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Matteo del Fante, ceo di Poste Italiane
Matteo del Fante, ceo di Poste Italiane
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Fusione Poste-Tim è pura sovranità digitale

18 aprile 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 18:27

L’integrazione tra Poste Italiane e Tim creerà un colosso digitale da oltre 72 milioni di contratti, ridisegnando gli equilibri del mercato italiano e inserendosi in una più ampia ondata di m&a in Europa nel settore delle telecomunicazioni

L’integrazione tra Poste Italiane e Tim creerebbe un gigante da oltre 24 milioni di clienti nel settore della telefonia mobile, perché il nuovo gruppo unirebbe i circa 19 milioni di clienti mobile di Telecom con i quasi 5 milioni di utenze di PosteMobile, dominando il mercato italiano.

Ma queste cifre riguardano solo la telefonia. Da governare c’è un intero mondo in movimento e non solo i concambi dell’opas lanciata dal gruppo di Matteo Del Fante sull’azienda di tlc, i cui calcoli effettivi saranno fatti a estate avanzata. Se si guarda ai clienti complessivi delle due società il numero delle persone interessate all’Amazon italiana, che sarebbe meglio chiamarla Amazon-Meta, cresce.

Tim Vision ha anche quasi 2 milioni di clienti, che sono poi famiglie, le quali ricevono il segnale per la loro smart tv a casa. Poste è un colosso. Ha 46 milioni di clienti finanziari, di cui 35,6 utilizzatori di carte di pagamento e 3,6 milioni di assicurati. Si tratta quindi, pur contando mele con pere (ma il mercato digitale non fa la sua fortuna proprio grazie a questa addizione sommando chi fruisce degli stessi contenuti su pc, smartphone, tv e ipad?) di 21 milioni di italiani lato Tim e altri 51 milioni fronte Poste: totale 72 milioni di contratti, molto più degli italiani e un numero enorme di dati da gestire, la vera ricchezza cloud da custodire, per evitare che questo scrigno finisca in mani straniere, con tutte le conseguenze del caso.

Sicurezza nazionale e gestione dei dati

Poste-Tim è perciò un’operazione che attiene anche alla sicurezza nazionale, e questo i nostri sistemi lo sanno bene, perché gestisce i dati di 72 milioni di clienti, con tutte le conseguenze legate alla loro conservazione e al loro sfruttamento. È come se nascesse in Italia una nuova internet, viste le difficoltà legate al settore delle telecomunicazioni, come ha ricordato su Milano Finanza dell’11 aprile il ceo di Tim, Pietro Labriola.

L'evoluzione verso l'intelligenza artificiale e i nuovi servizi

Con la nuova Meta-Amazon italiana il Paese può evolvere verso quell’universo che la tecnologia e l’evoluzione dell’Ai stanno già definendo: un mondo che userà le applicazioni con un comando vocale e non più con un click e che trasformerà non solo la percezione visiva della realtà, come ha capito da tempo Luxottica con i suoi occhiali intelligenti (e chissà che il prossimo passo di Poste-Tim non sia un accordo con Essilux), ma anche la sua fruizione finanziaria, dove Revolut ne è un esempio chiaro perché ha bypassato banche e carte di pagamento.

Il consolidamento del mercato europeo: il caso francese

Che il mondo sia in movimento lo conferma un’operazione annunciata venerdì 17 aprile in Francia, la quale appare una risposta proprio a Poste-Tim. Gli operatori di telecomunicazioni francesi Bouygues, Iliad-Free e Orange hanno presentato un’offerta migliorata di 20,35 miliardi di euro per acquistare la rivale Sfr da Altice France.

Le tre società, che operano come consorzio, si erano viste rifiutare da Altice un’offerta da 17 miliardi di euro in ottobre ma i colloqui erano soltanto rimandati. Un accordo del genere darebbe una scossa a uno dei mercati delle telecomunicazioni più competitivi d’Europa. In una lettera ai dipendenti, visionata da Reuters, l’amministratore delegato di Altice France Arthur Dreyfuss e il suo omologo di Sfr Mathieu Cocq hanno confermato che sono in corso colloqui esclusivi con le tre società. Un tempo una telefonata allungava la vita, ora è la persona a dare ulteriore vita alle aziende digitali. Quello che sta accadendo in Italia e in Francia lo dimostra. (riproduzione riservata)



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