Generali punta sulla sovranità economica europea con un nuovo programma di investimenti da 300 milioni di euro destinato a rafforzare le società del continente, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. Si chiama European Sovereignty Program l'iniziativa lanciata dal gruppo assicurativo triestino, che mira a sostenere innovazione, competitività industriale e resilienza delle filiere strategiche attraverso un portafoglio diversificato di investimenti in equity e debito, mercati quotati e asset privati.
La sfida di rafforzare il tessuto industriale europeo passa anche dalla capacità di trattenere in Europa le aziende innovative. In questa direzione si muove anche la European Tech Champions Initiative (Etci 2.0) della Bei, che punta a mobilitare fino a 80 miliardi di euro per accompagnare oltre 1.500 scale-up tecnologiche nella fase di crescita, colmando la differenza di capitali rispetto a Stati Uniti e Asia.
Il programma avrà la struttura di un fondo di fondi e sarà gestito facendo leva sulle competenze delle società di Generali Investments Holding. L'obiettivo è canalizzare capitale privato verso settori considerati strategici per l'autonomia europea, in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, trasformazioni industriali e dalla necessità di rafforzare le catene del valore.
Filippo Casagrande, Chief of Investments di Generali Investments, sottolinea a MF-Milano Finanza che «la struttura industriale europea è statica, la nostra capitalizzazione è bassa rispetto a quella Usa, dominata dal comparto tecnologico. I prezzi dell'elettricità in Europa sono due-tre volte superiori e soffriamo il controllo cinese sulle materie prime critiche». Generali ha quindi ideato questo progetto «per aiutare l'Europa a diventare più autonoma, partendo da 300 milioni di euro che investe il gruppo», aggiunge il manager. «Miriamo però ad attirare anche gli investimenti di altri soggetti istituzionali, come è avvenuto in Italia con il Fondo Nazionale Strategico Indiretto - Fnsi - che inserisce in portafoglio le pmi di Piazza Affari. Il progetto parte subito a luglio, abbiamo messo a punto tre comparti per alimentare le filiere industriali europee su energia pulita, cyber, infrastrutture e materiali: equity quotato, finanziamenti a pmi e selezione di gestori specializzati in private equity e infrastrutture».
La componente dedicata agli investimenti privati e alle infrastrutture sarà affidata a Generali Asset Management, che gestirà due comparti: uno focalizzato sul private equity e sulle infrastrutture e uno dedicato al direct lending, ovvero il finanziamento diretto alle imprese senza passare dal canale bancario tradizionale. Sycomore Asset Management, invece, sarà responsabile del comparto azionario quotato, con un'attenzione particolare alle pmi attive nei settori strategici.
Dal punto di vista geografico, il programma sarà concentrato prevalentemente sull'Europa continentale, con un focus su Italia, Francia e Germania, tre dei principali poli industriali del continente.
Generali punta in particolare sulle aziende che operano nei settori legati alla transizione energetica, alla digitalizzazione, alla cybersecurity e all'intelligenza artificiale, oltre che sulle infrastrutture critiche e sulle filiere industriali considerate essenziali per la sicurezza economica europea.
«Il nuovo programma rafforza il nostro impegno a sostenere la crescita dell'economia reale europea in una fase di crescente incertezza geopolitica», ha spiegato il group ceo Philippe Donnet, sottolineando il ruolo dell'assicuratore come investitore di lungo periodo in grado di mobilitare capitali a supporto della competitività del continente.
Luca Cetrano, group chief investment officer di Generali, ha evidenziato come l'iniziativa punti a indirizzare risorse verso imprese, pmi e infrastrutture, combinando investimenti in attività pubbliche e private secondo un approccio di investimento responsabile.
Il programma nasce anche sulla scia dei rapporti Draghi e Letta sulla competitività europea, che hanno evidenziato la necessità di colmare il divario di investimenti in innovazione, energia, infrastrutture e tecnologia. In questo scenario, secondo Generali, il capitale privato può svolgere un ruolo complementare rispetto alle risorse pubbliche, soprattutto per sostenere le pmi, che rappresentano la componente centrale del tessuto produttivo europeo ma spesso incontrano difficoltà nell'accesso a finanziamenti di lungo periodo.
Lo European Sovereignty Program si inserisce nel più ampio impegno di Generali a favore dell'economia reale. Il progetto rappresenta infatti un'evoluzione di iniziative precedenti, tra cui il piano Fenice 190, lanciato nel 2021, che ha mobilitato complessivamente 3,5 miliardi di euro a sostegno della ripresa economica europea.
Con il nuovo programma, Generali punta quindi a replicare un modello di investimento paziente e diversificato, destinando capitale verso aziende e settori ritenuti cruciali per costruire un'Europa autonoma, innovativa e competitiva. (riproduzione riservata)