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Fabio Godano, ad di Gens Aurea
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Gens Aurea, quotazione in borsa da 1 miliardo di euro. Il gruppo di compro oro poteva valere anche di più?

12 luglio 2026, 12:00

Gens Aurea punta sulla visibilità della borsa per supportare l'internazionalizzazione. Debutto fissato per il 14 luglio. Gli analisti vedono un forte potenziale di crescita per il gruppo

Oltre 1.160 giorni. Più di tre anni. Tanto tempo separa la quotazione a Piazza Affari del gruppo di compro oro Gens Aurea, in calendario il 14 luglio 2026, dal debutto dell’ultima matricola con una capitalizzazione iniziale superiore al miliardo. Era il 3 maggio 2023 e l’ipo era quella di Lottomatica, con una market cap di 2,3 miliardi di euro (ora vale circa 6 miliardi). In mezzo c’è stato solo il dual listing di Ferretti. Per il resto gli ultimi anni della borsa italiana sono stati caratterizzati da molti addii, anche illustri, e pochi nuovi ingressi, quasi tutti sull’Euronext Growth Milan (Egm), il listino delle pmi. Quest’anno finora si sono quotate quattro società e una quinta (Giunti Psychometrics) sta raccogliendo gli ordini. Fonti di mercato si aspettano che il 2026 porti una dozzina di matricole - pmi soprattutto - a Palazzo Mezzanotte. E quella di Gens Aurea potrebbe rimanere l’unica quotazione sul mercato principale.

I dettagli dell’ipo 

Il gruppo ha collocato oltre 10 milioni di azioni (tutti titoli esistenti, in mano al fondo Mattina Holding) a 10 euro l’una, numeri che implicano una raccolta di 101 milioni e una capitalizzazione di partenza di 1.010 milioni. L’operazione, coordinata da Bnp Paribas, Jefferies, Banca Akros e Alantra, ha registrato un forte interesse degli investitori. «Siamo molto soddisfatti della richiesta, il doppio rispetto all’allocato, che ci ha permesso di selezionare oltre 50 investitori, oltre l’80% dei quali long only», racconta Fabio Godano, amministratore delegato di Gens Aurea. «Si tratta soprattutto di soggetti europei con un mix variegato che include molti player italiani, britannici e francesi, ma ci sono anche rappresentanti del mercato americano. Questo per noi è positivo perché riflette l’obiettivo vero della quotazione, ovvero sostenere i nostri piani di espansione internazionale. Siamo già attivi in cinque paesi (Italia, Spagna, Portogallo, Austria e Svizzera, ndr) ma vogliamo entrare in nuovi mercati».

I risultati finanziari e le prospettive di crescita

Nel 2025 Gens Aurea ha registrato ricavi per 836,3 milioni, con una crescita media dell’84,3% annuo dal 2023, un ebitda adjusted di 105,2 milioni e un utile di 67,9 milioni (+121% medio annuo tra 2023 e 2025). Oltre il 90% del fatturato è riconducibile all’attività principale di compro oro, la quota restante a gioielleria, oro da investimento e buyback.

Nel primo trimestre 2026 le vendite sono arrivate a 445,1 milioni con profitti per 48,8 milioni. L’obiettivo per l’intero anno è portare il fatturato a circa 1,5 miliardi per poi salire a 2,4 miliardi nel 2029. Per l’utile l’asticella è fissata a 130 milioni nel 2026. «L’anno è iniziato bene con un primo trimestre forte», sottolinea l’ad, aggiungendo che - a meno di sorprese - ciò consentirà di riconoscere dividendi generosi ai soci. «Finora l’azienda ha sempre dato dividendi importanti, storicamente distribuiamo oltre il 60% dell’utile. Ci aspettiamo di confermare questa traiettoria».

Il confronto con i competitor internazionali

Inoltre, con questo ritmo di crescita il gruppo con sede a Osnago (Lc) potrebbe performare meglio della media dei competitor. Fonti di mercato spiegano che un business del genere può essere inquadrato guardando ad esempio a gruppi internazionali attivi nel prestito a pegno e nel compro oro, come le statunitensi Ezcorp (1,7 miliardi di market cap) e FirstCash (8,5 miliardi). Per questa categoria di peers alcuni analisti calcolano una crescita media annua del 13% a livello di ricavi e del 18% a livello di ebitda tra 2025 e 2028.

Le proiezioni per Gens Aurea sono più ottimistiche, con un incremento atteso del 35% annuo per il fatturato e del 41% per l’ebitda. Con l’obiettivo, come detto, di ottenere circa 2,4 miliardi di vendite nel 2029. Tuttavia, in termini di multipli il gruppo italiano ha concesso al mercato un certo sconto.

La valutazione della società 

Secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza, Gens Aurea si quota con un multiplo p/e (prezzo/utile) di circa sette volte e un multiplo ev/ebitda di quasi cinque. Cifre che incorporano uno sconto del 40-50% rispetto ai competitor. Di conseguenza, gli analisti che seguono da vicino la società ipotizzano un forte potenziale di crescita, con un range di valutazione medio di oltre 2 miliardi.

«Secondo noi l’azienda può meritare una valutazione superiore a quella ottenuta ma abbiamo deciso di concedere al mercato un certo sconto perché la visibilità che la borsa ci può dare è fondamentale per i nostri progetti di internazionalizzazione», spiega Godano. L’azienda ha oltre 530 punti vendita e ha in programma circa 300 nuove aperture, molte delle quali in Italia e Spagna, ma anche in Paesi non presidiati come la Germania.

L’andamento del prezzo dell’oro

Infine, Gens Aurea ha avviato l’iter per la quotazione circa sei mesi fa, quando il prezzo dell’oro viaggiava sui massimi storici sopra 5.100 dollari l’oncia. Nel frattempo il lingotto ha perso terreno, ma questo non ha inciso sulle scelte del management. «Il prezzo dell’oro è sì sceso, ma oscilla tra 4.100 e 4.200 dollari l’oncia, un livello comunque molto elevato rispetto al passato. In ogni caso non è legato alla performance dell’azienda, né ha influito sul percorso di ipo», conclude Godano. (riproduzione riservata)



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