I fondi hedge mettono nel mirino il tallone d’Achille della finanza tedesca. Nelle ultime settimane numerosi grandi investitori hanno ampliato in maniera consistente le posizioni short, soprattutto nelle società del comparto bancario. Al punto che la Bafin, la Consob di Francoforte, ha alzato il monitoraggio sui movimenti dei titoli. Ad alimentare la speculazione sono soprattutto i timori sugli effetti della crisi immobiliare che ormai da mesi affligge l’economia tedesca e che si è già riverberata sui conti del sistema bancario e assicurativo. Durante la presentazione dei risultati di bilancio, diversi intermediari hanno annunciato tagli dell’esposizione al real estate ma la preoccupazione del mercato è che, soprattutto tra gli istituti specializzati, il quadro possa aggravarsi. Il termometro è proprio l’andamento dell’attività di short selling in queste ultime settimane.
La società più colpita dai fondi è la bavarese Deutsche Pfandbriefbank, che è esposta per oltre 20 miliardi al settore immobiliare, di cui 4,9 miliardi verso clientela Usa. A vendere allo scoperto sono stati Millennium, Sih Partners, Qube Research & Technologies, Wellington Management, Petrus Advisers, Caius Capital e Kite Lake Capital. «Riteniamo che il dolore abbia appena iniziando a farsi sentire», ha tagliato corto al Financial Times Malte Schmitter, banker del fondo Petrus Advisers. Alcuni di questi soggetti si sono mossi anche su prede più grosse. Qube Research per esempio, uno dei maggiori hedge londinesi con circa 11 miliardi di dollari, ha aperto una posizione corta da 20 milioni di azioni su Deutsche Bank, ancora molto esposta sul real estate americano sebbene reduce da risultati superiori alle stime. L’investitore inglese ha nel mirino non solo gli istituti di credito ma anche alcuni pezzi da novanta dell’economia del Paese, come Volkswagen, il produttore di armi da fuoco Rheinmetall, Siemens e Vanovia, il maggiore player nazionale nella gestione di beni immobiliari residenziali. Questo proliferare di posizioni corte starebbe spingendo le autorità tedesche a studiare contromisure per limitare la pratica dello short selling. Secondo quanto riferito da fonti finanziarie Bafin, l’istituzione adibita alla vigilanza sulla borsa, avrebbe intensificato il monitoraggio sui movimenti dei titoli e dei grandi investitori.
Difficilmente però le tensioni si attenueranno finché durerà l’incertezza sul fronte immobiliare. Secondo gli ultimi dati dell'Eba, l'esposizione delle banche tedesche al segmento ammonta oggi a 285 miliardi. In termini assoluti il fardello maggiore pesa su Deutsche Bank, la maggiore banca del Paese. Degli oltre 50 miliardi di esposizione complessiva verso il real estate commerciale, il gruppo di Francoforte ne vanta 17 miliardi nei confronti del mercato statunitense, oltre il 3% dell'intero portafoglio. Altra realtà a rischio è la Landesbank Baden-Württemberg (Lbbw), esposta per oltre 40 miliardi sull'immobiliare commerciale. Già a metà 2023 l'istituto aveva deciso di ridurre il rischio del proprio portafoglio di prestiti immobiliari, dopo aver visto raddoppiare l'esposizione rispetto all'anno precedente. Sempre al mondo delle Landesbank appartengono BayernLB (circa 30 miliardi di esposizione) e Nord Lb (oltre 10 miliardi), quest'ultima protagonista nel 2019 di un controverso salvataggio statale.