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Stefano Besseghini, presidente Arera
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Gas & luce, arriva la bolletta semplificata. Ecco cosa cambierà per i consumatori

di Angela Zoppo
17 giugno 2025, 12:40 Ultimo aggiornamento: 17:14

Le novità annunciate dal presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, nella Relazione Finale 2025. Italia ancora troppo dipendente dalle importazioni: la proposta è di disaccoppiare i prezzi delle fonti energetiche per evitare che il costo del metano influenzi quello delle rinnovabili | Bollette alle stelle: perché l’energia costa così tanto in Italia

Dal primo luglio 2025, un anno dopo la completa liberalizzazione del mercato elettrico, le bollette di luce e gas cambieranno: sarà introdotto lo «scontrino dell’energia», un riepilogo sintetico che mostrerà chiaramente quanto si è speso, secondo la formula quantità per prezzo. Lo ha annunciato il presidente di Arera, Stefano Besseghini, durante la presentazione della Relazione annuale dell’Autorità, martedì 17 giugno a Roma. Al centro della Relazione 2025 due temi chiave per famiglie e imprese: il costo dell’energia e la trasparenza delle bollette.

Nell’intento dell’Arera, la riforma è pensata per semplificare la vita ai consumatori, rendere le offerte confrontabili e aumentando la consapevolezza su quanto si paga e perché. Accanto allo scontrino, sarà presente il «Box offerta», con tutte le informazioni economiche fondamentali del contratto in uso: nome dell’offerta, modalità di calcolo del prezzo, scadenze contrattuali e codice identificativo.

Caro energia: disaccoppiare i prezzi

Resta il fatto che, come ha sottolineato Besseghini, l’Italia è ancora troppo dipendente dalle materie prime di importazione, il che rende il sistema vulnerabile ai picchi dei prezzi internazionali. Per questo si guarda alla possibilità di disaccoppiare i prezzi tra le fonti di produzione, evitando che il costo del gas influenzi anche le rinnovabili. Una misura che, a detta dell’Autorità di settore, potrebbe stabilizzare i prezzi in bolletta.

Intanto, guardando a quanto gli italiani hanno pagato l’energia nel quadriennio 2020-2024, il servizio di tutela è stato mediamente più conveniente del 19% rispetto al mercato libero, ma durante la crisi del 2022-2023 la tendenza si è invertita. A dimostrazione, secondo Arera, che serve un sistema più resiliente, meno esposto alle oscillazioni del mercato. Nel frattempo, nel 2024 sono stati erogati 2,8 milioni di bonus elettrici e 1,7 milioni per il gas, in automatico grazie all’incrocio tra dati fiscali e utenze. Dal 2025 è partito anche il bonus rifiuti, destinato a circa tre milioni di famiglie in difficoltà, con uno sconto del 25% sulla Tari.

Per far fronte ai picchi dei prezzi, è stato inoltre riconosciuto un contributo straordinario di 200 euro, misura una tantum a sostegno delle famiglie più esposte.

Serve una rete più forte

La stabilità dei costi, nella visione dell’Arera, passa anche da una rete più solida. Per questo, come già nella Relazione 2024, è stata ribadito la necessità di piani straordinari di investimento pluriennale, che potenzino la capacità delle infrastrutture energetiche e accompagnino la transizione verso fonti rinnovabili. Anche l’efficienza energetica è una leva da rafforzare per contenere i consumi e quindi la spesa.

La Relazione 2025 ha coinciso col trentesimo anniversario della legge istitutiva dell’Autorità. Besseghini, che è in scadenza di mandato, ne ha colto l’occasione per riflettere anche sulle grandi trasformazioni globali, dalle guerre alla pandemia, fino alla digitalizzazione. «In un mondo dominato dall’immediatezza digitale e da incertezze quasi medievali, la regolazione deve garantire stabilità, equilibrio tra interessi e trasparenza», ha detto. Un passaggio anche sul fronte dell’intelligenza artificiale, l’Arera chiede chiarezza: sì agli algoritmi, ma devono essere spiegabili e controllabili, soprattutto nei servizi pubblici. (riproduzione riservata)



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