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Focus sui titoli auriferi

di Gianluca Defendi
08 aprile 2024, 08:15 Ultimo aggiornamento: 08:30

La volata dell’oro continua, con il metallo giallo che ha superato 2.300 dollari l’oncia (prezzo spot) giovedì 4, ma i titoli auriferi sono rimasti decisamente indietro. La loro performance media, sintetizzata dall’indice Nyse Arca Gold Miners, a uno, due e tre anni è infatti pari a -3%, -10% e -1%, mentre quella del metallo prezioso alle stesse date è rispettivamente del +13%, +7% e +9%. Le ragioni? Innanzitutto le azioni aurifere tendono ad avere una natura ciclica, essendo influenzate dal livello dell'attività economica. Inoltre la crescita dell'inflazione ha comportato un incremento dei prezzi dei fattori di produzione mineraria, come energia, manodopera e attrezzature. «I costi totali di produzione dell'oro (All-In-Sustaining Costs, Aisc), che comprendono l'intero costo di produzione del metallo prezioso, inclusa l'esplorazione e la messa in funzione di nuove miniere, sono aumentati», dice Aneeka Gupta, direttore della ricerca macro di WisdomTree in Europa. Senza contare il fatto che man mano che la quantità di oro in una miniera si avvicina all'esaurimento, l'estrazione diventa più difficile e costosa. 


 

Lo sfasamento tra la performance dell'oro e quella dei titoli azionari «è stato probabilmente determinato, in larga misura, dall'aumento dei costi operativi che si è registrato nel corso degli ultimi anni, e che non ha consentito l'espansione dei margini tipicamente implicita nell'aumento del prezzo dell'oro», sottolinea anche Imaru Casanova, portfolio manager di VanEck. Non bisogna poi dimenticare i temi Esg (Environmental, social, governance) che hanno acquisito un peso importante per le società aurifere. Se la sicurezza è stata storicamente una priorità assoluta, i fattori Esg sono adesso necessari per fidelizzare gli azionisti. Una metrica Esg ben nota è quella delle emissioni di gas serra (Ghg). «La maggior parte di queste società ha fissato obiettivi per ridurre le emissioni nel tempo, accompagnati da piani di spesa in conto capitale per raggiungere i target» aggiunge l’esperto di WisdomTree. Del resto, come fa notare Alessandro Guzzini, ceo di Finlabo sim, occorre tener presente le diverse funzioni che assolve il lingotto: «l'oro viene acquistato, almeno in questo periodo, principalmente da alcune banche centrali che hanno modificato il mix delle proprie riserve privilegiando il metallo giallo al dollaro Usa, le azioni aurifere invece sono spesso possedute da fondi attivi ed hedge fund». Ed entrambe queste categorie di fondi vengono da un periodo di significativi deflussi. 

 

In un settore che finora non ha brillato, la selezione consente però di individuare, secondo analisti e gestori, alcune occasioni. Tra i nomi più interessanti, il portfolio manager di VanEck, segnala Bellevue Gold e Alamos Gold. La prima è una società australiana junior di estrazione, nota soprattutto per il progetto, di alto livello, in Australia occidentale. Il completamento della costruzione dell'impianto nel 2023 ha permesso alla società di aumentare il proprio standard, da sviluppatore a produttore a tutti gli effetti. « A mio avviso», dice Casanova, «questo dovrebbe tradursi in un miglioramento dei multipli di valutazione del titolo nell’anno in corso e, probabilmente, anche negli anni a venire». Alamos Gold è invece un produttore canadese di medio livello con asset consolidati e di alta qualità in Nord America. Inoltre la recente acquisizione di Argonaut Gold dovrebbe permettergli di realizzare sinergie immediate. Sempre restando nel settore, la scelta dello specialista di WisdomTree cade su Newmont Mining, Agnico Eagle Mines e Endeavour Mining. Nel dettaglio, Newmont Mining ha riportato un utile del quarto trimestre 2023 ben al di sopra delle aspettative. Per compensare la riduzione del dividendo, ha annunciato un riacquisto di azioni per 1 miliardo di dollari. Sul fronte dei conti, ha superato le previsioni anche Agnico Eagle Mines. Il risultato è stato ottenuto grazie all'aumento della produzione, alla riduzione dei costi di cassa e degli ammortamenti. Sebbene la previsione dei costi di cassa per il 2024 sia elevata, le riserve auree sono aumentate del 10,5% su base annua e ci sono stati molti aggiornamenti sulle esplorazioni. Risultati finanziari contrastanti invece per Endeavour Mining, che tuttavia, a parere del money manager, beneficerà del completamento di due progetti di crescita chiave, ridurrà la leva finanziaria e aumenterà il rendimento del capitale. (riproduzione riservata)



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