La diversificazione delle fonti di ricavi e l’effetto dazi del presidente Usa, Donald Trump, che ha scatenato le borse, hanno permesso a Euronext di festeggiare un trimestre da record sul fronte delle entrate e dei profitti. La holding dei listini che controlla Borsa Italiana ha infatti registrato ricavi nel periodo gennaio-marzo 2025, per 458,5 milioni di euro, in crescita del 14,1% anno su anno. L’Italia resta in prima posizione per il contributo ai ricavi e ai margini, che si assesta a oltre il 35%. L’utile netto per 164,8 milioni nel periodo è in miglioramento del 17,9%, mentre l’utile per azione (eps) adjusted si è assestato a 1,8 euro da 1,58 del 2024.
L’amministratore delegato, Stéphane Boujnah, non a caso ha sottolineato che nel primo trimestre del 2025, «Euronext ha registrato risultati eccezionali… ricavi e proventi record... grazie ai primi successi delle nostre iniziative strategiche, alla crescita dei ricavi non legati ai volumi e a un'elevata volatilità nei segmenti di negoziazione e compensazione, in particolare nel settore azionario, del reddito fisso, ma anche nelle valute, energia e materie prime».
Intanto oggi si riunirà ad Amsterdam l'assemblea dei soci, l’Italia è azionista di maggioranza relativa all’interno del gruppo, infatti Cdp detiene l’8,04%, mentre Intesa Sanpaolo l’1,5%, a seguire la Cdp francese sempre con l’8,04%. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il presidente del Supervisory Board, Piero Novelli, sarà confermato, mentre Alessandra Ferone, in rappresentanza di Cdp, sarà sostituita da Francesca Scaglia.
Tornando ai conti, dei 458,5 milioni di ricavi, 157,4 arrivano dal segmento Capital Markets, che racchiude sia le quotazioni di azioni, bond, certificati ed Etf (46,3 milioni), sia due ambiti che non sono strettamente legati ai mercati, come Advanced Data Solutions (dati) e i Corporate Services (servizi di consulenza alle società). Il settore Equity Markets, invece, ha inciso nei ricavi per 108,4 milioni, in crescita del 18% anno su anno. (riproduzione riservata)