Nuova riunione in Assogestioni sulla lista di minoranza per l’assemblea del 24 aprile di Generali. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ieri il comitato dei gestori ha esaminato i profili dei potenziali candidati al nuovo board del Leone.
Sul tavolo c’è una long list di 10-12 nomi per arrivare a una short list di 3-4. Il numero dei partecipanti si è ridotto rispetto all’ultimo incontro di venerdì scorso, quando sarebbe stato posto il tema dei conflitti di interesse. Questione sollevata da un parere legale dello studio Annunziata, secondo cui da un lato i soggetti in conflitto di interesse non dovrebbero partecipare al processo e dall’altro, in uno scontro tra opposte cordate che si contendono la governance, Assogestioni non dovrebbe condizionare gli equilibri in assemblea e nel cda.
Alla riunione di ieri avrebbero partecipato i rappresentanti di Eurizon e Fideuram (Intesa Sanpaolo) e, secondo alcune fonti, di Poste, anche se per quanto riguarda il gruppo di Matteo Del Fante non ci sono conferme. Spetterà a questi soggetti trovare un punto di equilibrio tra le forti divergenze emerse sinora nella partita. Oltretutto Ca’ de Sass esprimerà molto probabilmente anche il prossimo presidente di Assogestioni: Maria Luisa Gota amministratore delegato di Eurizon è in pole per raccogliere l’eredità del presidente di Generali Real Estate Carlo Trabattoni.
Assenti sarebbero stati i rappresentanti di Generali (oggetto del processo), di Mediobanca, (promotrice della lista di maggioranza che riconferma Philippe Donnet e Andrea Sironi come ceo e presidente), di Mediolanum, Amundi, Anima e Kairos, questi ultimi perché in potenziale conflitto di interesse dato il peso di Francesco Gaetano Caltagirone, che è socio forte della sgr ma anche di Generali e in procinto di presentare una lista lunga-corta per il Leone.
Se ieri è stato fatto un esame dei nomi proposti dall’head hunter Chaberton Partners, oggi è previsto il voto sulla lista ma non è escluso che i tempi si dilatino ulteriormente per consentire all’associazione di conoscere le mosse degli altri soci rilevanti. D’altronde la scadenza cerchiata in rosso sul calendario per presentare le candidature per il board a Trieste è quella di sabato 29 marzo.
Sono diversi i possibili scenari che vedrebbero coinvolta un’eventuale lista Assogestioni. Il più delicato è quello in cui fosse proprio il fronte Caltagirone-Delfin a vincere, ma con lista corta di 5-6 candidati. In quel caso i consiglieri mancanti da eleggere verrebbero tratti dall’elenco di Mediobanca (avendo più candidati in lizza), e il rappresentante dei gestori si troverebbe così a essere l’ago della bilancia.
Anche nel caso in cui la lista di Piazzetta Cuccia risultasse prima, Assogestioni giocherebbe un ruolo di primo piano. Considerando il fatto che difficilmente la quota di Delfin (che ha chiesto le autorizzazioni per salire stabilmente sopra il 10%) potrà andare al di là di un piccolo arrotondamento, Caltagirone e la cassaforte lussemburghese rischiano di fermarsi alla quota complessiva in portafoglio (circa 17%) senza raccogliere altre preferenze. Un bis di quanto già visto nel 2022.
Con i voti di Unicredit (data in crescita al 10%), la quota dei Benetton (circa 5%; entrambi alla ricerca di un profilo di neutralità) e le preferenze dei fondi passivi, Assogestioni rischierebbe in questo caso di superare addirittura i due imprenditori piazzando nel board ben due consiglieri. Caltagirone vedrebbe ridursi i propri rappresentanti dai tre attuali a due. (riproduzione riservata)