Gli italiani sono storicamente grandi risparmiatori. E gli ultimi dati della Fabi confermano questa tendenza: il patrimonio delle famiglie, nel 2025, si è attestato quasi a 6.500 miliardi di euro, in crescita del 35% rispetto al 2020. Un incremento che conferma la solidità del risparmio privato italiano. «È un patrimonio costruito nel tempo, frutto del lavoro, della capacità di programmare il futuro e di una cultura del risparmio che continua a rappresentare una delle caratteristiche più solide dell'Italia», ha detto il segretario nazionale della Fabi Lando Maria Sileoni.
Oltre ad aumentare la ricchezza, cambiano anche i modi di risparmiare. La liquidità resta tra i principali punti di riferimento, ma cresce anche il peso degli investimenti finanziari e degli strumenti assicurativi, delineando un patrimonio più ampio e maggiormente diversificato rispetto al 2020. Il valore delle azioni detenute dalle famiglie è passato da 973,9 miliardi a 2.077,2 miliardi (+113%). Su anche i titoli, che sono passati da 247,6 miliardi a 523,6 miliardi (+111%), e i fondi comuni, che sono saliti da 689,1 miliardi a 901,9 miliardi (+30,8%). Il sindacato ha spiegato che si tratta di consistenze patrimoniali che riflettono non soltanto gli investimenti effettuati dalle famiglie nel periodo, ma anche l'andamento dei mercati finanziari, che ha contribuito alla valorizzazione delle attività già presenti nei portafogli. «È il segnale di un patrimonio che diventa progressivamente più articolato e diversificato, nel quale convivono l'esigenza di mantenere risorse immediatamente disponibili e quella di valorizzare il capitale nel medio-lungo periodo», ha affermato Sileoni.
La liquidità, sebbene abbia rallentato la sua crescita, continua a rappresentare una componente fondamentale per il patrimonio delle famiglie: tra il 2020 e il 2025 i biglietti e i depositi sono aumentati complessivamente da 1.556,3 miliardi a 1.603 miliardi (+3%). L'analisi delle singole componenti evidenzia però un cambiamento nelle modalità di gestione della ricchezza complessiva. I conti correnti sono cresciuti di circa 35 miliardi, mentre i depositi vincolati si sono ridotti di oltre 11 miliardi, segnalando una preferenza per strumenti immediatamente disponibili piuttosto che per forme di risparmio immobilizzate nel tempo. Dunque, la liquidità, seppur continui a proteggere il patrimonio, non assorbe più la gran parte della nuova ricchezza prodotta. Una quota crescente del risparmio viene infatti indirizzata verso strumenti di investimento caratterizzati da maggiori prospettive di rendimento.
«Una ricchezza di queste dimensioni aumenta anche la responsabilità del sistema bancario», ha detto Sileoni. «Quando milioni di famiglie affidano alle banche il proprio patrimonio, diventa ancora più centrale il valore della consulenza, fondata sulla professionalità, sull'esperienza e sulle competenze dei lavoratori del settore. Il rapporto di fiducia con i clienti rappresenta un elemento essenziale nella gestione del risparmio».
Passando oltre la liquidità, le componenti più dinamiche del patrimonio risultano quelle legate agli investimenti finanziari. Dal 2024 al 2025, i titoli di Stato e le altre obbligazioni sono passati da 495,9 miliardi a 523,6 miliardi, con un incremento di quasi 28 miliardi, confermando il ruolo assunto negli ultimi anni dagli strumenti obbligazionari. I fondi comuni sono cresciuti da 843,8 miliardi a 901,9 miliardi, con un aumento di circa 58 miliardi, consolidando la loro funzione di diversificazione del patrimonio. Ancora più marcata è stata la crescita della componente azionaria, che è salita da 1.784,3 miliardi a 2.077,2 miliardi, registrando un incremento di quasi 293 miliardi. Da segnalare anche le polizze assicurative, che sono aumentate da 1.128,4 miliardi a 1.174,4 miliardi (+4,1%).
«Questa fotografia dimostra come il risparmio privato continua a rappresentare una delle principali risorse strategiche del Paese. È una ricchezza che sostiene l'economia, alimenta gli investimenti e contribuisce alla stabilità del sistema. Per questo deve essere tutelata con politiche capaci di favorire la crescita, rafforzare la fiducia e valorizzare il ruolo delle banche come presidio economico e sociale dei territori», ha detto Sileoni in conclusione. (riproduzione riservata)