Le autorità dell'Unione Europea stanno accelerando i piani per l'introduzione di un euro digitale, con Ethereum e Solana che emergono come principali contendenti nel settore blockchain. La Bce ha confermato che sta valutando strutture «sia centralizzate che decentralizzate», mentre alcuni rapporti suggeriscono che la valuta potrebbe essere lanciata direttamente su una blockchain pubblica.
L'implementazione dell'euro digitale su reti come Ethereum o Solana aumenterebbero la trasparenza, l'efficienza e l'accessibilità in tutto il sistema finanziario europeo. Entrambe le piattaforme alimentano già i mercati globali per l'emissione di token, la finanza decentralizzata e le stablecoin, il che le rende ben posizionate per ospitare una valuta digitale della banca centrale su larga scala.
La Bce mira a presentare un prototipo entro il 2025, mentre si intensificano i dibattiti normativi e tecnici. La spinta della valuta digitale europea arriva in un momento di crescente concorrenza internazionale, con Stati Uniti e Cina che portano avanti le proprie iniziative. Per i responsabili politici dell'Ue, l'euro digitale è più di un'innovazione: è una mossa strategica per difendere l'influenza dell'euro in un ordine finanziario in rapida evoluzione.
Gli Stati Uniti hanno preso l'iniziativa nella regolamentazione delle valute digitali, approvando il mese scorso il Genius Act per stabilire regole chiare per le stablecoin ancorate al dollaro. Il presidente Trump lo ha rapidamente firmato, inviando un chiaro segnale di sostegno federale. La mossa dovrebbe accelerare l'adozione delle monete sostenute dal dollaro statunitense, rafforzando il dominio del dollaro nei mercati globali delle criptovalute.
«L'Europa non può permettersi di fare eccessivo affidamento su soluzioni di pagamento straniere», ha avvertito ad aprile Piero Cipollone, membro del consiglio direttivo della Bce, sottolineando i rischi delle stablecoin americane per la sovranità finanziaria dell'Europa.
Oggi, le stablecoin garantite dagli Stati Uniti controllano la maggior parte del mercato globale delle stablecoin, del valore di 160 miliardi di dollari, un dominio che allarma le autorità di regolamentazione europee. Con Washington che ora offre chiarezza normativa, gli Stati Uniti sono in grado di stabilire le regole del gioco per la finanza digitale globale, lasciando l'Ue a correre per promuovere il proprio euro digitale come contrappeso.
Pechino sta accelerando la sua transizione digitale con piani per stablecoin sostenute dallo yuan che mirano direttamente a sfidare il dominio del dollaro. Le autorità di regolamentazione vedono i token digitali dello yuan come uno strumento per espandere l'adozione transfrontaliera e promuovere l'obiettivo a lungo termine della Cina di internazionalizzazione della valuta. A differenza delle attuali stablecoin basate su Ethereum e Solana, i token legati allo yuan potrebbero offrire ai mercati globali un'alternativa credibile. Le autorità stanno già valutando progetti pilota del settore privato su blockchain autorizzate, alla ricerca di modelli competitivi in grado di rivaleggiare con l'infrastruttura controllata dagli Stati Uniti.
La spinta della Cina rispecchia la strategia dell'Europa. L'Ue sta sviluppando un euro digitale affidandosi agli ecosistemi Ethereum e Solana per garantire la propria sovranità finanziaria. Insieme, queste mosse segnalano l'apertura di un nuovo fronte nella competizione valutaria globale, in cui potrebbero essere i token digitali, e non i sistemi bancari tradizionali, a definire gli equilibri di potere. (riproduzione riservata)
*Dottore Commercialista e Revisore Legale