Un nuovo segnale di deterioramento nelle relazioni tra Cina e Unione Europea è emerso con la cancellazione improvvisa da parte di Pechino di due importanti incontri diplomatici previsti per questo mese. Il primo era un incontro ministeriale sulle questioni digitali, il secondo prevedeva una riunione con Olof Skoog, vice segretario generale del Servizio europeo per l’azione esterna. Lo riferisce il Financial Times, interpretando la mossa come una risposta politica alle recenti politiche europee.
Al centro dello scontro ci sono le misure di Bruxelles volte a limitare la presenza cinese in settori strategici. Pechino ha intensificato la pressione diplomatica contro alcune iniziative legislative europee, ritenute penalizzanti per le proprie aziende, come l’Industrial Accelerator Act, proposta che potrebbe escludere i prodotti cinesi dagli appalti pubblici europei e mettere freni all’acquisizione di società del blocco da parte di gruppi esteri.
Ma c’è anche la questione della sicurezza informatica, con l’aggiornamento delle norme sulla cybersicurezza che minaccia di escludere Huawei dalle reti di telecomunicazione e dalle infrastrutture energetiche, come i sistemi solari.
Nei primi cinque mesi dell'anno, le esportazioni cinesi verso l’Ue sono aumentate del 16,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo incremento preoccupa Bruxelles, che vede nel successo commerciale cinese l’ombra di sussidi pubblici che alterano la concorrenza.
Mentre i media statali cinesi iniziano a evocare apertamente il rischio di una «guerra commerciale» la diplomazia del rinvio sembra essere diventata la norma: già lo scorso anno l’Ue aveva agito in modo simile, posticipando un incontro economico per lamentare la mancanza di progressi nelle controversie commerciali. (riproduzione riservata)