L’Iran conferma di aver chiuso lo stretto di Hormuz. Un blocco che continuerà finché non si fermerà l’aggressione statunitense. Il presidente degli Usa, Donald Trump, invece fa un passo indietro sul pedaggio che voleva imporre alle merci in transito trasformando il dazio in una non meglio precisata serie di accordi commerciali coi paesi del Golfo.
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Ore 15:00 Il presidente Usa in una bara, svelato un nuovo murale a Teheran
Ore 13:30 Teheran, nuovi attacchi Usa rafforzano la nostra volontà di ottenere giustizia
Ore 12:30 Usa, iniziata nuova ondata di raid in Iran
Ore 12:00 Pasdaran minacciano stop all’export energia di tutta la regione
8:30 Trump ha discusso con lo staff espansione degli attacchi
7:45 Il conto per la guerra all'Iran può salire a 100 miliardi
6:45 Trump: «Hormuz è aperto, ma non per l'Iran»
6:15 Trump: «Gli attacchi all'Iran andranno avanti finché non dirò basta»
6:00 Iran: Hormuz resta chiuso finché gli Usa non fermeranno le «aggressioni»
Dovrebbe tenersi lunedì prossimo, 20 luglio, l’incontro alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ed il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo hanno indicato fonti israeliane citate da Ynet. Netanyahu, secondo quanto riferito dal Jerusalem Post, volerà sabato negli Stati Uniti per partecipare anche ai funerali del senatore Lindsey Graham e resterà a Washington fino a martedì.
Un nuovo murale raffigurante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una bara è stato inaugurato a Teheran, in Piazza Enghelab, secondo le immagini pubblicate dai media iraniani. Lo riporta Iran International. Il murale ritrae il tycoon all’interno di una feretro avvolto nella bandiera americana, con la scritta «Uccideremo Trump». L’opera si inserisce in una serie di appelli alla vendetta da parte dei più intransigenti dopo l'uccisione dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei e si colloca nel contesto dell'escalation del confronto militare tra Iran e Stati Uniti. Nelle piazze centrali e vicino ai siti strategici, i murales contro gli Stati Uniti a Teheran rappresentano una forma capillare di propaganda di stato, opere che vengono periodicamente aggiornate dal governo iraniano per riflettere le tensioni del momento.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei ha dichiarato che i nuovi attacchi statunitensi hanno ulteriormente rafforzato la determinazione dell’Iran a ottenere giustizia e a chiamare i responsabili a risponderne. Lo riporta Fars nel suo account in inglese su X.
In un post su X, Baghaei ha dichiarato che ieri gli Stati Uniti hanno condotto attacchi contro diverse aree dell’Iran, inclusa la provincia di Hormozgan, aggiungendo che la «lista di crimini di Washington contro l'Iran si allunga di giorno in giorno».
«Alle 6 del mattino (12 ora italiana), le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato a lanciare un’ondata di attacchi contro l’Iran. Gli attacchi sono progettati per degradare ulteriormente le capacità militari che le forze iraniane hanno utilizzato per attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz». Lo annuncia lo stesso comando centrale su X. I raid «sono progettati per degradare ulteriormente le capacità militari che le forze iraniane hanno utilizzato per attaccare le navi commerciali nello Stretto di Hormuz», spiega il Pentagono.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha minacciato di interrompere tutte le esportazioni di energia dal Medio Oriente a seguito della reintroduzione del blocco navale da parte degli Stati Uniti sui suoi porti. L’esportazione di petrolio e gas dalla regione sarà per tutti o per nessuno», si legge in una dichiarazione dei pasdaran riportata da Al Jazeera.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha discusso con i vertici della sua amministrazione una potenziale espansione delle operazioni militari contro l'Iran. Lo riferiscono ad Axios fonti ben informate, che cita fonti interne. Secondo la testata Usa, durante la riunione si è parlato di «un'offensiva su vasta scala in Iran, di portata ben maggiore rispetto agli attuali attacchi intorno allo Stretto di Hormuz». Dunque Trump «sembra disposto a intensificare la guerra per infliggere danni sufficienti a costringere il regime iraniano ad aprire lo Stretto di Hormuz e ad accettare le richieste di Trump in materia nucleare», si legge su Axios. All'incontro avrebbero partecipato il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il capo di stato maggiore congiunto Dan Caine, il direttore della CIA John Ratcliffe, l'inviato speciale presidenziale Steve Witkoff e altri alti funzionari. L'attenzione si è concentrata su «nuovi piani per attacchi devastanti contro obiettivi strategici in Iran, in aggiunta agli attacchi contro obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz».
Il costo della guerra in Iran per gli Stati Uniti rischia di essere tre volte più alto dei circa 30 miliardi di dollari calcolati nelle stime ufficiali. All'interno del Pentagono, riferisce l'emittente americana Nbc, circolerebbe una cifra compresa tra gli 80 e i 100 miliardi. Nel conto rientrerebbero anche le spese necessarie per rimpiazzare i velivoli distrutti e per ricostituire le scorte di armamenti.
Lo Stretto di Hormuz resta percorribile, ma non per Teheran. È la posizione ribadita da Donald Trump nel corso di un'intervista a Fox, in cui il presidente americano ha rimarcato che il passaggio è disponibile per chi intende attraversarlo.
6:15 Trump: «Gli attacchi all'Iran andranno avanti finché non dirò basta»
Le operazioni militari degli Usa contro l'Iran non hanno una scadenza fissata: proseguiranno, ha spiegato Donald Trump in un'intervista a Fox, «finché non dirò basta». Il presidente statunitense ha lasciato intendere che nel mirino finiranno anche le infrastrutture energetiche iraniane, ma solo in una fase successiva: «L'energia la lascerò per ultima. La prossima settimana colpiremo le centrali elettriche e i ponti».
6:00 Iran: Hormuz resta chiuso finché gli Usa non fermeranno le «aggressioni»
Lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto finché Washington non porrà fine alle sue offensive: lo ha fatto sapere il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc), in una nota diffusa dall'emittente di Stato iraniana Irib. «Le operazioni di rappresaglia dei combattenti continueranno e lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando gli Stati Uniti non cesseranno i loro atti di aggressione», si legge nella dichiarazione dei pasdaran. L'annuncio arriva all'indomani di una nuova ondata di raid americani contro obiettivi iraniani, accompagnata dalla ripresa del blocco dei porti del Paese. (riproduzione riservata)
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