Le Ferrovie dello Stato Italiane studiano la tecnologia Hypertransfer. Rfi e Fs hanno siglato con il Ministero delle infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, la Regione Puglia e l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio - Porto di Taranto un protocollo d'intesa volto a sperimentare nel trasporto ferroviario di sistemi di levitazione magnetica. Si tratta di una soluzione open source basata su capsule che viaggiano in sospensione all'interno di tubi d'acciaio a una velocità massima di 1200 chilometri orari.
L'idea risale al '900 ma è stata ripresa, aggiornata e resa celebre da un paper pubblicato nel 2013 da Elon Musk che l'ha ribattezzata Hyperloop. Da allora diverse società si sono cimentate nel suo sviluppo e il protocollo siglato ieri mira a individuarne una con cui realizzare uno studio di fattibilità avanzato da 4 milioni di euro. Se l'analisi darà risultati soddisfacenti, le parti coinvolte stanzieranno nuovi fondi utili a realizzare un prototipo per poi valutare le possibilità di adottare la tecnologia sulla rete ferroviaria regionale e nazionale. Hyperloop potrebbe infatti sia sovrapporsi sia affiancarsi alle infrastrutture esistenti, consentendo di spostare merci e persone ad altissima velocità. Dopo il progetto pilota in Puglia, in altri termini, la lievitazione magnetica potrebbe arrivare sui binari di tutta Italia.
«Il Protocollo firmato oggi dimostra che, accanto agli investimenti senza precedenti sullo sviluppo dei sistemi di mobilità sostenibile finanziati grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e a fondi nazionali, l'Italia guarda al futuro e si pone all'avanguardia nello sviluppo tecnologico applicato alla mobilità sostenibile, garantendo il massimo della sicurezza», ha dichiarato il titolare del Mims, Enrico Giovannini, rimarcando i possibili sviluppi in campo industriale e le positive ricadute occupazionali. «Siamo in prima fila nello studio e nello sviluppo di sistemi innovativi per migliorare la mobilità dei viaggiatori e delle merci» ha aggiunto l'ad di Rete Ferroviaria Italiana, Vera Fiorani. «In quest'ottica siamo impegnati da anni attraverso partnership con importanti aziende europee del settore che ci consentono di approfondire i nuovi sistemi di trasporto avanzati a levitazione magnetica e la loro potenziale applicabilità nei nostri territori».
«Il coinvolgimento di Rfi nel progetto è fondamentale per modernizzare le infrastrutture di trasporto nei territori dove l'alta velocità non arriva: in Puglia la lievitazione magnetica potrebbe essere applicata in almeno tre tratte», osserva Bibop Gresta, co-fondatore dell'americana Hyperloop TT e numero uno della filiale italiana che detiene l'esclusiva sulle licenze della startup nel Paese. «Abbiamo identificato 12 linee realizzabili in Italia al 2050 e stiamo dialogando con sei Regioni», prosegue. «A seconda delle tratte, il costo di posa della tecnologia Hyperloop varia da 25/30 a 50 milioni al chilometro, circa la metà rispetto all'alta velocità, e la sua alimentazione è al 100% con energie rinnovabili».
Lo studio di fattibilità, l'eventuale successiva costruzione del prototipo e la certificazione di sicurezza richiederanno comunque anni. Ciò non toglie che l'interesse delle Ferrovie per la tecnologia sia significativo anche perché si somma ad altri progetti avviati in Italia. A marzo 2022 Mims, Veneto e Concessioni Autostradali Venete hanno firmato un protocollo d'intesa per la sperimentazione di Hypertransfer nella regione, a cominciare dalla tratta Padova-Venezia. In questo caso i tunnel potrebbero sorgere accanto alle autostrade, diventando una sorta di quarta corsia. «Il piano prevede la realizzazione del primo prototipo funzionante entro il 2026, in tempo per le Olimpiadi di Milano-Cortina, ma per il trasporto merci e passeggeri servirà probabilmente più tempo», rimarca il numero uno di Hyperloop Italia che prende parte anche alla gara indetta in Veneto in consorzio con alcune grandi imprese. «Visto il grande interesse di ministeri e governatori», conclude però Gresta, «chissà, lo sviluppo di Hyperloop potrebbe accelerare». (riproduzione riservata)