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Previsioni economiche dell'UE e debito italiano entro il 2027

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude la seduta intorno alla parità, a 49.168 punti. Il miglior titolo è Avio, pesante Diasorin | IL VIDEO

di Francesca Gerosa e Giulia Venini
21 maggio 2026, 07:30 Ultimo aggiornamento: 18:00

Il Wti supera i 101 dollari al barile mentre il Brent è ben oltre i 107 dollari. L’indice pmi manifatturiero americano sale a 55,3 a maggio rispetto a 54,5 ad aprile  | Ftse Mib future: spunti operativi per giovedì 21 maggio

  • Ore 15:30 Il Ftse Mib viaggia sotto la parità. In rosso Stellantis, sale ancora Avio
  • Ore 14:40 Il Ftse Mib cade con Stellantis e Diasorin, il dollaro si rafforza dopo la raffica di dati macro Usa
  • Ore 13:20 Brusca virata al ribasso di Piazza Affari, la pace in Iran si complica: petrolio +1,7%
  • Ore 12:30 Piazza Affari sale con Avio e Ferrari, il Ftse Mib guarda a 50.000
  • Ore 10:10 Ftse Mib sulla parità, pesano Unicredit e Diasorin. Pmi composito dell’Eurozona al minimo da 31 mesi
  • Ore 09:05 Ftse Mib in cauto rialzo con Generali, ancora tensione sui titoli di Stato e petrolio +0,9%
  • Ore 07:30 Europa attesa poco mossa nonostante i record di Nvidia. Trump: sul filo del rasoio con l’Iran

A Milano il Ftse Mib chiude la seduta a 49.168, in sostanziale parità rispetto a ieri (-0.03%).

Il miglior titolo è Avio, che spicca il volo a +4,8%. Molto bene anche Prysmian (+3,4%), Ferrari (+2,7%) e Generali (+2,7%).

Pesano invece i titoli Diasorin (-3,8%), Unicredit (-2,2%), Stellantis (-2%) e Lottomatica (-1,9%).

Lo spread Btp-Bund sale a 75 punti base.

Dando uno sguardo alle altre borse europee, Londra chiude in rialzo dello 0,1%, in territorio negativo Francoforte e Parigi, che perdono circa lo 0,4%.

A tre ore dall’apertura, Wall Street è leggermente in rosso, la peggiore di tutte e tre le borse è il Nasdaq, che perde lo 0,35%.

Cresce meno lentamente rispetto a poche ore fa il prezzo del petrolio: il Wti supera i 101 dollari al barile mentre il Brent è ben oltre i 107 dollari.

Ore 15:30 Il Ftse Mib viaggia sotto la parità. In rosso Stellantis, sale ancora Avio

Il Ftse Mib si mantiene intorno alle 15:30  sotto la parità e cede lo 0,4% con Stellantis (-4,9%), Diasorin (-3,6%) e Lottomatica (-2,4%). Anche Wall Street inaugura una seduta in rosso all’indomani dei tanto attesi conti di Nvidia (+0,9%) e in concomitanza alla risalita del petrolio. Denaro su Avio (+5%), Ferrari (+2,4%) ed Eni (+2%). 

Spread Btp-Bund in leggero aumento a 76 punti base. 

In debole rimonta Stm (0,3%), sulla scia dell’ottimismo sui titoli del tech. «l business operativo di Nvidia resta straordinariamente forte, ma quasi un quarto dell’utile netto riportato non nasce dalla vendita di infrastruttura AI, bensì dalla rivalutazione del portafoglio strategico costruito attorno all’ecosistema», spiega Gabriel Debach, analista di eToro, dopo la pubblicazione della trimestrale di Nvidia. «Non è un problema di oggi, anzi. È quasi il riflesso naturale di una società diventata il centro gravitazionale dell’AI economy. Ma introduce una componente di volatilità finanziaria che deve necessariamente essere separata dal core operativo quando si prova a capire quanto della crescita attuale sia realmente industriale e quanto invece rifletta anche l’enorme effetto ricchezza generato dall’intero ecosistema AI».

