L’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria promossa da KKCG Maritime su Ferretti parte lunedì 16 marzo e termina il 13 aprile. L’obiettivo della società che fa capo all’azionista, il miliardario ceco Karel Komárek, è salire dall’attuale 14,5% al 29,9% del capitale del gruppo italiano degli yacht di lusso, senza oltrepassare il 30%, la soglia che farebbe scattare l’obbligo di un’opa totalitaria. Quindi l’offerta, che riguarda 52.132.861 azioni a un prezzo di 3,5 euro compreso il dividendo per un controvalore complessivo di 182,5 milioni di euro, non è finalizzata al delisting. La Consob ha già approvato il documento dell’offerta.
La società di Komárek, già socio di Ferretti sin dall’Ipo a Piazza Affari nel 2023, una volta completata l’offerta, «intende esercitare i diritti di voto a sostegno dell’elezione dei candidati al consiglio di amministrazione che proporrà nel contesto della prossima assemblea degli azionisti».
Il messaggio al mercato è esplicito: l’operazione non punta al controllo, ma a rafforzare il peso nella governance del gruppo, in una fase in cui il settore della nautica di lusso continua a beneficiare di una domanda internazionale solida, seppur più selettiva rispetto al biennio post-pandemia.
Ferretti International Holding, la cassaforte attraverso cui il gruppo cinese Weichai Group detiene attualmente il 39,049% (quota aggiornata al 2 marzo) del capitale, ha bocciato l’opa, annunciando al contempo un incremento della propria partecipazione: se dal 12 dicembre al 26 febbraio Weichai ha acquistato complessivamente 4,6 milioni di azioni Ferretti per un esborso di 15,5 milioni, incrementando la propria quota dell’1,4% al 38,9%, nelle ultime tre sedute al 2 marzo ha incrementato ulteriormente la sua partecipazione al 39,049% (il 27 febbraio ha acquistato 208.380 azioni a un prezzo medio ponderato di 3,9711 euro e il 26 febbraio 45.108 azioni a un prezzo di 3,9876 euro).
Una mossa difensiva con ordini quotidiani che hanno contribuito a sostenere il titolo in borsa: da allora ha messo a segno un rialzo del 31%.
Resta da capire quale sarà l’atteggiamento degli altri azionisti rilevanti, tra cui Danilo Jervolino (5,2%), Piero Ferrari (4,6%), la famiglia Bombassei e Julius Kiss, entrambi con il 2% del gruppo. Una loro eventuale adesione all’opa parziale potrebbe essere determinante per consentire a Komárek di avvicinarsi al 29,9% del capitale di Ferretti.
KKCG Maritime è la piattaforma dedicata al business marittimo all’interno del gruppo KKCG, conglomerato con un portafoglio diversificato che spazia dal gaming internazionale ai servizi IT globali, dall’energia tradizionale e rinnovabile fino allo sviluppo immobiliare. L’eventuale rafforzamento in Ferretti rappresenterebbe un tassello strategico nell’espansione nel segmento luxury e nell’economia del mare.
Più che una scalata ostile, quella di Komárek appare come una partita di posizionamento: un investimento di peso, con implicazioni dirette sulla futura governance di uno dei campioni italiani della nautica di lusso.
Andrà verificato se gli acquisti di Ferretti International Holding proseguiranno nei prossimi giorni. Equita ritiene che su Ferretti permanga un certo appeal speculativo almeno fino all’assemblea degli azionisti del 14 maggio, che rinnoverà il consiglio di amministrazione. Tanto che la sim ha un target price più alto di quanto offerto nell’opa parziale a 4,10 euro e un rating buy.
A Piazza Affari il titolo Ferretti ha viaggiato il 3 marzo sopra il prezzo dell’opa parziale a 3,70 euro, ma ha perso in chiusura il 2,32%. Il consenso bloomberg vede 8 rating buy sull’azione, 1 hold e 0 sell con un prezzo obiettivo medio a 4,31 euro per azione che implica un potenziale margine di apprezzamento del 13,7% rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)