Gli analisti di Goldman Sachs avviano la copertura su Banco Bpm con un giudizio Buy e un prezzo obiettivo di 15,7 euro. Il report è del 24 settembre e il titolo, oggi, sale oltre l’1,6% a 12,8 a Piazza Affari, mentre il Ftse Mib cede lo 0,25%.
Gli esperti sottolineano che la banca vale il 25% rispetto a quanto scambia ora grazie ad alcuni punti di forza. In primo luogo (1), una parte significativa dei ricavi – circa il 45% attesi da Goldman Sachs nel 2027 – viene dalle commissioni e dai servizi, «garantendo stabilità e ricavi ricorrenti». A questo si aggiunge (2) una «forte disciplina sui costi: l’attenzione dei manager all’efficienza operativa e alle sinergie derivanti dall’acquisizione di Anima ha permesso di migliorare il rapporto costi/ricavi, sceso dal 65% del 2017 al 45% nel primo semestre 2025.
La redditività della banca, poi (3), si conferma superiore alla media europea, con un Rote (Return on Tangible Equity) stimato oltre il 19% nel 2026, rispetto a un 15% medio della concorrenza. Banco Bpm mostra inoltre una «solida capacità di generare capitale in modo organico (4) e una valutazione in linea con quella delle altre banche europee, intorno a 10 volte l’utile per azione atteso».
I manager hanno dimostrato, sottolineano i broker, «ottima capacità di esecuzione, guidando con successo la ristrutturazione del gruppo» (5). I ricavi core di conseguenza crescono, sostenuti sia dai tassi più elevati sia dalle operazioni di M&A. Il controllo dei costi «è efficace, con oltre 20 punti percentuali di miglioramento dal 2017». E la gestione prudente del rischio (6) ha ridotto l’Npl ratio dal 25% del 2016 al 2,6% nel secondo trimestre 2025, mantenendo stabile il costo del rischio.
Banco Bpm è poi caratterizzato da una «solida diversificazione dei ricavi (7) e… di alta qualità: le commissioni rappresentano già oltre il 35% dei ricavi totali del gruppo. Le acquisizioni mirate hanno rafforzato la posizione della banca in questo segmento, con tassi di crescita attesi superiori al 5% annuo, tra i più alti fra gli istituti di credito coperti da Goldman».
L’istituto di credito dispone anche di una solida posizione patrimoniale, con un Cet 1 al secondo trimestre 2025 pari al 13,3%, nonostante l’acquisizione di Anima non abbia beneficiato del Danish Compromise. Gli analisti si aspettano che il Cet 1 possa salire al 14,6% nel 2027 grazie a strumenti di trasferimento del rischio, al recupero di capitale dai crediti fiscali (Dta) e a possibili trasferimenti di avviamento sul fronte assicurativo (0,5 miliardi da Anima a Banco Bpm).
La conseguenza di queste considerazioni è che una «solida base patrimoniale offre alla banca margini per distribuire dividendi o cogliere opportunità di crescita inorganica. Con un payout previsto intorno all’80%, il rendimento totale (dividendo + buyback, ndr) stimato per il triennio 2025-27 supera il 9%, e potrebbe arrivare all’11% se tutto il capitale in eccesso fosse distribuito».
Quanto alla valutazione: la banca viaggia ad un rapporto prezzo/utile, p/e) di 11 volte sugli utili previsti per il 2026 e il 2027, con un conseguente «prezzo obiettivo a 12 mesi di 15,7 euro per azione, implicando un potenziale rialzo del 24% rispetto alla media delle banche coperte». (riproduzione riservata)