Ore 14:40 Il Ftse Mib cade con Stellantis e Diasorin

A Milano l’indice Ftse Mib cede lo 0,49% a 49.003 punti alle 14:40 in scia all’aumento dei prezzi del petrolio (future sul Brent +1,87% a 106,98 dollari al barile) dopo che il Leader Supremo dell’Iran ha detto che l’uranio del Paese non dovrebbe essere esportato all’estero, una posizione rigida contro una delle principali richieste degli Stati Uniti.

Sul listino milanese Stellantis e Diasorin perdono, rispettivamente, il 5% e il 3,16%. Giù tutte le banche, in particolare, Bper (-1,6%), FinecoBank (-1,99%), Intesa Sanpaolo (-1,58%) e Unicredit (-2,10%). Lo spread Btp/Bund è poco mosso a quota 75 punti base, ma il rendimento del Btp 10 anni continua a salire (al 3,85%).

Il dollaro si rafforza (l’euro vale 1,16 059, -0,12%) dopo la raffica di dati macro Usa. Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti nella settimana del 15 maggio su base settimanale sono state pari a 209 mila unità, in calo rispetto alle precedenti 212 mila unità. La previsione degli economisti era più alta, a 210 mila. E se i permessi edilizi ad aprile sono stati pari a 1,44 milioni di unità, in aumento rispetto agli 1,36 milioni precedenti e sopra le stime degli esperti a 1,38 milioni, l’apertura dei cantieri nello stesso mese è calata a 1,47 milioni da 1,51 milioni (la previsione era di 1,42 milioni di unità).

Da segnalare, infine, che il crollo del settore manifatturiero nell'area di Philadelphia. A maggio l'indice relativo all'attività manifatturiera del distretto Fed di Philadelphia (Philly Fed) è sceso a -0,4 punti dai 26,7 di aprile. Il dato è peggiore delle attese degli economisti che si aspettavano un calo fino a 17,6 punti. Anche l’indice dei nuovi ordini è sceso a -1,7 punti da 33 punti.

I futures sui Fed fund scontano il 50% di probabilità che la Fed alzi i tassi entro fine anno, un netto cambio di rotta rispetto a fine febbraio, quando si aspettavano due tagli nel corso dell’anno. Secondo le minute del Fomc di fine aprile, pubblicate il 20 maggio, le preoccupazioni per un’inflazione alimentata dalla guerra in Iran si sono intensificate, con un numero crescente di banchieri aperti alla possibilità di un inasprimento monetario.

Ore 13:20 Brusca virata al ribasso di Piazza Affari, la pace in Iran si complica

Piazza Affari vira al ribasso (-0,45% a 48.958 punti alle 13:20 con Stellantis la peggiore con un -4,8% dopo la presentazione del piano Fastlane che prevede 60 miliardi di investimenti al 2030; male anche Diasorin, Lottomatica, Intesa Sanpaolo e Bper) come le altre piazze europee (-0,51% Francoforte, -0,5% Parigi e -0,38% Londra) dopo che Reuters ha riportato la notizia che la Guida Suprema dell'Iran ha emanato una direttiva secondo cui l'uranio del Paese, quasi di grado militare, non deve essere esportato all'estero.

Ciò rafforza la posizione di Teheran su una delle principali richieste degli Stati Uniti nei colloqui di pace e potrebbe frustrare ulteriormente il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e complicare i colloqui per porre fine alla guerra contro l'Iran. Tanto che il prezzo del petrolio risale (future sul Brent +1,7% a 106,7 dollari al barile), i rendimenti dei titoli di Stato aumentano e il dollaro si apprezza nei confronti dell’euro che vale 1,16099 (-0,08%).

Meno Btp nei portafogli esteri

ll rendimento del Btp 10 anni sale al 3,86% con lo spread con il Bund a 75,2 punti base. Il controvalore dei titoli di Stato italiani nel portafoglio degli investitori esteri è diminuito a marzo per la prima volta da dicembre 2025. In particolare, la posizione degli investitori esteri è scesa di 8,8 miliardi di euro dopo gli incrementi di 24,3 miliardi a febbraio e di 14,1 miliardi a gennaio. 

Il nuovo Btp Italia Si, che verrà offerto dal 15 al 19 giugno, «conferma ancora una volta uno specchio fedele del comportamento dei risparmiatori retail italiani. Più che un semplice titolo di Stato, rappresenta la risposta concreta di migliaia di famiglie a un contesto economico caratterizzato da inflazione elevata, volatilità dei mercati e forte incertezza geopolitica», sottolinea a milanofinanza.it Francesco Megna, responsabile commerciale in banca.

