Si è aperta il 5 marzo alla Grande Sala del Popolo di Beijing la quarta sessione della XIV Assemblea Nazionale del Popolo (ANP). Come ogni anno, le «Due Sessioni» (la sessione annuale dell'Assemblea Nazionale del Popolo e quella del Comitato Nazionale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese) rappresentano un'importante finestra per osservare gli orientamenti della politica economica cinese.
L'edizione di quest'anno è particolarmente speciale: non si limita alla consueta relazione annuale sul lavoro del governo, ma esaminerà e approverà anche le Linee Guida del XV Piano Quinquennale, il documento che delineerà lo sviluppo economico e sociale della Cina per il periodo 2026-2030, dalla pianificazione dello sviluppo alla costruzione dello stato di diritto, dalle garanzie per il benessere dei cittadini alle relazioni internazionali, le discussioni e le decisioni prese durante le «Due Sessioni» offriranno un'importante chiave di lettura per comprendere gli orientamenti politici attuali e futuri della Cina.
Per le imprese e gli investitori che seguono il mercato cinese, il valore di questo documento è chiaro: risponderà a domande cruciali su dove andrà l'economia cinese nei prossimi cinque anni, quali saranno le priorità politiche e quanto sarà ampio lo spazio per la cooperazione internazionale.
Per comprendere appieno il significato del XV Piano quinquennale, è utile partire dai risultati conseguiti nel periodo del XIV Piano, appena conclusosi. Nel Rapporto sul Lavoro del Governo presentato il 5 marzo, il Premier del Consiglio di Stato Li Qiang ha indicato che nel 2025 il Prodotto interno lordo (Pil) della Cina ha superato i 140.000 miliardi di yuan (18.000 miliardi di euro circa), con un aumento del 5,0% rispetto all'anno precedente.
Ancora più degno di nota è il cambiamento a livello strutturale: il valore aggiunto delle industrie manifatturiere high-tech e delle industrie di attrezzature è aumentato rispettivamente del 9,4% e del 9,2%, mentre la produzione di robot industriali e di circuiti integrati è cresciuta rispettivamente del 28% e del 10,9%. Il volume delle importazioni ed esportazioni è rimasto stabile con un aumento qualitativo, con le esportazioni in crescita del 6,1%. Il volume totale del commercio di servizi ha superato gli 8.000 miliardi di yuan (circa 1000 miliardi di euro), stabilendo un nuovo massimo storico. Il numero di imprese a capitale straniero di nuova costituzione è aumentato del 19,1%.
Il Pil pro capite annuale ha raggiunto i 99.665 yuan (circa 12.500 euro), con un aumento del 5,1% rispetto all'anno precedente. Questi dati non rappresentano solo il rapporto annuale del 2025, ma costituiscono anche una nota a piè di pagina per la conclusione positiva del XIV Piano quinquennale.
Parallelamente, merita attenzione anche lo sviluppo a gradiente dell'economia regionale. Lo Shandong è entrato a far parte delle «province con Pil da 10.000 miliardi», Beijing è diventata una «città da 5.000 miliardi», mentre Wenzhou e Dalian sono entrate nella fascia delle «città da 1.000 miliardi». Questi dati indicano tutti una stessa direzione: l'economia cinese sta accelerando la sua trasformazione e il suo aggiornamento, realizzando un «salto di quantità» e un «miglioramento qualitativo», dimostrando una resilienza e una vitalità che vanno oltre le aspettative.
Sfogliando la bozza del piano del XV piano quinquennale, emerge chiaramente una linea di sviluppo principale: promuovere uno sviluppo di alta qualità è il tema centrale dello sviluppo economico e sociale per i prossimi cinque anni. La bozza del piano delinea sistematicamente 109 progetti chiave in sei settori, caratterizzati sia da una visione strategica che da accordi pragmatici.
Nel guidare lo sviluppo di nuove forze produttive, sono stati pianificati 28 progetti incentrati sul miglioramento delle capacità industriali di base, sul potenziamento della competitività, sulla coltivazione di nuove industrie e nuovi percorsi, sull'attacco tecnologico d'avanguardia e sul consolidamento delle basi per l'innovazione.
