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Stefano Del Soldato Scavino, coordinatore della Fabi di Savona
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Fabi verso il congresso 2027 | Del Soldato Scavino (Savona): «I cambiamenti del settore si riflettono anche sul lavoro»

17 giugno 2026, 14:38

La digitalizzazione e i nuovi modelli organizzativi stanno rivoluzionando il settore bancario in Liguria, influenzando lavoratori e comunità locali. Parla il coordinatore della provincia di Savona, Stefano Del Soldato Scavino

Il settore bancario sta attraversando una fase di trasformazione caratterizzata dalla digitalizzazione, dall'evoluzione dei modelli organizzativi e dai cambiamenti che interessano l'intero comparto. Una dinamica che coinvolge anche la Liguria e che accompagna l'evoluzione delle attività bancarie e del lavoro all'interno degli istituti. Stefano Del Soldato Scavino, coordinatore della Fabi di Savona, analizza le principali trasformazioni in corso e le loro ricadute su lavoratori, clientela e comunità locali.

Domanda. La riorganizzazione delle reti bancarie è ancora un tema centrale per il settore?

Risposta. È una dinamica che riguarda tutto il Paese ed è strettamente legata all’evoluzione del settore, accelerata dalla digitalizzazione e dai cambiamenti nei modelli di servizio. Si tratta di un processo che interessa sia le grandi città sia i territori più periferici, anche se in questi ultimi gli effetti tendono a essere più visibili.

D. Che cosa sta accadendo in Liguria e nel territorio savonese?

R. Negli anni abbiamo assistito a una progressiva evoluzione della presenza bancaria sul territorio, legata ai cambiamenti che stanno interessando l'intero settore. La digitalizzazione, l'evoluzione delle modalità di relazione con la clientela e i nuovi modelli organizzativi stanno portando le banche a rivedere la propria rete distributiva e l'organizzazione dei servizi. Si tratta di processi che inevitabilmente producono effetti sull'organizzazione del lavoro e sulla distribuzione delle attività sul territorio. In Liguria questa trasformazione è particolarmente evidente.

D. Quali effetti hanno questi cambiamenti sull’occupazione?

R. Le trasformazioni organizzative del settore si accompagnano a una costante evoluzione degli organici. Nei piani industriali delle principali banche sono spesso previsti percorsi di riduzione del personale, sempre gestiti attraverso il Fondo di solidarietà e quindi con uscite volontarie verso il pensionamento. È una dinamica che interessa l’intero comparto e che contribuisce a ridisegnare la geografia occupazionale del settore.

D. Le nuove assunzioni riescono a compensare queste uscite sul territorio?

R. Negli ultimi anni il settore ha continuato ad assumere, grazie anche agli accordi sindacali che hanno accompagnato i processi di ricambio generazionale nelle principali banche, e questo è certamente un elemento positivo. Il tema, però, non riguarda soltanto il numero delle assunzioni, ma anche la loro distribuzione sul territorio. Molto spesso i nuovi inserimenti vengono concentrati nelle aree dove sono presenti direzioni centrali, poli specialistici o strutture operative di maggiori dimensioni. Questo comporta una progressiva redistribuzione delle competenze e dell’occupazione, con il rischio che territori come quello savonese vedano ridursi il proprio peso all’interno del sistema bancario.

D. Quali conseguenze vivono oggi i lavoratori del settore?

R. Secondo il nostro osservatorio in molte realtà territoriali gli organici risultano sottodimensionati rispetto alle esigenze operative e questa situazione viene segnalata costantemente alle aziende. Le conseguenze sono un aumento dei carichi di lavoro e una possibile crescita dello stress professionale. A questo si aggiungono pressioni commerciali sempre più intense e sistemi di monitoraggio delle performance sempre più articolati, che incidono sul clima lavorativo. È una questione che riguarda non solo il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche la qualità del servizio offerto alla clientela.(riproduzione riservata)



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