La precedente emissione retail del Tesoro, il Btp Valore di marzo 2026, aveva raccolto oltre 16,2 miliardi di euro attraverso più di 522 mila contratti, numeri che mostrano quanto il pubblico italiano continui a privilegiare strumenti percepiti come sicuri e facilmente comprensibili.

Ma chi compra davvero questi strumenti? «Il profilo prevalente resta quello del piccolo e medio risparmiatore italiano, spesso appartenente alla fascia tra i 45 e i 70 anni, con patrimoni costruiti lentamente nel tempo e una cultura finanziaria orientata più alla conservazione che alla speculazione. Si tratta di famiglie», spiega Megna, «che hanno attraversato crisi finanziarie, anni di tassi zero e improvvisi ritorni dell’inflazione e che oggi cercano protezione del capitale più che performance aggressive».


Il Btp Italia Sì tende a occupare una posizione precisa all’interno dei patrimoni: componente prudente e difensiva del portafoglio. «Dopo le tensioni sui mercati internazionali del 2026 e la volatilità legata al conflitto in Medio Oriente, molti investitori retail hanno aumentato la quota di strumenti difensivi nei portafogli. Non significa però abbandonare completamente il rischio. Al contrario», conclude Megna, «una parte crescente della clientela retail mostra oggi una maggior educazione finanziaria rispetto al passato e tende a costruire portafogli più equilibrati, nei quali il Btp rappresenta soltanto uno dei tasselli».

Ore 12:30 Piazza Affari sale con Avio e Ferrari, il Ftse Mib guarda a 50.000

Alle ore 12:30 il Ftse Mib sale dello 0,35% a 49.357 punti con Avio (+5,35%), Ferrari (+2,8%), Generali (+2,13%) e Campari (+1,8%). In calo Diasorin (-1,4%), Unicredit, Saipem (-1%) e Lottomatica (-0,7%).

Settore privato Ue in contrazione per il secondo mese consecutivo

L’indice Pmi composito dell’Eurozona elaborato da S&P Global è sceso a 47,5 a maggio 2026, al di sotto delle attese degli analisti per 48,8, segnalando la flessione più marcata degli ultimi 31 mesi, in gran parte causata dall’intensificarsi delle pressioni sui costi legate alla guerra in Medio Oriente.

Ore 10:10 Ftse Mib sulla parità, pesano Unicredit e Diasorin. Pmi composito dell’Eurozona al minimo da 31 mesi

Borse europee in ordine sparso, ma prevale la cautela (Dax -0,06%, Cac40 +0,01%, Ftse100 -0,25% e Ftse Mib +0,06% a 49.210 punti alle 10:10, frenato da Diasorin, FinecoBank e Unicredit tutte in calo di oltre un punto percentuale). L’euro è stabile a quota 1,1623 dollari come lo spread Btp/Bund 73,8 punti base. Il Pmi composito a preliminare dell’Eurozona è sceso a 47,5 punti a maggio dai 48,8 di aprile, al minimo da 31 mesi. 

In calo anche l'indice delle attività terziarie, scivolato a 46,4 punti dai 47,6 di aprile, il declino più veloce da febbraio 2021 e il valore minimo da oltre 5 anni (63 mesi). Quanto all'indice Pmi del manifatturiero è calato a 51,4 punti rispetto ai 52,2 del mese precedente, segnando il livello più basso da tre mesi a causa della riduzione dei nuovi ordini.

In particolare, l'indice Pmi composito della Germania, la locomotiva d’Europa, si è attestato a 48,6 punti a maggio rispetto ai 48,4 punti di aprile, il massimo degli ultimi due mesi. L’attività economica del settore privato nel Paese ha comunque registrato una contrazione per il secondo mese consecutivo, risentendo del calo della domanda e delle crescenti pressioni inflazionistiche.

Il rallentamento continua a essere guidato dal settore dei servizi, dove l'indice dell'attività commerciale è salito a 47,8 punti dai 46,9 del mese precedente. Nonostante il lieve recupero, il dato rimane comunque sotto la soglia di 50 punti che separa la crescita dalla contrazione. Nel comparto manifatturiero si è vista invece una sostanziale stagnazione.

