skin track
Fibra ottica, come procede lo switch-off delle reti in rame in Ue alla vigilia del Digital Networks Act
Analisi Leggi dopo

??????

Fibra ottica, come procede lo switch-off delle reti in rame in Ue alla vigilia del Digital Networks Act

07 marzo 2026, 09:00

In Europa solo 14 Paesi su 30 hanno un piano per disattivare la rete in rame. Ma in Spagna e Norvegia sono già tutti su fibra ottica. Come procede la transizione, che l’Ue vuole concludere tra il 2033 e il 2039 

Lo switch-off delle reti in rame in Europa è ancora lontano dal completarsi, ma alcuni segnali di accelerazione iniziano a intravedersi in un panorama che resta profondamente variegato da Paese a Paese. Potrebbe essere questa la sintesi della seconda edizione del «Copper switch-off tracker», report realizzato da Cullen International – fornitore indipendente di regulatory intelligence che analizza e confronta i quadri regolamentari in diversi settori, tra cui le telecomunicazioni – per il Ftth Council Europe, l’associazione di settore che ha come missione quella di promuovere la connettività in fibra ottica su larga scala in Europa.

Il report ha fotografato la situazione di 30 Paesi – i 27 membri dell’Ue, a cui si aggiungono Svizzera, Regno Unito e Norvegia – alla vigilia delle trattative sul Digital Networks Act presentato dalla Commissione Ue che, sintetizzando, propone uno spegnimento del rame tra il 2033 e il 2039.

Cosa dicono i numeri

Solo in 14 sui 30 Stati analizzati esiste un piano per spegnere la vecchia rete in rame degli incumbent, nonostante la diffusione della fibra ottica sia ormai sempre più capillare, sia grazie agli operatori storici (Fibercop, ex rete Tim in Italia) sia a nuovi attori (su tutti Open Fiber in Italia). Solo otto dei 14 piani sono pubblici, mentre gli altri sono rimasti confidenziali. Va ricordato che gli operatori che sono designati in possesso di un «potere di mercato significativo» hanno l’obbligo di presentare un piano al regolatore nazionale per poter spegnere le reti in rame.

Complessivamente, i Paesi in cui l’incumbent ha fissato una data per il completamento del processo di spegnimento del rame sono Danimarca (2030), Francia (2030), Lussemburgo (2030), Norvegia (completato), Spagna (completato) e Svezia (2026), a cui si affianca la Finlandia con uno solo dei tre principali incumbent nazionali che ha completato lo spegnimento del rame nel 2025.

I progressi dell’ultimo anno

Se per il momento i Paesi europei procedono ancora in ordine sparso, nell’ultimo anno «si è registrato un generale avanzamento nel processo di progressivo switch-off del rame e nell’adozione della fibra», spiega a Milano Finanza Alessandro Mauro, senior analyst di Cullen International e autore del report. Mauro sottolinea il completamento dell’iter in Spagna e Norvegia: «Sono i primi Paesi europei a terminare il processo, è senza dubbio un’evoluzione significativa».

Tra gli altri cambiamenti significativi nel corso dell’ultimo anno, va segnalato anche l’avvio dello switch-off in Portogallo da parte di Meo e i primi spegnimenti, seppur senza un piano per l’intero Paese, in Grecia da parte di Ote. Senza dimenticare che in Italia si è completato lo spin-off di Fibercop da Tim. Facendo una media nei Paesi considerati, «la percentuale di linee attive che ancora utilizzano il rame sulla rete degli operatori storici si è ridotta dal 47% al 38%» tra prima e seconda edizione del report, evidenzia Mauro.

Le date del nuovo Dna

Lo stato dell’arte diventa più significativo considerando che, a fine gennaio, la Commissione Ue ha presentato il Digital Networks Act (Dna) con cui vuole provare a mettere un termine temporale alla transizione dal rame alla fibra ottica variabile a seconda di alcune condizioni.

Come rilevato da Cullen International che ha analizzato in profondità il testo del Dna, la proposta prevede che nelle aree in cui determinate condizioni sono rispettate – almeno il 95% degli immobili connessi da fibra e la disponibilità di servizi di connettività alternativi di qualità comparabile – il termine viene fissato al 2033, mentre per le altre aree il termine ultimo è il 2039. Entro fine 2035, inoltre, gli Stati Membri dovranno imporre lo switch-off in tutte le aree dichiarate idonee dal regolatore. Infine, entro fine ottobre 2029 ogni Stato deve aver preparato un piano da sottoporre alla Commissione. Il Dna ora sarà oggetto di un’analisi di Parlamento e Consiglio Ue, con possibili modifiche.

Si tratta di target temporali raggiungibili? Difficile fare una generalizzazione vista la situazione europea molto diversificata, anche se è chiaro che «in Paesi dove il rame è ancora attualmente molto in uso, queste scadenze potrebbero essere più sfidanti, soprattutto laddove un piano per lo switch-off non è stato ancora elaborato o presentato», riflette Mauro. Tuttavia va ricordato che «le nuove norme consentirebbero dilazioni temporali e la possibilità per gli Stati membri di non imporre lo spegnimento del rame» dove la fibra non è economicamente sostenibile o non ci sono soluzioni alternative valide.

Qual è la situazione in Italia

In questo panorama l’Italia è uno dei Paesi in cui il rame la fa ancora da padrone, insieme alla Germania, anche se tra le due edizioni del report la percentuale di linee attive in fibra ottica sul totale di Fibercop è passato dal 10% al 21%. Inoltre «nella rete Fibercop la distanza tra armadio stradale e casa cliente è in media piuttosto corta, il che consente prestazioni di tecnologie quali il Vdsl (Very-high-bit-rate Digital Subscriber Line, che consente velocità fino a 300 mega, ndr) più che soddisfacenti», evidenzia il senior analyst di Cullen International. Una situazione simile alla Germania che, non a caso, è ancora molto legata al rame.

Per ora in Italia non esiste un piano per lo switch-off completo del rame sull’intera rete, anche se Fibercop ne ha già annunciata e avviata l’eliminazione nel segmento della rete di accesso che va dalle centrali fino agli armadi di strada. La strada resta ancora lunga. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza