La presenza di un terzo obiettivo posteriore di tipo tele nel Pixel 10 differenzia lo smartphone di Google dalla famiglia Pixel a, che dispone di soli due obiettivi, e lo avvicina ai modelli Pro. Una scelta che amplia sicuramente la gamma di focali del Pixel 10, ma che comporta alcune scelte nel tipo di sensori utilizzati per mantenere il prezzo inferiore a quello dei modelli Pro. Il design riprende quello dei Pixel 10 Pro, con la camera bar che ospita gli obiettivi che si estende per quasi tutta la larghezza dello smartphone, e un resistentissimo vetro Gorilla Glass Victus 2 a protezione del display e anche della cover posteriore, mentre il telaio è in alluminio satinato. Materiali e qualità costruttiva eccellente che conferiscono un aspetto premium al Pixel 10, pressoché uguale dal Pixel 10 Pro specie usando una custodia, disponibile in quattro colori (blu indaco, viola glicine, verde cedro e nero ossidiana come quello fornito da Google) a un prezzo ufficiale di 899 euro nella versione da 128 GB di memoria.
Nel corso della prova, Pixel 10 si è rivelato un ottimo smartphone per ogni tipo di utilizzo, con una batteria capace di traguardare senza problemi il traguardo della giornata e il vantaggio dell’intelligenza artificiale di Google perfettamente integrata a livello di interfaccia in tutte le funzioni del telefono, a partire naturalmente dalla fotografia che è sempre stata un punto di forza degli smartphone Google. Pixel 10 integra l’ultimo processore di Google, Tensor G5, pensato per supportare al meglio tutte le funzioni basate su intelligenza artificiale anche in locale, ovvero elaborando i dati direttamente sul telefono invece che mandarli tramite Internet a server remoti, a vantaggio di prestazioni e privacy. Tensor G5, abbinato a 12 GB di memoria ram, ha mostrato di saper gestire velocemente e senza alcun rallentamento tutte le app più comuni, anche in multitasking, mentre ha mostrato qualche limite solo nei giochi tridimensionali più impegnativi, complice la scelta di Google di cambiare l’architettura grafica rispetto alla generazione precedente. Un aggiornamento dei driver da parte di Google dovrebbe portare a un innalzamento delle performane grafiche, che sono comunque già ora soddisfacenti non solo per tutte le app ma anche per il supporto della fotografia e dei video, ambiti nei quali i Pixel eccellono.

Tensor G5 ha contribuito anche all’autonomia del Pixel 10, che può contare su una batteria da 4.970 mAh capace di supportare senza problemi una giornata di uso intenso del telefono, arrivato sempre a fine serata con una rassicurante autonomia residua del 20-25%. Anche Pixel 10, come i fratelli Pro, dispone inoltre del nuovo sistema di ricarica wireless con attacco magnetico di Google, Pixelsnap, compatibile con lo standard Qi2, che permette di ancorare saldamente al retro degli smartphone caricatori compatibili e accessori per impugnare lo smartphone, esattamente come per MagSafe di Apple. Una novità sicuramente gradita non solo per la ricarica ma anche per gestire in modo comodo e sicuro in ogni situazione, dal comodino per trasformarlo in una sveglia intelligente alla macchina per averlo carico e a portata di mano in tutta sicurezza.

L’autonomia del Pixel 10 non è stata influenzata dal display Actua da 6,3 pollici di diagonale, di tipo Oled ma non Ltpo come quello dei fratelli maggiori, e capace quindi di variare la frequenza di aggiornamento e i relativi consumi tra 60 e 120 Hz senza scendere a 1 Hz in modalità always on. Con una luminosità massima di 2.000 candele per metro quadrato in modalità Hdr e addirittura 3.000 Nits di picco, si è dimostrato leggibili anche in pieno giorno sotto il sole, e perfetto per supportare le notevoli capacità fotografiche multimediali. La novità del Pixel 10 è l’obiettivo tele, con ingrandimento 5X, stabilizzazione ottica delle lenti e sensore da 10,2 megapixel, abbinato a un ultra-wide con sensore da 13 megapixel senza autofocus e una lente principale con sensore da 48 megapixel e stabilizzazione ottica delle lenti. Caratteristiche che, sulla carta, segnano un passo indietro rispetto alla precedente generazione, specie per l’obiettivo principale che condivide ora il sensore con il più economico Pixel 9a e non con il più costoso e prestante Pixel 10 Pro. Nel corso della prova, però, la magia degli algoritmi di Google ha ridotto in modo significativo il gap a livello hardware, specie in condizioni di luce ideale che hanno visto il Pixel 10 catturare immagini di ottima qualità su tutte le lunghezze focali, arrivando sino a uno zoom 20X con un dettaglio e una nitidezza più che buone, anche se chiaramente la qualità non è paragonabile a quella, eccellente, del Pixel 10 Pro che abbina allo stesso software sensori e ottiche più sofisticate. In condizioni di luce scarsa invece, la qualità scende un po’, specie per le foto con l’ottica ultra-grandangolare, ma il software si è dimostrato comunque in grado di migliorare il risultato finale.

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Oltre alla qualità vera e propria, il software di Google è capace di fare la differenza anche in fase di acquisizione delle foto, con funzioni come Aggiungimi, che permette al fotografo di inserirsi successivamente in una foto scattata precedentemente con altre persone: il software analizza la prima foto scattate e offre suggerimenti al secondo fotografo su dove posizionarsi per il secondo scatto, che viene poi automaticamente unito al primo in modo perfetto. Altra funzione molto utile per le foto di gruppo è Scatto migliore, che scatta automaticamente sino a 150 fotogrammi che analizza poi in una frazione di secondo alla ricerca di quello senza persone con occhi chiusi, eventualmente creandone uno nuovo unendo le espressioni migliori di ognuna delle persone inquadrate. Perfetta invece per i fotografi meno esperti è la funzione Guida fotografica, che offre consigli utili per migliorare l’inquadratura o evitare errori in modo semplice: basta toccare l’icona all’interno dell’interfaccia della fotocamera per fare in modo che Pixel 10 analizzi la scena inquadrata e offra suggerimenti in base alla foto desiderata, come cambiare lo zoom o l’angolo da cui si scatta. Tutte funzioni che nemmeno fotocamere professionali da migliaia di euro mettono a disposizione dei fotografi. (riproduzione riservata)