Anche con Stretto di Hormuz aperto, il prezzo del petrolio per AcomeA Sgr resterà tra 80 e 90 dollari fino a fine anno

Nonostante il cessate il fuoco, il conflitto in Medio Oriente continua a pesare sull'economia globale: lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso e gran parte dell'impatto economico deve ancora manifestarsi, sottolinea Martina Daga, macro economista di AcomeA Sgr. Le ultime navi cariche partite dal Golfo sono arrivate solo poche settimane fa e, considerando che il transito verso l'Europa richiede circa un mese, questo ci dice che la carenza fisica di beni non si è ancora trasmessa all'economia reale.

Oltre a petrolio e prodotti raffinati, il Golfo fornisce circa il 30% delle materie prime agricole mondiali (fertilizzanti, urea, ammoniaca) e il 70-80% della nafta destinata all'Asia: la fermata di grandi impianti chimici in Indonesia, Singapore e Corea sta innescando tensioni nelle filiere globali di plastiche, packaging, tessili, farmaceutici ed elettronica. L'Europa importava dal Golfo il 60% del jet fuel e si registra un rincaro dei noli marittimi. «Tutte queste pressioni non sono irrilevanti, ma a differenza dell'aggiustamento immediato del prezzo del carburante, impiegheranno più tempo a scaricarsi sui prezzi al consumo», sottolinea Martina Daga.

Anche in caso di una riapertura immediata dello Stretto, il prezzo del petrolio (future sul Brent -6,4% a 104,9 dollari al barile il 21 maggio) resterebbe tra 80 e 90 dollari fino a fine anno, alla luce dei danni alle infrastrutture, delle tempistiche per riprendere la produzione e dei rischi geopolitici ancora presenti: il rischio al rialzo è potenzialmente illimitato, indica l’esperta. Se lo Stretto rimanesse chiuso, le alternative di offerta sono marginali e le scorte commerciali in progressiva erosione, lasciando il prezzo come unico strumento disponibile per riequilibrare domanda e offerta. Il prezzo del greggio potrebbe salire fino a 120 dollari al barile tra luglio e agosto e a 150 dollari al barile in autunno.

Ore 09:05 Ftse Mib in cauto rialzo con Generali, ancora tensione sui titoli di Stato e petrolio +0,9%

Borse europee caute in avvio di seduta (Dax -0,13%, Cac40 -0,05%, Ftse100 -0,52% e Ftse Mib +0,15% a 49.253 punti), con i futures Usa deboli (-0,25% quello sul Dow Jones e -0,22% quello sull’S&P500) nonostante la trimestrale record di Nvidia. A tenere banco sono le preoccupazioni geopolitiche: Donald Trump ha dichiarato che i negoziati con Teheran sono nelle fasi finali, avvertendo, però, della possibilità di ulteriori attacchi nel caso le autorità iraniane non accettino un'intesa. La Casa Bianca, ha aggiunto, è disposta ad attendere qualche giorno per ricevere la «risposta giusta». 

Il mercato continua, inoltre, a seguire l’evoluzione dei rendimenti obbligazionari americani (il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,6% e quello del 30 anni al 5,13%) e il movimento del dollaro. L’euro resta poco mosso nei confronti della valuta statunitense a quota 1,1619, mentre il biglietto verde guadagna terreno sullo yen a 159,053.

Allentamento delle pressioni in Medio Oriente, ma il petrolio sale

Già il 20 maggio sono emersi anche segnali preliminari di allentamento delle pressioni nel Golfo, dopo che due petroliere cinesi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. In questo quadro ancora incerto, il future sul petrolio Brent sale dello 0,93% a 106,48 dollari al barile. D’altra parte, secondo gli esperti, anche se un accordo per mettere fine alle ostilità venisse raggiunto a breve, le forniture di petrolio e gas resteranno interrotte per mesi, probabilmente alimentando l’inflazione e frenando la crescita globale.

