La maggioranza non è contraria alla rottamazione ma va fatta «cum grano salis». E quindi con interventi selettivi e destinati solo a chi si trova effettivamente in difficoltà. È quanto ha chiarito ieri il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, intervenendo alla presentazione dell’Osservatorio sul fisco locale della Cna, commentando l’ipotesi di rottamazione quinquies.
Il viceministro, guardando alla prossima Legge di Bilancio, ha dunque escluso che possano beneficiarne i contribuenti «recidivi che possono pagare» e che ricorrono a «meccanismi pretestuosi» per sottrarsi al fisco. Sul fronte delle agevolazioni fiscali, Leo ha ribadito che la «strada da seguire» è quella della detassazione dei premi di risultato. «È giusto che il reddito erogato in più sconti una tassazione minore, perché va nella direzione di una maggiore produttività».
La detassazione degli stipendi è ancora un «work in progress», ha detto il numero due del Mef, spiegando che «ci sono ancora valutazioni da fare, siamo in attesa dei dati Istat, ma siamo interessati a tutte le proposte delle forze di maggioranza. Vedremo come trovare le risorse e quello che si potrà fare si farà».
Tra gli obiettivi, dunque, c’è anche quello di rendere strutturale l’Ires premiale integrandola con il principio «chi assume meno paga» nella prossima manovra, ma con la premessa fondamentale della disponibilità di risorse.
Il viceministro ha poi affrontato la proposta, anticipata da MF-Milano Finanza, di una flat tax per i super ricchi neo-residenti che investono in Italia: «Abbiamo già fatto un passaggio: siamo passati da 100.000 a 200.000 euro e vedremo se si può fare. Ma non per chi è già residente, perché dobbiamo dare certezza del diritto e regole chiare per attrarre capitali stranieri».
Entro il 2 ottobre il governo dovrà trasmettere alle Camere il Documento di Finanza Pubblica (Dfp), che sostituisce la tradizionale Nota di aggiornamento al Def. Il documento aggiornerà le previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica, dettaglierà le misure della manovra 2026-2028 e i loro effetti finanziari, e fornirà informazioni sullo stato degli impegni di riforma e investimento.
Ma si sa, le risorse non sono tante. E lo ha ammesso anche il viceministro Leo: «Stiamo attenti: la coperta è corta. Per realizzare le misure a favore del ceto medio o del terzo settore porte aperte e vediamo cosa abbiamo in cassa». Al Mef, comunque, stanno pervenendo tutte le richieste per la Finanziaria: dai sostegni mirati alle imprese e al lavoro autonomo, agli incentivi per la produttività e la digitalizzazione, fino alle agevolazioni fiscali per le famiglie e per il terzo settore.
Quest’anno, come ha ricordato il ministro Giancarlo Giorgetti, per la prima volta la manovra non sarà correttiva. Ma resta d’obbligo bilanciare le priorità politiche con la realtà delle risorse disponibili, scegliendo dove intervenire e dove eventualmente contenere le spese. In questo contesto, ha concluso Leo, l’obiettivo è muoversi con «gradualità e concretezza, senza creare false aspettative, e garantire che le misure previste siano sostenibili e efficaci». (riproduzione riservata)