Dal primo luglio 2025, un anno dopo la completa liberalizzazione del mercato elettrico, le bollette di luce e gas cambieranno: sarà introdotto lo «scontrino dell’energia», un riepilogo sintetico che mostrerà chiaramente quanto si è speso, secondo la formula quantità per prezzo. Lo ha annunciato il presidente di Arera, Stefano Besseghini, durante la presentazione della Relazione annuale dell’Autorità, martedì 17 giugno a Roma. Al centro della Relazione 2025 due temi chiave per famiglie e imprese: il costo dell’energia e la trasparenza delle bollette.
Nell’intento dell’Arera, la riforma è pensata per semplificare la vita ai consumatori, rendere le offerte confrontabili e aumentando la consapevolezza su quanto si paga e perché. Accanto allo scontrino, sarà presente il «Box offerta», con tutte le informazioni economiche fondamentali del contratto in uso: nome dell’offerta, modalità di calcolo del prezzo, scadenze contrattuali e codice identificativo.
Resta il fatto che, come ha sottolineato Besseghini, l’Italia è ancora troppo dipendente dalle materie prime di importazione, il che rende il sistema vulnerabile ai picchi dei prezzi internazionali. Per questo si guarda alla possibilità di disaccoppiare i prezzi tra le fonti di produzione, evitando che il costo del gas influenzi anche le rinnovabili. Una misura che, a detta dell’Autorità di settore, potrebbe stabilizzare i prezzi in bolletta.
Intanto, guardando a quanto gli italiani hanno pagato l’energia nel quadriennio 2020-2024, il servizio di tutela è stato mediamente più conveniente del 19% rispetto al mercato libero, ma durante la crisi del 2022-2023 la tendenza si è invertita. A dimostrazione, secondo Arera, che serve un sistema più resiliente, meno esposto alle oscillazioni del mercato. Nel frattempo, nel 2024 sono stati erogati 2,8 milioni di bonus elettrici e 1,7 milioni per il gas, in automatico grazie all’incrocio tra dati fiscali e utenze. Dal 2025 è partito anche il bonus rifiuti, destinato a circa tre milioni di famiglie in difficoltà, con uno sconto del 25% sulla Tari.
Per far fronte ai picchi dei prezzi, è stato inoltre riconosciuto un contributo straordinario di 200 euro, misura una tantum a sostegno delle famiglie più esposte.
La stabilità dei costi, nella visione dell’Arera, passa anche da una rete più solida. Per questo, come già nella Relazione 2024, è stata ribadito la necessità di piani straordinari di investimento pluriennale, che potenzino la capacità delle infrastrutture energetiche e accompagnino la transizione verso fonti rinnovabili. Anche l’efficienza energetica è una leva da rafforzare per contenere i consumi e quindi la spesa.
La Relazione 2025 ha coinciso col trentesimo anniversario della legge istitutiva dell’Autorità. Besseghini, che è in scadenza di mandato, ne ha colto l’occasione per riflettere anche sulle grandi trasformazioni globali, dalle guerre alla pandemia, fino alla digitalizzazione. «In un mondo dominato dall’immediatezza digitale e da incertezze quasi medievali, la regolazione deve garantire stabilità, equilibrio tra interessi e trasparenza», ha detto. Un passaggio anche sul fronte dell’intelligenza artificiale, l’Arera chiede chiarezza: sì agli algoritmi, ma devono essere spiegabili e controllabili, soprattutto nei servizi pubblici. (riproduzione riservata)