Oltre 137 milioni di euro di fondi europei destinati all’agricoltura finiscono sotto la lente dei controlli. Nel biennio 2022-2023 in Italia sono state segnalate 1.433 irregolarità e frodi nella gestione delle risorse europee per la Politica agricola comune e lo sviluppo rurale, mentre la Procura europea ha aperto 117 indagini per sospette truffe legate a false dichiarazioni, documenti contraffatti e opere mai realizzate.
I dati emergono dall’analisi condotta dalla Corte dei conti sullo Stato della prevenzione e del contrasto alle irregolarità, frodi, corruzione e conflitti di interesse nella gestione della Pac. Nel complesso, le segnalazioni riferite al biennio 2022-2023 ammontano a 137,6 milioni di euro, mentre sul fronte giudiziario la magistratura contabile ha pronunciato 230 sentenze di condanna tra il 2020 e il 2023, con 34,6 milioni di euro da restituire.
Il report evidenzia come le irregolarità più ricorrenti riguardino falsificazioni documentali, false attestazioni sulla disponibilità dei terreni, assenza dei requisiti soggettivi dei beneficiari, mancata realizzazione delle opere finanziate e false rendicontazioni. Un quadro che conferma la vulnerabilità di una delle principali voci di spesa del bilancio europeo, nonostante il rafforzamento dei sistemi di controllo negli ultimi anni.
Proprio sul versante dei controlli, la Corte dei conti segnala un cambio di passo tecnologico. Nell’ultimo biennio si è intensificato l’impiego di strumenti informatici integrati e tecnologie avanzate, inclusi controlli satellitari, che hanno introdotto elementi di innovazione rilevanti nelle attività di coordinamento e indirizzo. L’obiettivo è intercettare in anticipo le anomalie, riducendo il rischio di erogazioni indebite e migliorando la tracciabilità della spesa.
I progressi, tuttavia, non bastano. Tra le raccomandazioni rivolte alle amministrazioni competenti, la Corte indica la necessità di costruire una vera rete di sistema: rafforzare i canali di comunicazione e lo scambio dei dati, potenziare banche dati uniche, arrivare alla standardizzazione completa di procedure e metodologie di lavoro, oltre a investire in una formazione comune del personale coinvolto nei controlli.
Sul fronte dell’innovazione digitale, l’invito è ad accelerare ulteriormente. Serve una maggiore interoperabilità tra i sistemi informativi, uno scambio più efficace delle informazioni e l’adozione di strumenti in grado di garantire una governance dei dati che integri tecnologia, processi organizzativi e risorse umane. (riproduzione riservata)