Le stime di Primavera della Commissione Ue

Bruxelles diffonde stamani le stime di primavera dei vari Paesi europei. Per l'Italia il confronto andrà fatto con le previsioni di autunno pubblicate a novembre, quando la Commissione Ue aveva previsto una crescita dello 0,8% sia per quest'anno sia per il prossimo, un rapporto defict/pil al 2,8% per il 2026 e al 2,6% per il 2027. Mentre il rapporto debito/pil era stato indicato al 137,9% e al 137,2%, rispettivamente.

Lo spread sale a 74, dal 15 al 19 giugno il Btp Italia Sì

Lo spread Btp/Bund sale a quota 74,2 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in leggero aumento al 3,85%. Il Tesoro ha detto che offrirà dal 15 al 19 giugno il Btp Italia Sì, un nuovo titolo agganciato all'inflazione nazionale e dedicato alla sola clientela retail. Il titolo avrà una scadenza a cinque anni e prevede un premio finale extra dello 0,6% del capitale investito per coloro che lo avranno acquistato nei giorni di emissione e lo avranno detenuto sino a scadenza.

Le precedenti edizioni del Btp Italia prevedevano un'offerta in due tempi: i primi tre giorni per i soli retail e la mattinata dell'ultimo giorno per i soli investitori istituzionali. Ora questi ultimi potranno acquistare il nuovo titolo sul mercato secondario, al termine del collocamento retail, come per tutti gli altri titoli dedicati ai piccoli risparmiatori. Il tasso fisso minimo garantito sarà comunicato venerdì 12 giugno e potrà essere rivisto al rialzo, alla chiusura del collocamento, in base alle condizioni di mercato. In serata, i dettagli del collocamento di Btpshort e Btpei in agenda per il 26 maggio.

A Milano bene Generali e Stellantis. Vendite su Intesa Sanpaolo e Carel Industries

Sul listino milanese spicca Generali con un +2,66% a 38,57 euro dopo aver chiuso il primo trimestre del 2026 con una raccolta netta Vita in aumento a 4,3 miliardi, grazie al contributo di tutte le linee di business. Il combined ratio è salito al 90,5% a causa degli eventi catastrofali. Il risultato operativo è in crescita a 2,2 miliardi (+8,1%) come l’utile netto normalizzato a 1,3 miliardi (+5,2%). Solida la posizione di capitale con il Solvency Ratio al 212% (219% nel 2025). «Un buon inizio d’anno» per Citi che ha confermato il rating buy e il target price a 43,40 euro sul titolo della compagnia assicurativa.

Nel settore bancario, Intesa Sanpaolo, che è tra i pretendenti per la private bank spagnola Singular, di cui il primo azionista Warburg Pincus sta cercando di vendere il 93%, arretra dello 0,67% a 5,65 euro. 

Quanto a Nexi, che rimbalza dello 0,26% a 3,42 euro, Eagle (Aibc) & CY Sca ha quasi azzerato la sua quota il 12 maggio dal 3,6% precedente, secondo la Consob.

Mentre Stellantis, in rialzo dell’1,44% a 6,53 euro, presenta il nuovo piano industriale. Con la cinese Dongfeng ha annunciato il 20 maggio l'intenzione di costituire una joint venture in Europa, che potrebbe includere la produzione in Francia, offrendo un ulteriore spaccato della strategia a lungo termine della casa automobilistica franco-italiana.

I due gruppi hanno firmato un accordo preliminare che copre le attività di vendita e distribuzione, produzione, acquisti e ingegneria incentrate sui veicoli a nuova energia di Dongfeng. La joint venture sarà detenuta al 51% da Stellantis e al 49% da Dongfeng.

Nel settore del cemento Citi ha tagliato il target price di Buzzi (+0,21% a 43,63 euro) da 50 a 45 euro, confermando il rating neutral. «Il primo trimestre del 2026 di Buzzi ha evidenziato una debolezza in Europa dovuta alle condizioni meteorologiche e a problematiche strutturali in alcuni mercati, mentre gli Stati Uniti e il Brasile hanno registrato una crescita. Tuttavia, i rischi nel breve termine rimangono orientati al ribasso per quanto riguarda i margini, poiché i costi dell’energia e delle materie prime continuano a rappresentare una preoccupazione chiave, con pressioni sui costi ancora evidenti in diverse aree del business», si legge nel report di Citi.

