I nuovi Pixel 6 di Google erano molto attesi non solo per le caratteristiche fotografiche evolute, ma anche per il debutto del primo processore proprietario, Tensor, sviluppato dal colosso di Mountain View. La prova su strada ha dimostrato come il nuovo processore non sia solo molto potente, anche se non ai vertici della categoria, ma anche studiato appositamente per supportare al meglio gli algoritmi di intelligenza artificiale che Google ha utilizzato in modo massivo in tutte le aree, non solo in quella fotografica già estremamente efficace.
Nel corso della prova, condotta sul Pixel 6 Pro, lo smartphone di Google ha infatti confermato le caratteristiche peculiari dei precedenti modelli, che facilitano l'uso quotidiano dalla fotografia alla gestione della batteria, aggiungendo però una sezione hardware più strutturata rispetto ai precedenti modelli. La sezione fotografica vede ora infatti non solo una camera principale da 50 megapixel con stabilizzazione ottica delle lenti e una lente ultra-grandangolare da 12 megapixel, ma nel modello Pro anche un tele di tipo telescopico con sensore da 48 megapixel e stabilizzatore ottico. Un hardware decisamente più completo rispetto ai modelli precedenti che, abbinato agli algoritmi software esclusivi di Google, ha mostrato tutto il proprio valore, specialmente nelle foto scattate con l'obiettivo principale e con quello tele, che vanta uno zoom ottico 4X.
Il processore Tensor integra infatti moduli dedicati al calcolo in virgola mobile che supportano al meglio le funzioni di machine learning, o intelligenza artificiale, che si sono ancora una volta dimostrati ai vertici del settore. Grazie alla notevole potenza elaborativa Google ha anche aggiunto funzioni molto utili come la gomma magica, capace di rimuovere in modo impeccabile uno o più oggetti in una foto semplicemente passando con il dito sopra essi. Nel corso della prova questa funzione si è rivelata molto efficace, capace di ricostruire le parte mancati delle foto tenendo conto della luce in modo realistico, ed evitando così parecchio tempo al computer su programmi come Photoshop per ottenere lo stesso risultato. Google ha inoltre aggiunto anche la funzione per ottenere foto con effetto movimento o a esposizione lunga, che sfruttano il software di intelligenza artificiale per ottenere in modo semplice e senza uso di un treppiede effetti come le scie di luci nelle foto notturne. Ottima anche la qualità delle fotografie in assenza di luce catturate con la camera principale o con il tele, entrambi stabilizzati, mentre le foto con l'ottica ultra-grandangolare non hanno raggiunto gli stessi livelli qualitativi, neanche di giorno.
L'inserimento di tre obiettivi ha inciso anche nelle scelte stilistiche del Pixel 6, che presenta una banda nera orizzontale di dimensioni importanti nella parte posteriore del telefono, mentre la superficie anteriore è completamente occupata dal display da 6,7 pollici, chiaramente Oled e con un sistema di refresh dinamico delle immagini che arriva sino a 120 Hz. Lo schermo ha un'ottima luminosità e, insieme al doppio speaker stereo, si è rivelato perfetto per la fruizione di contenuti multimediali come serie tv e video, oltre che videogame per gli amanti del genere. Google ha protetto il display, che presenta una leggera curvatura sui lati, tramite l'ultima generazione Gorilla Glass, Victus, oltre ad assicurare l'impermeabilità con standard IP68 pur mantenendo il prezzo del Pixel 6 Pro ben sotto la soglia dei mille euro a 899 euro.
Scontata la presenza dell'ultima versione di Android, la 12, che porta con sé tutte le novità a partire dall'interfaccia grafica basata su Material You, con sfondi dinamici anche nei colori e widget, ma funzioni utili come, per esempio, la traduzione in tempo reale di messaggi supportata dal processore Tensor. Nonostante la potenza il processore si è dimostrato abbastanza parco nei consumi, consentendo così al Pixel 6 Pro di arrivare a sera anche usando parecchio il telefono. Assente, come ormai in molti casi, il caricabatterie, che deve essere acquistato a parte e consente, con un alimentatore da 30 Watt, di ricaricare metà della batteria in 30 minuti. (riproduzione riservata)