L’antefatto: nel 2019, il senatore ciociaro della Lega Gianfranco Rufa ha presentato un disegno di legge che prevede l’estensione delle risorse ricavate dai versamenti del 5x1000 nella dichiarazione fiscale al finanziamento di Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia penitenziaria, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Esercito, Aeronautica e Marina militare, destinandole inoltre «al sostegno, l’assistenza e attività in favore di congiunti di appartenenti alle rispettive amministrazioni deceduti per causa di servizio».
Gli sviluppi: approvato dal Senato, ora il provvedimento è in discussione presso la Commissione Bilancio della Camera e procede nel suo iter verso la conferma definitiva. Inevitabilmente dura e compatta la reazione del Terzo Settore, che con un comunicato sottoscritto da alcune delle principali associazioni che ne fanno parte - ActionAid, AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), Emergency, FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), Fondazione Lega del Filo d’Oro Onlus, Save the Children, Fondazione Telethon – ha chiesto al Parlamento di non snaturare una risorsa indispensabile per il circuito del Non profit in Italia. «Dal 2006, il 5x1000 consente agli enti del Terzo Settore di svolgere attività di interesse generale con ampia ricaduta sociale che diversamente non si potrebbero realizzare», si legge nel comunicato. «Attraverso questo strumento di sussidiarietà fiscale, lo Stato dà al contribuente la possibilità di decidere a chi destinare una quota delle imposte dovute, scegliendo fra gli enti non profit che perseguono finalità e interessi generali collegati all’educazione, alla ricerca scientifica o a quella sanitaria, alla cultura, alla tutela delle persone con disabilità, all’assistenza e all’inclusione sociale. Requisito fondamentale è che abbiano ampie ricadute sociali che vadano oltre il beneficio al singolo soggetto destinatario e siano volte al perseguimento del principio di sussidiarietà orizzontale tipico del Terzo Settore». Gli enti firmatari del documento non negano che la Polizia, le Forze armate e gli altri organismi chiamati in causa dal disegno di legge svolgano funzioni essenziali per la sicurezza dei cittadini, ma ritengono che la loro attività non dovrebbe essere sostenuta togliendo risorse al Terzo Settore, che svolge un ruolo determinante e insostituibile a beneficio della collettività.
Gli interrogativi: i termini della questione appaiono dunque sufficientemente chiari. L’anello mancante, semmai, è il parere dei milioni di contribuenti italiani che da anni scelgono di destinare una quota dell’imposta Irpef al sostegno di associazioni che svolgono attività socialmente rilevanti, ma un sondaggio in questo senso non risulta sia stato ancora realizzato. Nel caso, molti potrebbero di sicuro riconoscere la legittimità, e anche la valenza morale, della proposta leghista. Altri, invece, avrebbero argomenti per obiettare che, una volta snaturata la legge che definisce i contorni il 5x1000, tanto varrebbe destinare fondi anche ad altre istituzioni, come, per esempio, il servizio sanitario nazionale o la scuola pubblica, usciti entrambi piuttosto malconci dall’esperienza pandemica. I cui costi, proprio come nel caso dei servizi di sicurezza cui fa riferimento il progetto Rufa, sono per costituzione a carico dello Stato. E che se proprio si volesse intervenire in suo soccorso, forse sarebbe più logico intensificare il contrasto alla storica piaga dell’evasione fiscale. Forse.
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