Dal fuoco incrociato tra Stati Uniti e Iran, all’annuncio, ieri 11 giugno, che «l’accordo è vicino». Nel giro di poche ore Donald Trump è passato dalle minacce alla prospettiva di una svolta nel conflitto. La firma potrebbe avvenire già nel fine settimana in Europa, alla vigilia del G7 di Evian, con la partecipazione del vicepresidente JD Vance. Secondo quanto riportato da Axios la città scelta sarebbe Ginevra. Già ieri quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l’Europa, trasportando «materiale per un possibile viaggio» del vicepresidente Usa JD Vance verso la città svizzera.
Tuttavia, da Teheran sono arrivate reazioni contrastanti: l’agenzia Fars ha inizialmente smentito l’esistenza di un testo approvato, salvo poi ammettere che l’intesa potrebbe essere accettata dai vertici iraniani.
Israele, pur non essendo parte dell’accordo, ha espresso sostegno alla richiesta che esso includa limiti al programma nucleare iraniano, ai missili e al sostegno ai gruppi armati regionali.
Secondo fonti diplomatiche, i negoziati, mediati soprattutto dal Qatar, hanno continuato a svolgersi nonostante gli attacchi. I progressi riguarderebbero lo sblocco dei fondi iraniani congelati, la riapertura completa dello Stretto di Hormuz senza pedaggi durante un cessate il fuoco di 60 giorni e le modalità dei futuri colloqui sul nucleare, oltre a un alleggerimento delle sanzioni contro l’Iran subordinato agli sforzi compiuti da Teheran.
I termini dell’accordo, che sarebbe composto da 14 punti, tra Stati Uniti e Iran, prevederebbero anche che Israele interrompa completamente la propria offensiva contro Hezbollah in Libano. Lo ha riportato il quotidiano filo-Hezbollah 'al Akhbar'. Oltre alla cessazione di tutti gli attacchi sul territorio libanese, l’accordo richiederebbe allo stato ebraico di rinunciare a qualsiasi territorio conquistato nel sud del Paese e includerebbe un piano per il “rapido ritiro” delle truppe Idf.
Resta però necessaria l’approvazione definitiva della Guida Suprema.
Ore 18:30 Pakistan: Raggiunto testo accordo con Usa, pace mai così vicina
Ore 17:30 Iran: Trump rilancia post di Araqchi, 'intesa mai così vicina'
Ore 16:30 Araghchi: Mai stati così vicini a intesa con Usa, media si astengano da ipotesi
Ore 15:40 Trump: termini accordo diffusi da Iran sono fake news
Ore 15:30 Iran: agenzia Fars, false notizie su firma domenica a Ginevra
Ore 15:00 Trump al Corriere: europei possono essere d'aiuto dopo accordo
«Nonostante gli intensi sforzi di mediazione in corso da parte del Pakistan, siamo pienamente consapevoli dell'incessante campagna di disinformazione condotta da coloro che vogliono sabotare l’accordo di pace. Al di là di tutto questo clamore, possiamo confermare che è stato raggiunto un testo definitivo e concordato dell'accordo di pace e che il Pakistan sta ora lavorando a stretto contatto con entrambe le parti per definire i prossimi passi. La pace non è mai stata così vicina come lo è ora». Lo scrive su X il premier del Pakistan Shehbaz Sharif.
Donald Trump ha rilanciato sul suo account Truth il post post pubblicato su X da Abbas Araqchi, nel quale il ministro degli Esteri iraniano afferma che un memorandum d'intesa per porre fine alla guerra in Iran non è »mai stato così vicino».
«Il protocollo d'intesa di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione. In attesa della sua finalizzazione, i media dovrebbero astenersi dal formulare ipotesi sul suo contenuto. In linea con il nostro approccio responsabile e trasparente, tutti i dettagli saranno resi noti al pubblico a tempo debito». Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Araghchi.
Il presidente americano, Donald Trump, accusa gli iraniani di diffondere «fake news» sui termini dell’accordo e ritiene che «con loro non esiste il concetto di negoziare in buona fede» Li esorta quindi «a darsi una mossa» per la conclusione dell’intesa. «I termini che l’Iran ha fatto trapelare alle fake news non hanno nulla a che fare con i termini concordati per iscritto. Ciò che hanno detto, inclusa la loro debole e patetica dichiarazione di aver raggiunto un accordo, non ha alcuna relazione con la verità. Persone molto disonorevoli con cui trattare. Con loro, non esiste il concetto di trattare in buona fede», scrive il capo della Casa bianca su Truth. «Incredibile! Inoltre, il loro attacco con droni, totalmente respinto, di ieri sera contro navi indiane in uscita dallo Stretto di Hormuz è assolutamente inaccettabile. Meglio che si diano una mossa, e in fretta!», aggiunge.
L’agenzia di stampa Fars, affiliata ai pasdaran, ha riportato da una fonte vicina al team negoziale iraniano che le notizie sul raggiungimento di un accordo finale con gli Stati Uniti e la sua firma domenica a Ginevra sono non corrette. La fonte ha aggiunto che il processo di studio e decisione riguardo all’accordo all’interno dell’Iran non è ancora stato completato e che quanto pubblicato sul timing e sul luogo della firma è inaccurato e «inventato».
