
Protagonisti della presentazione sono stati gli smartphone Pixel 7 e 7 Pro, molto attesi per le eccellenti doti fotografiche frutto del connubio tra l’hardware e gli algoritmi software di Google che, grazie anche alla potenza di calcolo messa a disposizione dai processori proprietari Tensor, raggiungono livelli qualitativi notevoli. Pixel 7 ha confermato le aspettative sfoggiando la seconda generazione del processore Tensor, G2, realizzato con un processo a 4 nanometri che consente di aumentare il numero di transistor e quindi la potenza di calcolo mantenendo però i consumi energetici a livelli efficienti. Questo consente inoltre di contenere anche le dimensioni generali dello smartphone, tanto che i Pixel 7 si presentano con un design simile alla precedente generazione, con la fascia orizzontale che ospita le camere posteriori ora in alluminio raccordata in modo elegante al telaio e ottimi materiali, con il vetro anteriore a protezione del display realizzato con Gorilla Victus. Pixel 7, disponibile in tre colori (bianco ghiaccio, nero ossidiana e verde cedro), ha un display da 6,3 pollici e due camere posteriori (principale e ultra-grandangolare), mentre Pixel 7 Pro è realizzato in tre colori (bianco ghiaccio, nero ossidiana e grigio verde), ha un display da 6,7 pollici e tre camere posteriori (principale, ultra-grandangolare e tele). Entrambi sono inoltre resistenti ad acqua e polvere con certificazione IP68.
La potenza di calcolo del processore Tensor G2 non è stata sfruttata da Google solo per la fotografia computazionale, ma anche per aumentare la facilità ed efficacia d’uso dello smartphone in ogni situazione, con un’attenzione particolare ai comandi vocali. Pixel 7 migliora infatti la funzione di trascrizione dei messaggi ricevuti, che possono così essere letti magari in auto o mentre si fa sport, così come la funzione di scrittura del testo, anche in italiano, che consente di scrivere velocemente e in modo preciso i testi con tanto di punteggiatura, oltre a gestire le traduzioni in tempo reale.

Pixel 7 aumenta ulteriormente anche la qualità dei video tramite la funzione Cinematic, che permette di registrare con una profondità di colore di 10 bit (corrispondente a oltre un miliardo di colori) con Hdr per l’estensione della gamma dinamica e la sfumatura automatica dello sfondo per mettere in risalto il soggetto in primo piano, esattamente come nelle riprese cinematografiche.
Pixel 7 Pro integra come terzo obiettivo uno zoom di tipo periscopico, ovvero con un prisma a 45 gradi che consente di collocare il gruppo ottico in senso parallelo al telefono e contenere così le dimensioni nonostante lo zoom ottico 5X, che viene sfruttato da Google tramite algoritmi software e tecniche di machine learning. Nell’app fotocamera sono infatti presenti quattro livelli di ingrandimento: 0,5x (obiettivo ultra-grandangolare, con sensore da 12 megapixel), 1x (obiettivo principale, con sensore da 50 megapixel e stabilizzatore ottico), 5X (obiettivo tele, con sensore da 48 megapixel e stabilizzatore ottico) e 2x, ottenuto portando a 12,5 megapixel di risoluzione la porzione centrale dell’immagine catturata del sensore principale. Allo stesso modo tramite algoritmi di machine learning le foto con zoom 5X vengono ottenute fondendo le immagini prese dall’obiettivo tele con quello principale per aumentare la nitidezza, mentre aumentando lo zoom oltre 15X vengono stabilizzate non solo le foto, ma anche l’obiettivo per facilitare la messa a fuoco del soggetto.
Foto e video, oltre a tutte le app, vengono visualizzate sul display, che nel caso del Pixel 7 Pro ha una velocità di aggiornamento dinamica delle immagini sino a 120 volte al secondo (90 Hz per il Pixel 7) e una luminosità di picco di 1.500 candele per metro quadrato (1.400 per il Pixel 7). Nonstante la luminosità elevata e le prestazioni, Pixel 7 è pensato per garantire un’autonomia che arriva alle 24 ore grazie agli algoritmi che ottimizzano i consumi in modo intelligente senza compromettere funzioni e prestazioni, e addirittura a un massimo di tre giorni con la funzione di risparmio estremo. Presente la funzione di ricarica veloce anche di tipo wireless e inversa per la ricarica di accessori come gli auricolari.
Google ha inoltre confermato la politica di rendere disponibili i propri smartphone a prezzi sensibilmente inferiori a quelli di altri top di gamma nonostante le prestazioni ai vertici: Pixel 7, già ordinabile da oggi e disponibile dal 13 ottobre, costa 649 euro, mentre Pixel 7 Pro 899 euro.
Perfetto complemento dei Pixel 7 è il nuovo Pixel Watch, lo smartwatch creato per sfruttare al meglio le sinergie con l'intero ecosistema Google. Caratterizzato da un design elegante, con un vetro 3D che si raccorda con la cassa circolare, Pixel Watch è basato sul software di Google per dispositivi indossabili e gestisce così in modo intelligente le notifiche oltre a consentire di controllare direttamente non solo musica e navigazione su Maps, ma anche i dispositivi presenti in casa come termostati o telecamere.
La sinergia con Fitbit, comprata da Google e orma integrata, ha permesso di offrire un efficace sistema di rilevamento costante del battito cardiaco, che consente così di monitorare lo stato di forma, l'attività fisica come anche la qualità del sonno.
Google ha inoltre presentato Pixel Tablet, sempre basato sul processore Tensor G2 dei Pixel 7, che sfrutta al meglio l'ampio display per ottimizzare l'esperienza di Android. Molto utile la base per la ricarica, che funge anche da cassa per trasformarlo in un piccolo schermo. Ancora da definire la data del debutto, che avverrà nel corso del prossimo anno. (riproduzione riservata)