Il gruppo armatoriale Grimaldi Group, controllato dall’omonima famiglia, potrebbe sbarcare sul listino. Nell’ambito di una perizia redatta ai soli fini del conferimento in regime di realizzo controllato (articolo 177 comma 2 bis del Testo Unico del Imposte sui Redditi) redatta dal commercialista napoletano Mario Vellecco la valutazione del gruppo è di 6 miliardi di euro. Il professionista è stato infatti incaricato da Gianluca Grimaldi (uno dei due fratelli proprietari assieme alle due sorelle), presidente del gruppo, di valutare il 23,8% da lui posseduto direttamente in Gimaldi Group per conferirlo nella nuova Grimhold di cui è amministratore e socio unico. Il restante capitale di Grimaldi Group è controllato in parti eguali, al netto del 4,8% di azioni proprie dal fratello Emanuele Grimaldi e dalle sorelle Amelia e Maria Consuelo.
Perché la costituzione della holding? «L’operazione di conferimento», si legge nella perizia, «si inquadra nell’ambito del progetto di ristrutturazione della catena di controllo di Grimaldi Group anche in considerazione della crescita esponenziale che la multinazionale ha registrato nel corso dell’ultimo decennio e delle opportunità che nel corso dei prossimi anni si presenteranno, ivi compresa la possibile quotazione in borsa».
È anche probabile che la nascita della holding, se sarà seguita dagli altri componenti della famiglia, possa favorire il passaggio generazionale del gruppo armatoriale ai rispettivi eredi.
Il perito ha redatto la stima del valore del conferimento utilizzando il metodo patrimoniale semplice al fine di tutelare i terzi in tema di conferimento, «metodo - spiega - caratterizzato da un basso tasso d’incertezza, facilità applicativa e buona attendibilità». Si è così arrivati a una valutazione dell’intero gruppo Grimaldi di 5,92 miliardi, poi arrotondata a 6 miliardi e pari quindi a 1,42 miliardi per la quota di Gianluca Grimaldi. Questi ha conferito la partecipazione in Grimhold, beneficiando del regime del cosiddetto «realizzo controllato» per 10,5 milioni.
La holding di Gianluca segue la costituzione di due holding da parte del fratello Emanuele, amministratore delegato di Grimaldi Group assieme a Diego Pacella, avvenute nel 2023 e l’anno successivo: la prima si chiama EG Holding e la seconda 49 Holding e di entrambe Grimaldi detiene il 100% del capitale. Della prima Emanuele è presidente e amministratore delegato mentre della seconda è amministratore unico.
La sorella Amelia Grimaldi ha costituito lo scorso anno la sua AG Holding di cui ha il 100% delle quote e di cui è amministratrice unica, mentre nel 2023 la sorella Maria Consuelo ha costituito la sua Macri, con funzione di holding, di cui detiene il 100% e di cui amministratori sono la figlia Chiara e il figlio Mario.
Grimaldi Group ha chiuso l’esercizio consolidato del 2024 con un valore della produzione di 5,09 miliardi di euro dai 5,07 miliardi dell’anno precedente, ma ebitda ed ebit si sono contratti rispettivamente da 1,8 miliardi a 1,5 miliardi e da 1,3 miliardi a poco più di un miliardo di euro, determinando così un utile in calo da 1,2 miliardi a 1,01 miliardi di euro. Il profitto ordinario è invece migliorato anno su anno da 483,4 milioni a 505,2 milioni di euro, ma la decisione circa la sua destinazione è stata rinviata a una prossima assemblea. Il buon risultato del bilancio ordinario si deve principalmente alla forte crescita dei dividendi giunti dalle società controllate e collegate, lievitati nel giro di un anno da 490,7 milioni a 512,6 milioni di euro, di cui 79 milioni da Atlantic Container Lines (con ricavi per 416,3 milioni), 66,5 milioni da Finnlines (717,7 milioni), 161 milioni da Grimaldi Euromed (2,6 miliardi), 191 milioni da Grimaldi Deep Sea (1,1 miliardi) e 3 milioni di euro da Ports & Terminal Multiservices Ltd.
A livello consolidato l’indebitamento finanziario netto è sensibilmente diminuito anno su anno di 295 milioni per la riduzione dell’espozione nei confronti delle banche e per il simultaneo aumento della liquidità, mentre il patrimonio netto è progredito di 686 milioni attestandosi a oltre 6,8 miliardi di euro.
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