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Euronext ha perso il 30% da quando ha rilevato Borsa Spa. Il nodo delle ipo
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Euronext ha perso il 30% da quando ha rilevato Borsa Spa. Il nodo delle ipo

19 settembre 2022, 09:45

Due anni fa Euronext ha rilevato Borsa Spa per 4,44 miliardi, di cui 750 milioni circa in capo a Cdp e Intesa. La holding dei listini è in calo del 30% da allora e del 22% da inizio anno, mentre Deutsche Börse guadagna il 16% e Lse il 10%. Il punto di FdI e Lega, il nodo delisting e lo snellimento delle regole per le ipo | Borsa-Euronext, al via il doppio aumento di capitale per Cdp e Intesa. Il data center a Bergamo | Euronext rileva Borsa Spa per 4,32 miliardi. Doppio aumento per Cdp e Intesa | I vostri soldi al voto: Calenda, Conte, Letta, Meloni, Salvini, Tajani rispondono su borsa | Delisting, perché la borsa non va | Delisting, il piano per rifare Piazza Affari

A ottobre saranno trascorsi due anni da quando Euronext, in tandem con Cdp e Intesa Sanpaolo, hanno vinto la gara per rilevare Borsa Spa dal London Stock Exchange. Oggi l'Italia è un azionista di rilievo all'interno del gruppo con sede in Olanda, che coordina sette listini continentali (Milano, Parigi, Bruxelles, Dublino, Lisbona, Parigi, Amsterdam, Oslo): Cdp ha il 7,32% come la Cassa depositi francese e Intesa Sanpaolo l'1,5%. 

L'operazione di acquisizione, la più importante per Euronext, guidata dall'ad francese Stéphane Boujnah, è costata alla fine 4,444 miliardi di euro, dove Cdp e Intesa hanno partecipato, fra quota parte e aumenti di capitale, per circa 750 milioni di euro.

A due anni da questa operazione, una delle maggiori in Europa nel 2020, il destino delle borse del Vecchio Continente prende strade diverse. Da gennaio Euronext cede il 22,2%, Deutsche Börse (che era in gara per strappare Borsa Spa) guadagna il 16%, il London Stock Exchange è positivo per il 10%. Fra i gruppi che avevano corso per rilevare Piazza Affari vi era anche la svizzera Six, che non è quotata.

Euronext, -30% in borsa due anni dopo aver rilevato Borsa Spa

A ottobre 2022 Euronext scambiava attorno a 96 euro per salire ai massimi di 103 euro nel settembre 2021 e oggi è in area 68 euro, in calo di circa il 30% rispetto a ottobre 2020. "Purtroppo avevano visto giusto", spiega a milanofinanza.it Adolfo Urso, FdI, presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. 

Era necessario valutare "anche le altre proposte che apparivano obiettivamente più confacenti alle nostre necessità. Nella relazione del Copasir approvata alla unanimità avevano dato l'allarme evidenziando come il ministro di allora Gualtieri non avesse dato spiegazioni nemmeno al Comitato perché aveva voluto trattare solo con i francesi scartando senza motivazioni le altre proposte più congrue. Noi valutiamo sempre e solo sulla base dell'interesse nazionale altri evidentemente no", aggiunge Urso.

Secondo Giulio Centemero, Lega, membro della Commissione Finanze della Camera, "se il gruppo di cui fa parte Borsa Italiana performa peggio dei suoi competitor europei allora dobbiamo porci degli interrogativi. Come Lega abbiamo sempre seguito quanto avveniva intorno a uno dei principali asset della finanza italiana proprio perché sappiamo quanto sia fondamentale per la liquidità delle nostre imprese. Il nostro programma prevede delle misure specifiche per lo sviluppo di Borsa e dei mercati alternativi dei capitali, se saremo al governo li porteremo avanti e comunque vada continueremo, come fatto anche negli ultimi 5 anni, a prestare la dovuta attenzione a tutte le infrastrutture finanziarie del Paese".

Il Ftse Mib (total return) ha ceduto da gennaio il 20,2% complice la difficile situazione sui mercati, la guerra in Ucraina e la crisi energetica, è anche vero che sono diversi i delisting da Piazza Affari, fra i nomi più noti  nel 2022 vi sono quello di Exor e di Tod's. Negli ultimi mesi, però, Euronext e Borsa Italiana, assieme a Consob e al Mef, stanno lavorando ad un progetto di snellimento delle regole per incrementare le quotazioni di società a Piazza Affari, non solo delle pmi scambiate sul segmento Euronext Growth, ma anche le large cap la cui quotazione a Milano si è fatta man mano più diradata. Un dato positivo è il progetto di alcune società italiane che si sono quotate all'estero, Prada e Ferretti a Hong Kong e Mexedia a Parigi, di valutare un dual listing a Piazza Affari.

Piazza Affari, come cambiano le Ipo 

Ma come potrebbero cambiare in positivo le regole per le ipo? Anche Piazza Affari sta lavorando a una semplificazione dell'iter,  ha spiegato a MF-Milano Finanza Fabrizio Testa, ad di Borsa Italiana (gruppo Euronext) lo scorso agosto. "Per quanto riguarda aspetti più strutturali dei mercati italiani è in atto una semplificazione delle regole di quotazione. Borsa Italiana le ha approvate e siamo pronti a implementarle non appena ricevuto il via libera dall'autorità di vigilanza". L'ok di Consob è atteso a fine settembre. Testa ha aggiunto che, in linea con "l'iniziativa promossa dal Mef con la pubblicazione del Libro Verde sulla competitività dei mercati dei capitali, collaboriamo con tutti gli stakeholder del mercato e con la Consob per aumentare l'attrattività dei mercati pubblic"». Borsa Italiana, ha proseguito Testa, è "fortemente impegnata con Elite, Tech Leaders e i programmi pre-Ipo per favorire l'accesso ai mercati alle aziende e a renderle più visibili agli investitori internazionali".

Ma come cambierà il processo di quotazione? Secondo quanto risulta a milanofinanza.it, Borsa Italiana sta lavorando per aumentare l'efficienza della gestione del processo di ammissione snellendo burocrazia, tempi e costi per le aziende aumentando in questo modo le società quotate. Borsa ha approvato l'eliminazione di due documenti considerati gravosi o non più indispensabili che in Europa non vengono acquisiti né dal gestore del mercato né dalle authority.

Il primo è il Memorandum sul Controllo di gestione, approvato dall'organo amministrativo che deve descrivere il contenuto del sistema di Controllo di gestione adottato dall'emittente e dalle principali società del gruppo. Il secondo, l'obbligo di depositare presso Borsa Italiana budget e piano industriale relativi all'anno in corso e ai due anni successivi alla quotazione. L'emittente continuerebbe ad inviare il piano industriale allo sponsor con l'aiuto di di una società di revisione. Una volta ottenuto il via libera da Consob, le modifiche entreranno in vigore a ottobre 2023. (riproduzione riservata)



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