Per la costruzione di un sistema di infrastrutture moderno, sono stati proposti 23 progetti incentrati sulla rete di trasporto nazionale tridimensionale completa, sul nuovo sistema energetico, sulle nuove infrastrutture e sulle piattaforme di apertura al mondo esterno. Nel promuovere lo sviluppo integrato urbano-rurale, sono stati pianificati nove progetti incentrati sulla nuova costruzione di urbanizzazione e sulla modernizzazione agricola e rurale.
Nel garantire e migliorare il sostentamento delle persone, sono stati pianificati 25 progetti incentrati sulla prosperità della cultura socialista, sulla costruzione di un sistema educativo di alta qualità, sulla promozione della costruzione di una Cina sana, sull'ottimizzazione dei servizi per gli anziani e i bambini e sul rafforzamento dell'assistenza sociale.
Nel promuovere la transizione verde e a basse emissioni di carbonio, sono stati pianificati 18 progetti incentrati sul raggiungimento degli obiettivi di picco e neutralità del carbonio, sul miglioramento della qualità ambientale e sul rafforzamento della protezione e del ripristino ecologico. Per quanto riguarda la sicurezza nelle aree chiave, sono stati chiariti sei progetti sulla sicurezza alimentare, energetica e altre.
Questi progetti chiave sono tutti strettamente legati al filo conduttore dello sviluppo di alta qualità e puntano a un obiettivo comune: utilizzare le riforme strutturali e le politiche a beneficio della popolazione come leve per dare nuovo slancio all'economia nel lungo periodo.
Per quanto riguarda le previsioni di sviluppo per il 2026, gli obiettivi principali includono: una crescita economica tra il 4,5% e il 5%, con l'obiettivo di ottenere risultati migliori nel lavoro pratico; sull'innovazione trainante, si propone una crescita media annua di oltre il 7% della spesa nazionale in ricerca e sviluppo; sul fronte ambientale, si punta a una riduzione cumulativa del 17% delle emissioni di anidride carbonica per unità di Pil, promuovendo la continua e profonda transizione verde e a basse emissioni di carbonio nei settori chiave.
Al centro della bozza del XV Piano quinquennale, c’è il concetto di «nuove forze produttive di qualità», che si articola in tre direzioni: trasformare le industrie tradizionali con nuove tecnologie, coltivare i settori industriali emergenti e gettare le basi per le industrie del futuro. Non si tratta di uno slogan congiunturale, bensì di una scelta pragmatica, dettata dall'attuale fase di sviluppo dell'economia cinese.
I dati già disponibili mostrano che questa transizione ha compiuto progressi iniziali: il tasso di digitalizzazione dei processi chiave nelle principali imprese industriali è salito al 68,5%; le vendite di nuovi veicoli energetici hanno superato per la prima volta la metà del mercato automobilistico nazionale; il valore della produzione del settore core dell'intelligenza artificiale ha superato i 1.000 miliardi di yuan (circa 125 miliardi di euro).
La continua espansione delle capacità tecnologiche e degli scenari applicativi dei robot umanoidi sta dischiudendo un futuro ricco di possibilità infinite. Questi cambiamenti indicano che le nuove forze produttive di qualità si stanno muovendo dal concetto alla pratica.
Il rapporto di lavoro del governo propone di promuovere l'integrazione profonda tra innovazione tecnologica e industriale. Verranno rafforzati i servizi finanziari per l'intera filiera e l'intero ciclo dell'innovazione tecnologica. Per le imprese tecnologiche dei settori chiave, verranno attuati meccanismi di «canale verde» per la quotazione e la raccolta di capitali e per le fusioni e acquisizioni, al fine di sostenere l'innovazione e la creatività attraverso la finanza tecnologica.
Verranno coltivate e potenziate le industrie emergenti e quelle del futuro, promuovendo lo sviluppo di settori come l'energia del futuro, la tecnologia quantistica, l'intelligenza corporea (embodied intelligence), l'interfaccia cervello-computer e il 6G.
In questa importante finestra delle «Due Sessioni», la Cina ribadisce al mondo un messaggio chiaro: solo una Cina aperta può diventare una Cina modernizzata. In un certo senso, il XV Piano quinquennale non è solo un progetto di sviluppo nazionale, ma offre anche al mondo un vero e proprio «catalogo di opportunità». (riproduzione riservata)