione della crisi con l’Iran. Da un lato, il governo britannico guidato da Andy Burnham preme per una riapertura totale dello Stretto. Burnham ha persino confermato al presidente americano Donald Trump l’autorizzazione all’uso di basi aeree britanniche, seppur solo a scopo difensivo. Dall'altro lato, però, molti partner europei temono che una missione multinazionale di sminamento e pattugliamento, in assenza di un solido cessate il fuoco, possa innescare un'escalation inarrestabile.
Nel frattempo, l’Oman starebbe mediando tra Iran e Stati Uniti per raggiungere un accordo tecnico che consenta di riavviare il traffico marittimo.
Secondo i media israeliani l’Oman ha proposto all’Iran una tassa congiunta per lo Stretto di Hormuz, basato su tariffe volontarie. La proposta godrebbe di sostegno a livello regionale.
Le trattative tra Stati Uniti e Iran proseguono durante la tregua temporanea. A dirlo è Trump, che vede «buone possibilità» di una svolta. Il presidente americano ha comunque ricordato che gli attacchi potrebbero ripartire in caso di fallimento dei negoziati.
«Mettiamo in guardia gli Stati Uniti rispetto al loro blocco navale illegale e rispetto alle minacce rivolte alle nostre navi mercantili e petroliere nello Stretto di Hormuz negli ultimi tre giorni. Questo atto malvagio dell’esercito terrorista statunitense non resterà impunito». Lo ha dichiarato il comando centrale delle forze armate iraniane, Khatamolanbia. «Tale azione è considerata un’estensione della guerra nella regione».
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato a Washington per incontrare il presidente americano Trump prima di partecipare ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham. I due parleranno della guerra in Iran, dei progressi nei negoziati con il Libano e delle iniziative per ampliare gli Accordi di Abramo. (riproduzione riservata)