«Non commento decisioni non ancora prese», ma «faremo quanto necessario e possibile per garantire che esista un mercato unico dei servizi finanziari», ha dichiarato Maria Luis Albuquerque, commissaria Ue ai servizi finanziari, rispondendo a una domanda sull’ipotesi che l’Ue muova contro l’uso del golden power sull’operazione Unicredit-Bpm.
Nella risposta, comunque, Albuquerque non ha confermato di riferirsi all’Italia: «Tutte le decisioni che impediscono la creazione del mercato unico dei servizi finanziari sono naturalmente motivo di preoccupazione». In generale, ha aggiunto, «siamo pronti ad agire» se «c’è l'intenzione di impedire lo sviluppo del mercato unico dei servizi finanziari».
Intanto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha commentato le indiscrezioni su una procedura di infrazione verso l’Italia in merito al decreto golden power sull'operazione UniCredit-Bpm, dichiarando che l’esecutivo è pronto a valutare le valutazioni della Commissione Ue quando arriveranno.
«Io dico semplicemente che il governo applica una legge esistente: e se si vuole modificare la legge lo fa il Parlamento, non il governo. L’opinione dell’esecutivo è che è giusto stabilire e delimitare le competenze della stabilità finanziaria alla Banca Centrale Europea e della tutela della concorrenza del mercato all’Unione Europea. Ma la sicurezza nazionale, finanziaria ed economica è esclusiva competenza dello Stato nazionale e questa intendiamo in qualche modo difenderla».
La commissaria, parlando a margine del Consiglio Ecofin, ha poi chiarito che l’obiettivo è «fare tutto il possibile per affrontare i problemi che causano la frammentazione del mercato. L’Unione del Risparmio e degli Investimenti è fondamentalmente un progetto di mercato unico. Affronteremo quindi tutti i problemi che potrebbero impedire la corretta attuazione delle norme concordate, che bloccano la fornitura transfrontaliera di servizi, le fusioni e quant’altro».
Interpellata a più riprese sull’eventuale avvio di una procedura di infrazione all’Italia la commissaria non ha mai confermato la questione. Ha però ribadito che «faremo rispettare le norme comuni concordate da tutti. E se non vengono rispettate, è nostro compito assicurarci che lo siano», ha detto riferendosi all’iter dell’infrazione.
L’uso italiano della legislazione sul golden power è una questione di interesse per la Commissione Europea o no? «Le decisioni che impediscono la creazione del mercato unico dei servizi finanziari», ha risposto la commissaria, «sono naturalmente motivo di preoccupazione perché sono in realtà contrarie agli obiettivi dell’Unione del risparmio e degli investimenti, che tra l’altro, per quanto ne so, tutti gli Stati membri hanno sostenuto con entusiasmo, riconoscendo il valore del progetto. Quindi, qualunque cosa si frapponga, utilizzeremo gli strumenti a nostra disposizione per affrontare la situazione». (riproduzione riservata)