Il settore bancario sta attraversando una fase di trasformazione caratterizzata dalla digitalizzazione, dall'evoluzione dei modelli organizzativi e dai cambiamenti che interessano l'intero comparto. Una dinamica che coinvolge anche la Liguria e che accompagna l'evoluzione delle attività bancarie e del lavoro all'interno degli istituti. Stefano Del Soldato Scavino, coordinatore della Fabi di Savona, analizza le principali trasformazioni in corso e le loro ricadute su lavoratori, clientela e comunità locali.
Risposta. È una dinamica che riguarda tutto il Paese ed è strettamente legata all’evoluzione del settore, accelerata dalla digitalizzazione e dai cambiamenti nei modelli di servizio. Si tratta di un processo che interessa sia le grandi città sia i territori più periferici, anche se in questi ultimi gli effetti tendono a essere più visibili.
R. Negli anni abbiamo assistito a una progressiva evoluzione della presenza bancaria sul territorio, legata ai cambiamenti che stanno interessando l'intero settore. La digitalizzazione, l'evoluzione delle modalità di relazione con la clientela e i nuovi modelli organizzativi stanno portando le banche a rivedere la propria rete distributiva e l'organizzazione dei servizi. Si tratta di processi che inevitabilmente producono effetti sull'organizzazione del lavoro e sulla distribuzione delle attività sul territorio. In Liguria questa trasformazione è particolarmente evidente.
R. Le trasformazioni organizzative del settore si accompagnano a una costante evoluzione degli organici. Nei piani industriali delle principali banche sono spesso previsti percorsi di riduzione del personale, sempre gestiti attraverso il Fondo di solidarietà e quindi con uscite volontarie verso il pensionamento. È una dinamica che interessa l’intero comparto e che contribuisce a ridisegnare la geografia occupazionale del settore.
R. Negli ultimi anni il settore ha continuato ad assumere, grazie anche agli accordi sindacali che hanno accompagnato i processi di ricambio generazionale nelle principali banche, e questo è certamente un elemento positivo. Il tema, però, non riguarda soltanto il numero delle assunzioni, ma anche la loro distribuzione sul territorio. Molto spesso i nuovi inserimenti vengono concentrati nelle aree dove sono presenti direzioni centrali, poli specialistici o strutture operative di maggiori dimensioni. Questo comporta una progressiva redistribuzione delle competenze e dell’occupazione, con il rischio che territori come quello savonese vedano ridursi il proprio peso all’interno del sistema bancario.
R. Secondo il nostro osservatorio in molte realtà territoriali gli organici risultano sottodimensionati rispetto alle esigenze operative e questa situazione viene segnalata costantemente alle aziende. Le conseguenze sono un aumento dei carichi di lavoro e una possibile crescita dello stress professionale. A questo si aggiungono pressioni commerciali sempre più intense e sistemi di monitoraggio delle performance sempre più articolati, che incidono sul clima lavorativo. È una questione che riguarda non solo il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche la qualità del servizio offerto alla clientela.(riproduzione riservata)