A marzo l’impennata dei credit default swap ha reso irreversibile la crisi del Credit Suisse. Dopo il controverso salvataggio orchestrato dal governo svizzero con il coinvolgimento di Ubs (guidata da Sergio Ermotti), l’andamento di questi derivati si è raffreddato per qualche settimana. Ora però il trend si è di nuovo invertito.
Secondo Bloomberg nell’ultima settimana il prezzo dei cds a cinque anni sui titoli del Credit Suisse è salito di oltre 80 punti base a quota 360. A spingere gli acquisti c’è ancora una volta la scommessa speculativa di alcuni hedge fund tra cui FourSixThree Capital e Diameter Capital Partners. L’obiettivo? Trasformare l’azzeramento dei 16 miliardi di franchi svizzeri di Additional Tier 1 in un’occasione di profitto.
Ecco come. In un contratto regolato dai cds il venditore si impegna ad assicurare il compratore contro un rischio di credito (solitamente un default o il mancato pagamento di una rata di interessi su un bond) in cambio di un premio. Se il default avviene, scatta il rimborso.
La scommessa degli hedge fund è che l’azzeramento degli At1 di Credit Suisse possa rappresentare un evento di default e preveda così l’obbligo per i venditori di protezione di versare ai compratori il valore nominale dei bond svalutati. La tesi è oggi sostenuta da alcuni grandi studi legali, come Kramer Levin di New York, e una prima domanda per attivare il pagamento assicurativo sarebbe già stata inviata questa settimana al Credit Derivatives Determinations Committee, un gruppo di banche e gestori patrimoniali che regola il mercato dei derivati sul credito.
Sempre secondo quanto riportato da Bloomberg, anche JP Morgan, Citigroup e Barclays avrebbero discusso con i clienti sulla possibilità di un rimborso dei cds. Sinora comunque le autorità competenti non hanno emesso alcun verdetto sulla vicenda e il dibattito potrebbe durare ancora diverse settimane, così come gli ulteriori acquisti di swap sul debito di Credit Suisse.
Procede intanto la battaglia legale dei bondholder. A fine aprile un gruppo di investitori che detengono obbligazioni del gruppo svizzero, per un controvalore di 4,5 miliardi di dollari, hanno fatto causa alla Finma (la Consob elvetica) presso il Tribunale di San Gallo. Nel mirino c’è la decisione della Finma e della banca centrale di azzerare parte del debito subordinato senza intaccare l’equity della banca, invertendo la gerarchia del passivo pur in assenza di una liquidazione. Nel frattempo al Dipartimento federale svizzero delle finanze sono state notificate due azioni legali intentate da obbligazionisti di Credit Suisse. (riproduzione riservata)