D'Amico Società di Navigazione ha chiuso i primi nove mesi del 2022 con ricavi netti per 213,4 milioni di dollari (contro 131 milioni nei primi nove mesi del 2021), 135,3 milioni di dollari di Ebitda (64,5% sui ricavi time charter equivalent) e un utile di 62,8 milioni di dollari contro un rosso di 28,9 milioni di un anno fa. Il debito netto ammonta a 453,9 milioni. Particolarmente positivo il terzo trimestre dell'anno, chiuso con ricavi netti totali per 95,4 milioni, un Ebitda di 69,1 milioni e un risultato netto di 43,6 milioni. L'azienda ha spiegato che il mercato delle navi cisterna si è rafforzato dallo scoppio della guerra in Ucraina nel febbraio 2022, rimanendo molto forte durante tutto il terzo trimestre. I ricavi delle cisterne per il trasporto di raffinati rimangano a livelli storicamente elevati, mentre di recente anche il mercato delle navi cisterna per il trasporto di greggio e in particolare le Vlcc, i cui noli durante l'anno erano piuttosto deboli, si sono rafforzati. Tale stabilità è stata trainata da una serie di fattori tra cui un netto incremento della produzione petrolifera, nonché della domanda di petrolio e dei volumi raffinati, cui si associa un allungamento delle distanze percorse derivanti sia dal conflitto in Ucraina che dai cambiamenti del panorama di raffinazione. «Lo scoppio della guerra in Ucraina ha avuto un impatto rilevante sul nostro settore», ha spiegato l'ad Paolo d'Amico, «a causa soprattutto delle inefficienze dovute allo stravolgimento dei principali modelli del commercio internazionale e all'aumento di attività come il transhipment, unite all'incremento delle distanze medie di navigazione, attribuibile all'importazione dell'Europa di greggio e prodotti raffinati acquistati in precedenza dalla Russia, da zone molto più distanti e al contempo l'esportazione della Russia delle stesse merci verso acquirenti asiatici più lontani, Cina e India in primis». Le stime per i mesi a venire restano positive.