Inoltre, la visibilità sulla domanda negli Stati Uniti resta limitata a causa dell’incertezza macroeconomica e delle condizioni finanziarie più restrittive, che potrebbero pesare sull’attività. «Riteniamo che l’impatto delle tensioni geopolitiche in corso e della volatilità dei costi energetici e dei fattori produttivi, pur non essendo ancora pienamente evidente nel primo trimestre, emergerà con maggior chiarezza nei prossimi trimestri», avverte Citi che ha ridotto le stime sull’ebitda stimato per il 2026 e il 2027 del 2-3%. Il management di Buzzi ha previsto un ebitda ricorrente di poco inferiore a quello del 2025; tuttavia, «riteniamo che vi siano ulteriori rischi al ribasso rispetto alla guidance e la nostra stima di ebitda ricorrente per il 2026 pari a 1.180 milioni è del 4,3% più bassa rispetto al 2025», conclude Citi.

Infine, si segnala che Athena FH ha completato il collocamento di 5,6 milioni di azioni ordinarie, pari a circa il 5% del capitale di Carel Industries (-6,73% a 30,5 euro), al prezzo di 30,10 euro per azione (corrispettivo totale di 169 milioni di euro), a sconto dell’8% circa rispetto al prezzo di chiusura del 20 maggio a 32,7 euro. Ora Athena FH detiene il 13,81% del capitale della società (il 18,68% dei diritti di voto).

Ore 07:30 Europa attesa poco mossa nonostante i record di Nvidia. Trump: sul filo del rasoio con l’Iran

Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta (-0,02% il future sull’Eurostoxx50) con la tensione tra Stati Uniti e Iran che resta alta (anche i futures Usa sono stabili) e nonostante la trimestrale record di Nvidia grazie al boom dell'intelligenza artificiale. I ricavi totali hanno raggiunto quota 81,6 miliardi di dollari, segnando un incremento dell'85% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Il segmento Data Center ha trainato il colosso tecnologico toccando il record di 75,2 miliardi di dollari (+92% su base annua), spinto dalla domanda massiccia di chip per l'AI da parte dei giganti del cloud. Lato distribuzione, il dividendo trimestrale in contanti è stato alzato da 0,01 dollari a 0,25 dollari per azione ed è stata approvato un ulteriore buyback per un valore di ben 80 miliardi di dollari.

Trump firmerà un decreto sulla regolamentazione dell'AI

Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dovrebbe firmare un ordine esecutivo proprio sull'AI e la sicurezza informatica già oggi, 21 maggio, secondo quanto riferito a Reuters da alcune fonti vicine alla questione, mentre cresce la pressione da parte di alcuni settori della sua base politica per aumentare la supervisione dei nuovi modelli di AI, come Mythos di Anthropic. Agli sviluppatori di intelligenza artificiale verrebbe chiesto di fornire i propri modelli al governo 90 giorni prima del rilascio pubblico e di concedere l'accesso anticipato ai fornitori di infrastrutture critiche, come le banche.

L'Iran ha ricevuto la nuova proposta Usa e la sta esaminando

Sempre Trump ha espresso ottimismo sul fatto che un accordo di pace con l'Iran sia sempre più vicino. Ma ha precisato che gli Stati Uniti e l'Iran si trovano «sul filo del rasoio» tra il raggiungimento di un accordo e la ripresa della guerra. «Se non otteniamo la risposta giusta, potrebbe succedere molto rapidamente. Dobbiamo ottenere la risposta giusta. Dovranno essere risposte positive al 100%», ha aggiunto. Per questo concederà ancora «qualche giorno» affinché gli sforzi diplomatici abbiano successo.

Da parte sua Teheran ha annunciato che «sta valutando» la nuova proposta statunitense durante la visita del ministro dell'Interno pakistano, che sta mediando i colloqui tra le due parti in conflitto. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha comunque ribadito le richieste della Repubblica islamica: «lo sblocco dei beni iraniani congelati» all'estero e la fine del blocco statunitense dei porti iraniani.

