Fineco è ben posizionata per beneficiare degli investimenti in AI e ora per Ubs merita un buy. Anche perché la scorsa settimana l’azione ha perso il 15% del suo valore (11,6 miliardi di euro l’attuale capitalizzazione di mercato) a seguito delle preoccupazioni degli investitori riguardo ai possibili sconvolgimenti causati dall’AI sulla concorrenza nei depositi e sul modello di distribuzione dei consulenti finanziari.
I rischi e le preoccupazioni legati all’AI sono validi, ma per Ubs Fineco è ben posizionata. Primo, la base di depositi/total financial asset della società guidata da Alessandro Foti è solida e stabile, con una crescita ulteriormente supportata dalla recente accelerazione della base clienti: +9% anno su anno, superiore alle società di risparmio gestito italiane, a supporto della stima di Ubs di un tasso annuo medio di crescita dell’utile per azione nel periodo 2026-2030 dell’8%.
Secondo, il rapporto consulenti finanziari-clienti rimane centrale nel modello di business unico di Fineco, che offre prodotti di risparmio a prezzi più competitivi, limitando la pressione sui margini rispetto ai concorrenti. La società dispone di una rete di 3.076 consulenti finanziari e raccoglie la maggior parte dei flussi dei propri attivi tramite questi consulenti.
Terzo, la società è già pronta per l’AI. Infatti, è già in grado di integrare facilmente strumenti di intelligenza artificiale nella sua piattaforma IT sviluppata internamente, migliorando la produttività dei consulenti finanziari e l’esperienza dei clienti. Ubs si aspetta che ulteriori progetti legati all’AI vengano presentati al prossimo Capital Markets Day del 4 marzo (piano al 2029).
L’industria italiana dei consulenti finanziari rappresenta oltre il 25% del risparmio gestito italiano e ha storicamente registrato performance migliori nei flussi di asset under management rispetto all’intero settore, anche grazie al forte rapporto tra i consulenti e i clienti.
Ubs non ritiene che il modello di distribuzione di Fineco, basato sui consulenti finanziari, sia a rischio, soprattutto considerando le caratteristiche del mercato italiano, dove la maggior parte degli italiani si affida molto ai consulenti finanziari per gestire i propri risparmi (indagine Assogestioni-Censis di novembre 2025).
Anzi, la presenza della piattaforma proprietaria open-architecture di Fineco, unita al supporto dei consulenti finanziari a prezzi competitivi, contribuisce a posizionare meglio la banca rispetto ai concorrenti italiani più tradizionali, incluse le banche retail, nel contesto dell’evoluzione tecnologica innescata dall’AI.
Ubs ha anche stimato che ogni 1 miliardo di euro di deflussi di depositi corrisponde all’1% dell’utile netto di Fineco. Anche nello scenario (molto negativo) in cui la società perda 5 miliardi di euro di depositi cumulativi nei prossimi cinque anni, il rischio ribassista sulla valutazione rispetto al livello attuale è limitato: circa il 2%.
E per quanto riguarda la valutazione, attualmente Fineco tratta a 17 volte l’eps 2027, a un premio superiore al 15% rispetto ai competitor italiani, ma più contenuto rispetto a quello storico del 25-30%, con una crescita prevista degli utili a un ritmo decisamente più elevato (+8%) rispetto a Banca Mediolanum (+1%) e Banca Generali (+4%), con una leva operativa migliore rispetto ai peer nazionali, con un margine ebitda del 75% contro il 65% due due competitor. «Riteniamo che Fineco sia meno esposta alla pressione sui margini grazie ai suoi prezzi competitivi supportati dalla piattaforma IT proprietaria open architecture», precisa Ubs.
In vista del Capital Markets Day del 4 marzo, Ubs ha aumentato le stime di utile per azione 2026-2030 dell’1-5% grazie a ricavi migliori dell’1-3% (1,316 e 1,396 miliardi nel 2025 e nel 2026) e costi operativi inferiori dell’1-4%. Per cui il target price sull’azione (+2,09% a 19,52 euro il 17 febbraio in chiusura in borsa) sale da 21,80 a 23,80 euro e con un potenziale upside del 25% il rating da neutral a buy. (riproduzione riservata)