Basterebbe forse soltanto la clamorosa performance in borsa di giovedì 1 febbraio a rendere l’idea di una giornata storica per Ferrari: +9,2% a 353,5 euro e la conseguente conquista dello scettro di primo titolo per capitalizzazione sul listino milanese in forza dei 68,55 miliardi di controvalore alla chiusura di seduta con cui ha superato Enel (63,07 miliardi). A mettere le ali alle azioni del cavallino sono stati prima di tutto i conti del 2023 sopra le attese a cui ha fatto seguito la clamorosa indiscrezione legata alla possibilità che dal 2025 Lewis Hamilton potrebbe aggiungersi a Charles Leclerc alla guida delle vetture della scuderia nel circuit di F1. Rumors che hanno poi trovato conferma in serata.
Per quanto riguarda i numeri di periodo, per la prima volta nella sua storia nel 2023 Ferrari ha visto l’utile netto superare il miliardo d’euro (1,257 miliardi, dai 939 milioni del 2022) a fronte di 13.663 consegne (+3% su base annua) e ricavi netti per 5,97 miliardi (+17,2%).L’adjusted ebitda del 2023 a 2,279 miliardi è in crescita del 28,5% rispetto all’anno precedente e con un margine del 38,2%, mentre l’adjusted ebit risulta di 1,61 miliardi (+31,8%) con un margine del 27,1%.
«Sono risultati frutto di un lavoro di squadra», ha spiegato il ceo Benedetto Vigna a Maranello a una ristretta platea di giornalisti «e il 2023 è stato un anno importante per i numeri di Ferrari, ma anche per l’attenzione che la società ha per pianeta e colleghi: penso al piano d’azionariato diffuso, alle 250 persone che assumeremo quest’anno e al fatto che i 5 mila dipendenti in Italia nel 2024 riceveranno un premio di competitività fino a 13.500 euro».
Oltre ai risultati, a spingere il titolo è stata anche una guidance 2024 meno prudente rispetto a quanto previsto dagli analisti: Ferrari si attende ricavi netti sopra i 6,4 miliardi, un adjusted ebit pari o superiore a 1,77 miliardi, con un margine attorno al 27% e l’utile diluito adjusted pari o superiore a 7,5 euro per azione. L’adjusted ebitda è invece previsto pari o superiore a 2,45 miliardi, con un margine attorno al 38%. La generazione di free cash flow industriale attesa è sopra i 900 milioni.
«Mancano 300/400 milioni di utile netto agli obiettivi al 2026», ha proseguito Vigna, spiegando che «il business plan è fatto di due fasi: fino al 2023 abbiamo portato su il fatturato e i margini, ora il 2024 sarà di transizione, per stabilizzare i margini a questi nuovi volumi raggiunti. Dal 2025 cresceranno anche i margini e nel 2026 li porteremo nella fascia alta. Valuteremo nuovi possibili target non prima della fine del 2024». Sul dividendo «non c’è niente allo studio e confermiamo il dividend yield del 35% e il programma di buyback al 2026».
Sulle ipotesi, di cui ha scritto anche questo giornale, di un ritorno della sede legale in Italia (quella fiscale, dove Ferrari paga le tasse, è sempre rimasta a Maranello) Vigna si è limitato a dire che «non è allo studio». La società pensa ad altro e lo dimostrano «i progressi sulle auto», ha proseguito Vigna, «con cinque nuovi modelli nel 2023 e altri tre quest’anno: l’azienda mostra un’agilità che le viene dal fatto di operare nel racing, infatti non abbiamo mai avuto un secondo di line down nonostante gli shortage che ci sono stati». Sul lato ambientale Ferrari «nel 2023 ha ridotto del 7% il consumo di co2, abbiamo installato 2.4 megawatt di picco di potenza e nei prossimi 18 mesi vogliamo spegnere i trigeneratori, il che significa non comprare più gas».
Progressi anche sull’elettrico, dove Ferrari esordirà con una prima vettura attesa nell’ultimo trimestre 2025. «Il prototipo è dallo scorso agosto sulle strade, il progetto va avanti come da piano e siamo molto soddisfatti di come sta venendo: voi non potete farlo, ma noi l’abbiamo visto, è qui dietro», ha scherzato il top manager. «Procediamo anche sull’e-building, dove faremo inverter, batterie e assali: sarà pronto qui a Maranello a giugno. La mentalità resta però quella di fare auto di tre tipi: elettrica ma anche ibrida e termica, anche perché penso ad esempio agli e-fuel, che possono far diventare green un’auto a motore». (riproduzione riservata)