Indici Pmi Ue e Usa sotto i riflettori

I prezzi del petrolio sono calmi (future sul Brent +0,08% a 105,56 dollari al barile) come l’euro nei confronti del dollaro, scambia a 1,1620 (+0,01%) in attesa dalla Commissione Europea delle previsioni economiche di Primavera. Prima alle 10 arrivano il Pmi servizi, il Pmi manifatturiero e il Pmi composito tutti preliminari e di maggio. Mentre dagli Stati Uniti alle 14:30 arrivano l’indice Philadelphia Fed di maggio, le licenze edilizie di aprile, i nuovi cantieri residenziali sempre di aprile e le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali. Alle 15:45 è il turno degli indici Pmi manifatturiero, Pmi servizi e Pmi composito tutti preliminari e di maggio per chiudere alle 16 con la fiducia dei consumatori flash di maggio.

A Milano occhio a Generali, Intesa Sanpaolo, Nexi, Stellantis, Buzzi e Carel Industries

Sul listino milanese attenzione a Generali che ha chiuso il primo trimestre del 2026 con una raccolta netta Vita in aumento a 4,3 miliardi, grazie al contributo di tutte le linee di business. Il combined ratio è salito al 90,5% a causa degli eventi catastrofali. Il risultato operativo è in crescita a 2,2 miliardi (+8,1%) come l’utile netto normalizzato a 1,3 miliardi (+5,2%). Solida la posizione di capitale con il Solvency Ratio al 212% (219% nel 2025). «Un buon inizio d’anno» per Citi che ha confermato il rating buy e il target price a 43,40 euro sul titolo della compagnia assicurativa.

Nel settore bancario, Intesa Sanpaolo è tra i pretendenti per la private bank spagnola Singular, di cui il primo azionista Warburg Pincus sta cercando di vendere il 93%. 


Quanto a Nexi Eagle (Aibc) & CY Sca ha quasi azzerato la sua quota il 12 maggio dal 3,6% precedente, secondo la Consob.

Mentre Stellantis presenta il nuovo piano industriale. Con la cinese Dongfeng ha annunciato il 20 maggio l'intenzione di costituire una joint venture in Europa, che potrebbe includere la produzione in Francia, offrendo un ulteriore spaccato della strategia a lungo termine della casa automobilistica franco-italiana.

I due gruppi hanno firmato un accordo preliminare che copre le attività di vendita e distribuzione, produzione, acquisti e ingegneria incentrate sui veicoli a nuova energia di Dongfeng. La joint venture sarà detenuta al 51% da Stellantis e al 49% da Dongfeng.

Nel settore del cemento Citi ha tagliato il target price di Buzzi da 50 a 45 euro, confermando il rating neutral. «Il primo trimestre del 2026 di Buzzi ha evidenziato una debolezza in Europa dovuta alle condizioni meteorologiche e a problematiche strutturali in alcuni mercati, mentre gli Stati Uniti e il Brasile hanno registrato una crescita. Tuttavia, i rischi nel breve termine rimangono orientati al ribasso per quanto riguarda i margini, poiché i costi dell’energia e delle materie prime continuano a rappresentare una preoccupazione chiave, con pressioni sui costi ancora evidenti in diverse aree del business», si legge nel report di Citi.

Inoltre, la visibilità sulla domanda negli Stati Uniti resta limitata a causa dell’incertezza macroeconomica e delle condizioni finanziarie più restrittive, che potrebbero pesare sull’attività. «Riteniamo che l’impatto delle tensioni geopolitiche in corso e della volatilità dei costi energetici e dei fattori produttivi, pur non essendo ancora pienamente evidente nel primo trimestre, emergerà con maggior chiarezza nei prossimi trimestri», avverte Citi che ha ridotto le stime sull’ebitda stimato per il 2026 e il 2027 del 2-3%. Il management di Buzzi ha previsto un ebitda ricorrente di poco inferiore a quello del 2025; tuttavia, «riteniamo che vi siano ulteriori rischi al ribasso rispetto alla guidance e la nostra stima di ebitda ricorrente per il 2026 pari a 1.180 milioni è del 4,3% più bassa rispetto al 2025», conclude Citi.



Infine, si segnala che Athena FH ha completato il collocamento di 5,6 milioni di azioni ordinarie, pari a circa il 5% del capitale di Carel Industries, al prezzo di 30,10 euro per azione (corrispettivo totale di 169 milioni di euro), a sconto dell’8% circa rispetto al prezzo di chiusura del 20 maggio a 32,7 euro. Ora Athena FH detiene il 13,81% del capitale della società (il 18,68% dei diritti di voto).

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