Euronext apre ai mercati privati. La holding delle borse europee guidata dall'amministratore delegato Stéphane Boujnah, che controlla Borsa Spa, sta lavorando a una piattaforma dedicata alla negoziazione di azioni di società non quotate, con l'obiettivo di intercettare la ricca raccolta di capitale che oggi avviene fuori dai listini regolamentati.
L’idea è creare un mercato europeo aperto a tutte le società per azioni, anche di Paesi in cui Euronext non gestisce un listino (oggi il gruppo è presente a Milano, Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino, Oslo e Atene), per permettere lo scambio delle quote. Il requisito della forma societaria è essenziale, poiché soltanto le azioni possono essere oggetto di negoziazione sulla futura piattaforma. L’indiscrezione è stata anticipata da Bloomberg, ma secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza da fonti finanziarie, il progetto è partito ed è allo studio di tutti i Paesi del gruppo, anche se si trova ancora in una fase iniziale e non sono stati definiti i tempi di attuazione.
L'iniziativa nasce in un momento in cui il mercato dei capitali sta cambiando rapidamente. Secondo diverse stime di settore, oggi oltre l'80% del capitale raccolto dalle imprese viene reperito sui mercati privati, attraverso venture capital, private equity e altri investitori istituzionali, mentre una quota sempre più ridotta arriva attraverso le ipo. Negli ultimi anni molte società hanno scelto di rimanere private più a lungo, rinviando o evitando del tutto la quotazione grazie alla disponibilità di capitali privati sempre più abbondanti.
È proprio questo trend che Euronext punta a intercettare. La piattaforma dovrebbe consentire sia la raccolta di nuovi capitali attraverso aumenti di capitale sia la compravendita di partecipazioni tra investitori, distinguendosi così dall'iniziativa già lanciata dal London Stock Exchange Group con il mercato Pisces, che oggi permette esclusivamente lo scambio di azioni già esistenti.
L'accesso dovrebbe essere riservato agli investitori istituzionali.
Le società presenti sulla piattaforma, infatti, non sarebbero quotate su un mercato regolamentato e non sarebbero soggette agli obblighi informativi previsti per gli emittenti quotati, come la pubblicazione del prospetto o la vigilanza continuativa di autorità quali Esma e Consob. Si tratterebbe quindi di un'infrastruttura destinata a investitori professionali, in grado di valutare autonomamente i rischi di società ancora private.
Il progetto si inserisce anche nel dibattito europeo sul rafforzamento della Capital Markets Union. Nei mesi scorsi la Commissione Ue ha avviato una consultazione sulle modalità per favorire la liquidità degli investimenti in private equity e accompagnare le imprese lungo il percorso che conduce dal capitale privato ai mercati pubblici. Rispondendo alla consultazione, Euronext aveva evidenziato l'opportunità di sviluppare una piattaforma paneuropea dedicata ai mercati privati. Il tema potrebbe emergere già giovedì 30 luglio, quando Euronext presenterà i risultati del secondo trimestre, anche se il gruppo finora non ha rilasciato commenti ufficiali. (riproduzione riservata)