Il 9 febbraio, vigilia della festività cinese che dà il via alle celebrazioni del Capodanno lunare, il Capo di Stato cinese, Xi Jinping (nella foto), si è recato nel Parco Nazionale per l'innovazione tecnologica di Xinchuang, nel distretto di Yizhuang, a Beijing, dando il via alla prima ispezione interna dell’anno. Qui, ha visitato la sala espositiva per acquisire informazioni sull'innovazione nei settori dell’intelligenza artificiale, della robotica e altri, e sugli sforzi accelerati di Beijing per costruire un polo internazionale di innovazione scientifica e tecnologica. La visita ha lanciato un chiaro messaggio sulla priorità assoluta della Cina per il 2026: l’innovazione tecnologica come motore della modernizzazione.
Il Parco Nazionale per l’Innovazione Tecnologica di Xinchuang, cuore di questa visita, rappresenta il simbolo più eloquente di una trasformazione radicale. Trent’anni fa, Yizhuang era una distesa di campi agricoli alla periferia della capitale. Oggi, è diventata la principale base per le industrie ad alta tecnologia. Il Parco Nazionale per l'innovazione tecnologica di Xinchuang attualmente ospita oltre il 90% delle principali aziende cinesi del settore tecnologico dell’informazione, con più di 1000 imprese insediate, formando un ecosistema completo che va dai sistemi operativi al software applicativo.
Ma ciò che colpisce non sono solo i numeri, quanto il modello operativo. Qui, la catena del valore è incredibilmente compatta: piani diversi dello stesso edificio collegano le diverse fasi produttive, e le sale caffè diventano laboratori di cooperazione.
Questo ambiente sinergico, rafforzato da partnership con le migliori università, è il terreno fertile su cui la Cina punta a coltivare i settori del domani: intelligenza artificiale, informazione quantistica e reti 6G.
Passeggiando tra le “piazze della potenza di calcolo” e i suoi “supermercati di modelli”, si respira un’atmosfera che ricorda le Silicon Valley di tutto il mondo, ma con un’impronta distintiva: quella di una “città dell’informazione in un parco”, dove l’alta tecnologia si fonde con spazi verdi e un lago. Un esperimento urbano-tecnologico il cui simbolo più spettacolare è stata, nell’aprile 2025, la prima mezza maratona al mondo per robot umanoidi, con il traguardo situato proprio nel Parco Nazionale Xinchuang.
La scelta di Yizhuang per la prima visita ufficiale dell’anno del Capo di Stato non è casuale. È il coronamento di un ciclo virtuoso e l’apertura di uno nuovo. Durante il 14° Piano Quinquennale (2021-2025), Beijing ha consolidato la sua posizione di hub scientifico globale: intensità degli investimenti in R&D tra le più alte al mondo, numero di aziende unicorno in testa alla classifica cinese, brevetti ad alto valore e imprese high-tech del tipo piccoli giganti raddoppiati. Sono stati formati tre cluster industriali da mille miliardi di RMB e sette da centinaia di miliardi.
Ora, con il 15° Piano Quinquennale (2026-2030) appena iniziato, l’obiettivo si fa più ambizioso. Il piano di Beijing parla esplicitamente di diventare “un’importante fonte globale di scienza” e “un hub centrale per l’innovazione aperta”. La strategia è chiara: spingere sull’integrazione profonda tra scoperta scientifica e applicazione industriale per generare nuove forze produttive di qualità.
Due mesi fa, la Conferenza Centrale sul Lavoro Economico ha disegnato la geografia di questa sfida, decidendo di potenziare non uno, ma tre poli di innovazione internazionale: l’area di Beijing-Tianjin-Hebei, il Delta dello Yangtze con Shanghai, e la Grande Baia Guangdong-Hong Kong-Macao. L’espansione del centro di Beijing all’intera regione circostante ha uno scopo strategico preciso: promuovere l'integrazione profonda tra innovazione scientifica e tecnologica e innovazione industriale, per moltiplicare le sinergie.
Il tema è così cruciale da essere al centro della prima sessione di studio collettivo dell’anno del massimo organo decisionale cinese, dedicata proprio alla pianificazione delle industrie future. Poco dopo, la visita a Yizhuang ha ribadito il concetto: “La chiave per costruire una potenza moderna risiede nell’indipendenza e nell’autorafforzamento scientifico e tecnologico”.
Il messaggio per il mondo esterno, e soprattutto per la comunità scientifica e imprenditoriale globale, è duplice. Da un lato, la Cina intende sfruttare la capacità di concentrare risorse su obiettivi nazionali prioritari. Dall’altro, l’enfasi su “innovazione aperta” e “polo globale” lascia intendere che la strada scelta non è l’autarchia, ma una collaborazione da posizione di forza.
L’avvio del 15° Piano Quinquennale si gioca sulla capacità di generare innovazione disruptive. Yizhuang, con la sua storia di trasformazione e il suo presente di sperimentazione, è sia un modello che una promessa. (riproduzione riservata)