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Oltre 34 Milioni dal nolo di traghetti usati per la quarantena

Gnv prima negli appalti

di Nicola Capuzzo
05 febbraio 2021, 09:12 Ultimo aggiornamento: 09:22

Ai bandi di gara hanno partecipato anche Moby e Cin, entrambe alle prese con un nuovo piano di ristrutturazione del debito presentato ai creditori

Più di 34 milioni di euro è la cifra che Grandi Navi Veloci si metterà in tasca per aver reso disponibili diversi suoi traghetti come hotel galleggianti dove ospitare i migranti arrivati dall’Africa nel necessario periodo di quarantena. I primi appalti risalgono all’aprile 2020 (gli ultimi sono ancora in corso), ma solo in settimana il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha reso note le cifre dei contratti aggiudicati. Oltre a Grandi Navi Veloci anche Moby si è aggiudicata un appalto da 1 milione di euro.

Dal 19 aprile al 15 ottobre 2020 scorso sono state una decina le gare bandite dal Mit e in quasi tutti i casi, tranne uno appunto, ad aggiudicarsi servizio e posta in palio è stata Gnv, la compagnia di traghetti genovese controllata da Marinvest (gruppo Msc) e guidata da Matteo Catani. Alle gare hanno partecipato anche altre società come Compagnia Italiana di Navigazione (Tirrenia), Forship (controllante di Corsica Ferries) e la greca Galaxy Maritime, che però non hanno mai vinto. Dalla documentazione si apprende che al ricco bando di metà ottobre (che da solo valeva 21,8 milioni di euro) hanno provato a partecipare anche Moby e Cin, ma sono state escluse. La prima perché le mancava (o non è arrivato in tempo) il benestare preventivo dei commissari giudiziali, la seconda perché «non invitata alla procedura di gara, né risultata presente nell’Elenco di unità navali» predisposto da Piazzale Porta Pia. Nel documento si legge però un’informazione importante in riferimento alle prossime procedure sull’assegnazione dei contributi pubblici per la continuità territoriale marittima. A proposito della partecipazione di Moby (ma vale anche per Cin), in quanto società che ha presentato domanda di concordato preventivo, si legge per esempio che «la Commissione ritiene applicabile l’art.186-bis della Legge fallimentare, in base al quale la partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici deve essere autorizzata dal Tribunale. Inoltre, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha stabilito che la partecipazione dell’impresa in concordato con riserva è consentita nei limiti in cui l’autorizzazione del Tribunale fallimentare che accerti la capacità economica della stessa di eseguire l’appalto intervenga nel corso della procedura di gara». Al verificarsi di determinate condizioni e con il preventivo benestare del tribunale di Milano e dei commissari giudiziali, sia Moby che Cin potrebbero avere dunque le carte in regola per partecipare direttamente alle gare per la continuità territoriale marittima che il Ministero dei Trasporti si appresta a indire.

Sempre a proposito di Moby, infine, Reorg Research ha rilevato che ai suoi creditori (banche, obbligazionisti e Tirrenia in amministrazione straordinaria) la compagnia ha appena presentato una nuova proposta di ristrutturazione del debito, migliorativa rispetto a quella di dicembre e che prevede una non
meglio precisata iniezione di liquidità da parte del fondo Europa Investimenti e due alternative di rimborso: la prima un riconoscimento immediato del 30% del credito e la seconda uno più limitato ma con la prospettiva di ottenere altri soldi nei cinque anni successivi dopo la cessione di alcuni asset in flotta (si parla di 8 navi). Nascerebbe anche una nuova società, partecipata anche da Europa Investimenti, destinata a diventare proprietaria di tutta flotta, che verrebbe poi ceduta in lease back a Moby.

Le parti hanno tempo fino a tutto marzo, data ultima stabilità dal tribunale di Milano, per trovare un accordo su questo piano di ristrutturazione finanziaria posto alla base del concordato preventivo. (riproduzione riservata)



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