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto al Corriere della Sera che «gli alleati europei non sono stati d'aiuto adesso», «ma possono essere molto d’aiuto in futuro, dopo» l'accordo con l’Iran. Il presidente non si è sbilanciato su eventuali sviluppi diplomatici con i Paesi dell'Unione europea. «Non ne ho idea, dipende da loro», ha commentato
«Finché sarò primo ministro di Israele, l’Iran non avrà armi nucleari. Il presidente Trump e io siamo in pieno accordo su questo punto. Da oltre 30 anni sono in prima linea nella lotta internazionale contro il programma nucleare iraniano. Se non fosse per questa lotta, l’Iran avrebbe avuto bombe atomiche per distruggere Israele molto tempo fa. L'Iran sta lavorando per distruggere lo Stato ebraico e io dedico la mia vita a impedirglielo e finché sarò premier di Israele, questo non accadrà». Lo riferisce il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota.
Un memorandum d’intesa tra Usa e Iran per porre fine alla guerra nel Golfo potrebbe essere firmato già domenica a Ginevra: lo scrivono Reuters sul sito e Bloomberg. La fonte ha affermato a Reuters che il testo del memorandum è ancora in fase di definizione e che l’Iran resta fermo sulla sua posizione, secondo cui l’accordo deve porre fine anche ai combattimenti in Libano. L’obiettivo è definire la formulazione entro sabato, in modo che l’accordo possa essere firmato dal vicepresidente Usa JD Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf. Non è ancora stata stabilita una sede, ma Ginevra sembra la più probabile.
La bozza di accordo tra Iran e Stati Uniti garantirebbe lo sblocco di 24 miliardi di dollari di beni di Teheran congelati entro un periodo di 60 giorni. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr citando una fonte vicina al team negoziale iraniano. L’accordo consentirebbe lo «sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani bloccati durante il periodo di negoziazione finale di 60 giorni» e la somma sarebbe «messa a disposizione dell’Iran prima dell’inizio dei negoziati».
Teheran non rinuncerà al controllo dello strategico Stretto di Hormuz: è quanto prevedono i termini dell’accordo quadro preliminare con gli Stati Uniti volto a porre fine alla guerra. «L’Iran non si impegna in questo testo a cedere il controllo dello stretto né a ripristinare le condizioni che prevalevano prima dell’aggressione militare americana e israeliana», si legge sull’agenzia Irna, che ha illustrato «i punti principali del testo attualmente in fase di finalizzazione».
Secondo una bozza di memorandum d’intesa riportata dall’agenzia di stampa iraniana Mehr, i negoziati finali tra Iran e Stati Uniti si concentreranno su questioni nucleari ed economiche, escludendo il programma missilistico iraniano. La bozza include anche l’impegno degli Stati Uniti a revocare le sanzioni, ritirare le proprie forze dalle aree intorno all’Iran e porre fine al blocco navale, nonché disposizioni per riaprire lo Stretto di Hormuz, annullare le sanzioni petrolifere e sbloccare i fondi iraniani congelati. Secondo l’agenzia la bozza necessita ancora dell’approvazione definitiva da parte delle autorità competenti. Secondo Mehr, il documento include l’impegno degli Stati Uniti a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti l’Iran e a finanziare la ricostruzione del Paese con almeno 300 miliardi di dollari.
L’Iran ha affermato che non c’è ancora un conclusione definitiva riguardo a un’intesa con gli Stati Uniti. «Non abbiamo ancora raggiunto una conclusione in merito. La questione è al vaglio delle istituzioni competenti e, qualora si giungesse a una conclusione, ne saremo informati», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, commentando le parole di Trump. «La parte principale del testo dell’accordo è stata finalizzata, ma il problema è sorto quando la parte americana ha avanzato nuove richieste e modificato le proprie posizioni. Negli ultimi giorni, hanno anche cercato di imporre richieste irragionevoli all’Iran», ha detto Baghaei, riferisce Isna. «Mentre parlano di negoziati, allo stesso tempo ricorrono alla forza e ad azioni criminali», ha detto Baghaei riferendosi agli Stati Uniti e accusandoli di avere cambiato posizione più volte fin dall’inizio del negoziato, aggiungendo che l’Iran ha dimostrato di non voler scendere a compromessi sulle sue linee rosse e sui suoi interessi nazionali.
«Non avevamo bisogno del loro sostegno. Abbiamo vinto la guerra. Era in qualche modo irrilevante! Devo andare, ho una grande riunione in corso, ma abbiamo vinto la guerra in Iran. Non avevamo bisogno del loro aiuto. Grazie mille». È questa la dichiarazione rilasciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una conversazione telefonica esclusiva con La7, riportata questa mattina a Omnibus. Le parole del Presidente americano arrivano in risposta a una domanda sul ruolo dei leader europei e del G7 rispetto alla crisi con l’Iran. Nella conversazione, Trump ha sostenuto che il sostegno degli alleati europei fosse «irrilevante», rivendicando che gli Stati Uniti abbiano raggiunto i propri obiettivi senza il loro contributo.
Gli Usa hanno intercettato due droni iraniani che cercavano di attaccare navi nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito un funzionario statunitense alla Reuters sottolineando che «il traffico attraverso lo stretto prosegue».
Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno «posto fine alla guerra con l’Iran», dopo aver annunciato giovedì 11 giuno un «grande accordo» che, a suo dire, avrebbe risolto il conflitto e riaperto lo Stretto di Hormuz. Trump ha aggiunto che il vicepresidente JD Vance potrebbe partecipare alla cerimonia di firma in Europa nei prossimi giorni. Lo riporta la Cnn. «Hanno accettato di non dotarsi mai di armi nucleari, una condizione su cui abbiamo insistito. Era proprio questo l’obiettivo, era il 95% della questione», ha aggiunto. (riproduzione riservata)