Non basta più che un edificio sia intelligente: deve essere anche sano. È questa la scommessa dietro l’operazione con cui Gewiss mette le mani sul 51% di REair, cleantech italiana specializzata in tecnologie per la qualità dell’aria indoor, basate su soluzioni fotocatalitiche proprietarie. L’acquisizione si inserisce nella strategia di lungo periodo del gruppo bergamasco, che negli ultimi anni ha ampliato il proprio ecosistema con investimenti in illuminazione, servizi, building automation, hospitality tech e infrastrutture urbane intelligenti.
Con l’ingresso di REair, Gewiss aggiunge una competenza inedita: tecnologie in grado di migliorare attivamente la qualità dell’aria e la salubrità degli ambienti, sia indoor che outdoor. L’operazione viene presentata come il passaggio dal concetto di smart building a quello di healthybuilding, con applicazioni che spaziano da hospitality e sanità a istruzione, edilizia commerciale, industria e smart city.
€Ogni acquisizione rappresenta un passo nel percorso di evoluzione della nostra visione e del nostro ecosistema industriale», ha commentato Fabio Bosatelli, Presidente di Polifone Gewiss, sottolineando come l’operazione rafforzi l’impegno del gruppo su efficienza degli edifici e benessere delle persone.
Sulla stessa linea Paolo Cervini, ceo di Polifin, Gewiss e Costim Re, che ha evidenziato come l’efficienza energetica da sola non sia più sufficiente: gli edifici devono diventare ambienti sempre più salubri per chi li vive e li lavora. Per Cervini, REair completa in modo naturale l’ecosistema del gruppo. Raffaella Moro, ceo e fondatrice di REair, ha parlato dell’operazione come di «un’accelerazione del percorso di crescita dell’azienda, con la possibilità di preservare identità tecnologica, patrimonio di ricerca e spirito imprenditoriale, unendo la nostra expertise sulla qualità dell’aria e la protezione delle superfici alla solidità industriale e alla presenza commerciale globale di Gewiss».
L’operazione conferma il trend di consolidamento nel settore delle tecnologie per l’edilizia sostenibile, dove la componente salute degli ambienti sta assumendo un peso crescente accanto a quella energetica, in un mercato in cui i grandi player industriali guardano sempre più a integrazioni tra energia, automazione e qualità della vita indoor. (riproduzione riservata)