Chiusura poco mossa per l'azionario europeo. A Milano il Ftse Mib ha segnato un -0,03% a 33.736 punti.
Ieri la Banca Centrale degli Stati Uniti, come da previsioni, ha lasciato i tassi invariati, decisione presa all'unanimità.
Sul fronte dei dati macro, l'Hcob Pmi del settore manifatturiero dell'Eurozona ha registrato per il ventiduesimo mese consecutivo un valore inferiore alla soglia di non cambiamento dei 50 punti. Attestandosi a quota 45,7, in discesa dai 46,1 di marzo, l'indice principale ha segnalato un tasso di contrazione leggermente più veloce delle condizioni operative del settore manifatturiero dell'area euro.
Passando agli Usa, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 208.000 unit , invariate rispetto al dato rivisto della settimana precedente e contro un consenso a 211.000 unità.
A piazza Affari positive le banche, con il comparto europeo che è tornato sotto i riflettori alla luce del potenziale merger tra Bbva e Banco Sabadell: B.Mps +5,12%, Banco Bpm +1,84%, Intesa Sanpaolo +1,36%, Unicredit +0,93%, Bper +0,82%, .
Sempre nel comparto dei finanziari, Generali Ass. è salita dell'1,31%, complice la promozione a outperform da parte di Autonomous Research.
Ancora vendite, invece, su Stellantis (-4,31% a 19,98 euro), che ha pagato una serie di tagli di target price da parte degli analisti. Hanno abbassato il prezzo obiettivo sul titolo Mediobanca Research, Equita Sim, Intesa Sanpaolo, Deutsche Bank, Bnp Paribas Exane.